Pensioni, si va in direzione di un nuovo incremento dell’età pensionabile. «Colpa» delle ultime speranze di vita rilevate dall’Istat.
Abbiamo già parlato dell’aumento dell’età pensionabile nei prossimi anni, con i primi incrementi che si vedranno già a partire dal 2027, quando è previsto un aumento di 1 mese (a cui ne seguirà un altro di 2 mesi nel 2028).
Ma qual è la ragione di questi adeguamenti? Lo abbiamo spiegato più volte: è l’effetto del meccanismo che lega i requisiti per andare in pensione all’andamento della speranza di vita dopo i 65 anni.
Si tratta, in realtà, di una buona notizia, perché significa che si vive più a lungo. Il problema è che il nostro sistema previdenziale prevede che questo tempo in più venga in parte trascorso lavorando. Ecco perché l’attenzione si sposta sugli ultimi dati dell’Istat relativi alla variazione della speranza di vita. Ed è proprio da questi numeri che arrivano indicazioni contrastanti: positive dal punto di vista demografico, meno favorevoli per chi guarda alla pensione.
Pensioni, nuovo record per la speranza di vita
Le nuove tabelle Istat indicano che l’età per la pensione di vecchiaia è destinata ad aumentare ancora, andando oltre i 67 anni e 3 mesi già previsti per il biennio 2027-2028.
Nel 2025, infatti, la speranza di vita a 65 anni ha raggiunto quota 21,4 anni, rispetto ai 21,2 del 2024: un incremento di circa 2 mesi.
Va precisato che si tratta di un dato ancora provvisorio, che sarà confermato ufficialmente a dicembre, ma che offre già un’indicazione chiara di quello che potrebbe accadere nei prossimi anni. Anche perché le stime della Ragioneria generale dello Stato indicano un ulteriore aumento di 3 mesi nel 2029.
Nel complesso, dopo il calo registrato durante la pandemia, la speranza di vita è cresciuta di circa 1,4 anni dal 2020.
Come viene utilizzato questo dato
Come anticipato, il dato attuale non è ancora definitivo e sarà aggiornato nei prossimi mesi. Inoltre, da solo non basta a determinare il prossimo aumento dell’età pensionabile. Per gli adeguamenti, infatti, verranno confrontate le speranze di vita del biennio 2023-2024 con quelle del 2025-2026. Il dato quindi è ancora parziale, ma già utile per capire la direzione.
Al momento, infatti, non ci sono segnali che facciano pensare a un rallentamento. Proprio per questo si parla di un possibile incremento di 3 mesi nel biennio 2029-2030, con una crescita graduale anche negli anni successivi.
Cosa succede adesso
Questo meccanismo porterà l’età pensionabile a spostarsi sempre più in avanti, lasciando al governo il compito di intervenire per rendere il sistema meno rigido. L’esecutivo guidato da Giorgia Meloni è già intervenuto escludendo dagli adeguamenti i lavoratori impegnati in attività gravose e usuranti, a condizione che abbiano maturato almeno 30 anni di contributi.
Resta però il fatto che, senza correttivi strutturali, l’aumento della speranza di vita continuerà a tradursi in un progressivo rinvio dell’uscita dal lavoro.
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