Ape Sociale nel 2027, se hai già compiuto 62 anni puoi fare subito domanda all’Inps per il riconoscimento dell’attività gravosa o usurante.
Vuoi andare in pensione a (circa) 63 anni con 1.500 euro al mese di assegno? Allora devi subito fare domanda all’Inps per il riconoscimento dei requisiti previsti per l’accesso alla cosiddetta Ape Sociale, l’anticipo pensionistico che di fatto oggi rappresenta una delle poche misure di flessibilità rispetto alle regole di pensionamento descritte dalla legge Fornero.
A confermarlo è l’Inps con il messaggio n. 1188 del 2 aprile 2026, il quale si rivolge a coloro che svolgono lavori particolarmente faticosi e pesanti che maturano i requisiti agevolati per l’accesso al trattamento pensionistico con l’Ape Sociale nel corso del 2027.
Se quindi hai compiuto i 62 anni, e pertanto raggiungi i 63 anni e 5 mesi necessari per ricorrere all’Ape Sociale, questo è il momento di raccogliere la documentazione richiesta e inviare domanda all’Inps per quello che di fatto è il primo, ma essenziale, step per prepararsi al collocamento in quiescenza con un importo che, almeno fino a quando non si raggiungono i requisiti richiesti per la pensione di vecchiaia, non può superare i 1.500 euro.
Cos’è e a chi spetta l’Ape Sociale
È confermata anche nel 2026 – e, secondo le indicazioni attuali, resta valida anche nel 2027 – la possibilità di accedere all’Ape Sociale, l’anticipo pensionistico che oggi rappresenta di fatto una delle poche vie d’uscita flessibili rispetto alle regole della legge Fornero, soprattutto dopo il superamento di misure come Opzione Donna e Quota 103.
Attenzione però: non si tratta di una vera e propria pensione. L’Ape Sociale è infatti un’indennità a carico dello Stato che accompagna il lavoratore verso la pensione di vecchiaia, consentendogli di smettere di lavorare prima ma senza maturare ancora un trattamento pensionistico definitivo. Viene pagata per 12 mensilità e con un importo che non può superare i 1.500 euro al mese.
Nonostante questo limite, resta una soluzione molto utilizzata perché consente di uscire anticipatamente dal lavoro con una tutela economica, spesso non troppo distante da quella che si percepirà poi con la pensione vera e propria. Ma non è una misura aperta a tutti. L’Ape Sociale è infatti riservata a categorie considerate meritevoli di maggiore tutela. Nel dettaglio, possono accedervi:
- i disoccupati che hanno terminato da tempo gli ammortizzatori sociali;
- le persone con invalidità civile pari o superiore al 74%;
- i caregiver che assistono familiari con disabilità grave;
- i lavoratori impiegati in attività gravose o usuranti.
Per questi ultimi è richiesto anche un requisito specifico: aver svolto attività gravose per almeno 6 anni negli ultimi 7 oppure per 7 anni negli ultimi 10.
Sul piano anagrafico, nel 2026 bisogna aver compiuto almeno 63 anni e 5 mesi, mentre per quanto riguarda i contributi servono generalmente 30 anni, che salgono a 36 per i lavori gravosi (con alcune eccezioni, come nel settore edile dove ne bastano 32).
Domanda entro maggio per chi ci va nel 2027
Se hai in programma di andare in pensione nel 2027 sfruttando i requisiti agevolati previsti per i lavori usuranti, allora c’è una scadenza che non puoi ignorare: la domanda di riconoscimento va presentata entro il 1° maggio 2026.
A ricordarlo è l’Inps con il messaggio n. 1188 del 2 aprile 2026, che si rivolge proprio a chi maturerà i requisiti il prossimo anno. Attenzione però a non fare confusione: questa procedura non riguarda tutti coloro che vogliono andare in pensione prima, ma esclusivamente una categoria ben precisa. Si tratta infatti dei lavoratori impegnati in attività particolarmente faticose e pesanti, i cosiddetti “usuranti”, come addetti alla linea catena, conducenti di mezzi pubblici o lavoratori notturni. Solo per loro è previsto questo passaggio preliminare obbligatorio.
Non si tratta ancora la domanda di pensione, ma il primo step necessario per ottenerla. Come anticipato, non questa richiesta, infatti, si chiede all’Inps di certificare che si rientra tra i beneficiari delle regole agevolate. Senza questo riconoscimento, l’uscita anticipata non è possibile.
Per questo motivo è fondamentale muoversi per tempo, per quanto va detto che chi presenta la domanda oltre il 1° maggio non perde il diritto, ma va incontro a uno slittamento della pensione fino a 3 mesi, a seconda del ritardo accumulato. La domanda va inviata in modalità telematica, dal sito Inps o tramite patronato, allegando tutta la documentazione che dimostra lo svolgimento dell’attività usurante nei periodi richiesti.
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