Pensioni: come funziona la maggiorazione contributiva per gli invalidi

Antonio Cosenza

08/03/2021

08/03/2021 - 15:29

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Pensioni: tra le agevolazioni riconosciute agli invalidi c’è quella che riconosce 2 mesi di contribuzione figurativa per ogni anno lavorato. Vediamo come funziona.

Pensioni: come funziona la maggiorazione contributiva per gli invalidi

Pensioni: ai lavoratori con invalidità - non inferiore al 74% - viene riconosciuta una maggiorazione contributiva per ogni anno di lavoro.

Per maggiorazioni contributive, molto importanti ai fini della pensione, si intendono quelle agevolazioni correlate al lavoro svolto, grazie alle quali al lavoratore viene accreditato un ulteriore periodo contributivo che si va a sommare a quello già versato.

Ci sono maggiorazioni sociali riconosciute a seconda del lavoro svolto, altre che invece si riferiscono al profilo del lavoratore. Fanno parte di quest’ultima categoria le maggiorazioni sociali per gli invalidi delle quali vi parleremo di seguito, facendo chiarezza su quando queste sono riconosciute e sul perché sono importanti.

Pensioni: maggiorazione contributiva per gli invalidi

A decorrere dal 1° gennaio del 2002, ai lavoratori sordi e invalidi - indipendentemente dalla causa, ma con un’invalidità superiore al 74% o comunque rientranti nelle prime quattro categorie delle pensioni di guerra - che continuano a lavorare viene riconosciuto per ogni anno di servizio il beneficio della maggiorazione di 2 mesi di contribuzione figurativa.

Per ogni anno di lavoro, quindi, non sono riconosciuti solo 12 mesi di contribuzione, bensì 14. Ma ci sono una serie di precisazioni da fare:

  • come prima cosa, va detto che la contribuzione figurativa così accreditata è utile solamente ai fini del raggiungimento del diritto alla pensione. Questi, quindi, saranno utili per anticipare l’accesso alla pensione, ma non per aumentare l’importo dell’assegno;
  • esiste un limite di contribuzione figurativa accreditata a titolo di maggiorazione sociale per gli invalidi. Nel dettaglio, non possono essere accreditati più di 5 anni di contributi;
  • danno luogo alla contribuzione figurativa di 2 mesi i servizi effettivamente svolti presso le pubbliche amministrazioni o aziende private o cooperative.

Questo beneficio non può essere concesso ai titolari di pensione o assegno ordinario d’invalidità a carico dell’AGO, delle gestioni dei lavoratori autonomi e dei fondi sostitutivi per i quali non è prevista alcuna rilevazione della percentuale d’invalidità. Inoltre, è anche importante sottolineare che il beneficio non esclude l’applicazione della penalizzazione prevista per la pensione anticipata nel caso di accesso al trattamento pensionistico con età inferiore ai 62 anni.

Pensioni: quale maggiorazione sociale per i periodi lavorati inferiori all’anno

Il vantaggio di questa maggiorazione sociale, quindi, è quello per cui l’anzianità contributiva del lavoratore viene maggiorata ai fini del riconoscimento della pensione per un massimo di 5 anni.

Come anticipato, per ogni anno di attività prestata vengono riconosciuti 2 mesi di contribuzione aggiuntiva. Ma cosa succede se l’anno di lavoro non viene completato? In tal caso, ossia per i periodi inferiori all’anno, spetta 1/6 di contribuzione figurativa per ogni settimana di lavoro.

Pensiamo, ad esempio, al lavoratore che ha lavorato per circa 6 mesi, nonché per 30 settimane. In tal caso, saranno riconosciute 5 settimane di contribuzione figurativa.

Ricordiamo che per il calcolo si tiene conto solamente dei periodi effettivamente lavorati; sono esclusi, quindi, tutti quelli già coperti da contribuzione volontaria, figurativa o comunque derivanti da riscatto non correlato ad attività lavorativa.

È importante precisare che anche se la maggiorazione sociale è riconosciuta dal 1° gennaio 2002, questa spetta anche per i periodi lavorativi antecedenti a questa data purché in possesso del requisito sanitario richiesto.

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