Pensioni: Quota 100 senza penalizzazioni ma con 38 anni di contributi

Cambia ancora Quota 100: secondo quanto annunciato da Claudio Durigon della Lega, non ci saranno penalizzazioni per chi anticipa l’accesso alla pensione.

Pensioni: Quota 100 senza penalizzazioni ma con 38 anni di contributi

Ci sono importanti novità sul fronte riforma delle pensioni: sembra che a differenza di quanto emerso nelle scorse settimane, la Quota 100 permetterà ai lavoratori di anticipare l’accesso alla pensione senza subire alcuna penalizzazione sull’assegno previdenziale.

Nei giorni scorsi, infatti, era paventata l’ipotesi di una possibile riduzione dell’1,5% dell’assegno pensionistico per ogni anno di anticipo, o in alternativa un ricalcolo con il sistema contributivo (come avviene per Opzione Donna).

A quanto pare, però, potrebbe non essere così; a confermare che chi andrà in pensione con la Quota 100 non subirà alcuna penalizzazione, infatti, ci ha pensato Claudio Durigon della Lega, il quale ha annunciato questa possibilità in un’intervista al Corriere.

Se effettivamente sarà così la Quota 100 assolverebbe effettivamente il suo compito di dare ai lavoratori una strada alternativa - e più veloce - per accedere alla pensione. In quel caso sì che la Quota 100 renderebbe effettivamente più flessibile la riforma Fornero del 2011.

Tuttavia, mentre l’ipotesi di una riduzione dell’assegno previdenziale sembra essere stata scartata, lo stesso non si può dire dei paletti che il Governo intende introdurre per limitare i costi della Quota 100.

Chi può andare in pensione con Quota 100

Come confermato da Durigon la Quota 100 ha come obiettivo quello di favorire il ricambio generale nei luoghi di lavoro, permettendo ad oltre 400mila lavoratori di andare in pensione prima del raggiungimento dell’età pensionabile.

A tal proposito ricordiamo che dal 1° gennaio 2019 per effetto dell’adeguamento con le aspettative di vita, per andare in pensione bisognerà avere:

  • 67 anni di età e 20 di contributi (pensione di vecchiaia);
  • 43 anni e 3 mesi di contributi (uomini) - 42 anni e 3 mesi di contributi (donne) indipendentemente dall’età anagrafica (pensione anticipata).

Con Quota 100 però sarà possibile anticipare l’accesso alla pensione di circa 5 anni. Questo perché per andare in pensione con la Quota 100 è sufficiente che la somma tra età pensionabile e contributi maturati dia come risultato 100.

Ciò però non è abbastanza dal momento che il Governo intende introdurre un paletto riguardante l’età anagrafica, la quale non potrà essere inferiore ai 62 anni.

Parimenti Durigon ha annunciato che anche per il requisito contributivo è previsto un minimo, pari appunto a 38 anni di contributi. In questo modo per chi ha compiuto 63 anni non si parlerà di Quota 100, bensì di Quota 101, mentre per coloro che hanno 64 anni di Quota 102 (64 + 38 = 102).

Della Quota 100 originale, quindi, resterebbe ben poco; i lavoratori però possono almeno consolarsi con l’assenza di penalizzazioni sull’importo dell’assegno previdenziale, con la loro pensione che resterà invariata anche in caso di uscita anticipata.

In questo modo il costo per lo Stato sarà di circa 8,5 miliardi per il primo anno, una cifra che il Governo potrebbe aver trovato aumentando il rapporto deficit/Pil - portandolo al 2,4% - nella nota di aggiornamento del DEF che, come annunciato da Di Maio, nella giornata di domani verrà presentato alle Camere.

Riforma delle pensioni: sviluppi in settimana?

Ricordiamo comunque che per il momento si tratta di indiscrezioni, seppur affidabili perché tratte da dichiarazione dei principali esponenti della maggioranza.

La riforma delle pensioni, infatti, è in continua evoluzione: questa settimana, ad esempio, Di Maio ha promesso un incontro ai rappresentanti del gruppo “41 per tutti” i quali chiederanno al Ministro del Lavoro di estendere la possibilità di ricorrere alla Quota 41 (oggi riservata ad alcune categorie di lavoratori precoci) a tutti.

Nello stesso incontro, poi, a Di Maio verrà richiesto di annullare l’adeguamento delle aspettative di vita già per il 2019; un’ipotesi che il leader del Movimento 5 Stelle prenderà sicuramente in considerazione ma che - secondo la nostra opinione - difficilmente sarà realizzabile nell’immediato visto che in tal caso i costi della riforma aumenterebbero notevolmente.

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Argomenti:

Quota 100 Pensione

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