Pensioni: come ci va chi ha iniziato a lavorare dopo il 1995

Pensioni: ecco le opzioni a disposizioni per coloro che avendo iniziato a lavorare dal 1° gennaio 1996 rientrano interamente nel regime contributivo.

Pensioni: come ci va chi ha iniziato a lavorare dopo il 1995

Pensioni: con la riforma su cui sta lavorando il Governo bisognerà anche affrontare il discorso riguardante una pensione di garanzia che vada a tutelare quei lavoratori che rientrano interamente nel regime di calcolo contributivo.

Ci riferiamo a coloro che hanno iniziato a lavorare dopo il 31 dicembre 1995, data che come noto ha segnato il passaggio dal sistema di calcolo retributivo al contributivo.

Ad oggi la maggior parte di coloro che sono in procinto di andare in pensione hanno l’assegno calcolato con il sistema misto, ossia per una parte (che più si va avanti negli anni e più si riduce) calcolata con il metodo retributivo e per l’altra con il metodo contributivo.

Secondo le stime sarà così fino al 2036, quando si prevede che tutti coloro che andranno in pensione lo faranno esclusivamente con il metodo contributivo.

È importante sapere, però, che il metodo contributivo non va ad influire solamente sull’importo dell’assegno (che viene calcolato tenendo conto esclusivamente dei contributi versati dal lavoratore) ma anche sulla data del pensionamento.

Per coloro che rientrano esclusivamente nel calcolo contributivo della pensione, infatti, ci sono delle opzioni ad hoc per l’accesso alla pensione; vediamo di cosa si tratta.

Pensione nel regime contributivo: le opzioni per smettere di lavorare

Anche per coloro che hanno il primo contributo accreditato dopo il 1° gennaio 1996 è possibile accedere alla pensione di vecchiaia. Quindi, chi è in possesso dei 20 anni di contribuzione può smettere di lavorare al compimento dei 67 anni di età (che nel frattempo saranno adeguati alle variazioni delle speranze di vita).

Tuttavia, rispetto a coloro che rientrano nel regime retributivo o misto, è prevista un’ulteriore condizione per l’accesso alla pensione di vecchiaia; nel dettaglio, è necessario che l’importo della pensione risulti non inferiore a 1,5 volte l’importo dell’assegno sociale (il cosiddetto importo soglia).

Per intenderci; questo nel 2020 ha un importo pari a 459,83€, quindi l’assegno dovrebbe essere superiore ai 689,74€.

In caso contrario il collocamento in quiescenza viene ritardato di qualche anno, in quanto l’unica opzione possibile è quella che porta alla pensione di vecchiaia contributiva. Questa, alla quale possono accedere solamente coloro che rientrano interamente nel regime contributivo, consente il pensionamento all’età di 71 anni (anche questo limite è soggetto all’adeguamento con le speranze di vita) a fronte di 5 anni di contributi.

Non ci sono requisiti aggiuntivi, invece, per la pensione anticipata: anche chi ha iniziato a lavorare dopo il 1° gennaio 1996, quindi, può andare in pensione al raggiungimento dei:

  • 42 anni e 10 mesi di contributi (uomini);
  • 41 anni e 10 mesi di contributi (donne).

Il tutto indipendentemente dall’età anagrafica.

Per coloro che rientrano interamente nel regime contributivo e - come vedremo meglio di seguito - hanno un assegno di importo medio/alto, c’è un’ulteriore opzione di accesso alla pensione.

Con la pensione anticipata contributiva il diritto alla pensione si raggiunge all’età di 64 anni, a fronte di 20 anni di contributi. Grazie a questa opzione, quindi, chi rientra interamente nel regime contributivo può andare in pensione persino con tre anni di anticipo rispetto alla pensione di vecchiaia.

Ma c’è un “però”: questa opzione è riservata a coloro che grazie ai contributi versati nel corso dell’attività lavorativa hanno maturato un assegno di importo superiore a 2,8 volte l’importo mensile dell’assegno sociale. Ad oggi, quindi, questa opzione sarebbe a disposizione solo per coloro che hanno un assegno non inferiore ai 1.287,52€, un importo a cui solo chi ha avuto una carriera stabile e ben retribuita può aspirare.

Iscriviti alla newsletter Lavoro e Diritti per ricevere le news su Pensione

Condividi questo post:

Trading online
in
Demo

Fai Trading Online senza rischi con un conto demo gratuito: puoi operare su Forex, Borsa, Indici, Materie prime e Criptovalute.