Pensione: il trucco per andarci con soli 15 anni di contributi senza deroghe Amato

Simone Micocci

16/09/2022

16/09/2022 - 15:17

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In alcune circostanze si può andare in pensione con soli 15 anni di contributi anche senza rientrare tra le categorie descritte dalla deroga Amato. Ecco di che “trucco” si tratta e come funziona.

Pensione: il trucco per andarci con soli 15 anni di contributi senza deroghe Amato

Esiste un “trucco” per andare in pensione con soli 15 anni di contributi senza rientrare tra le deroghe Amato. Si tratta di uno strumento riconosciuto dall’articolo 3 del decreto ministeriale 282 del 1996, riservato alle lavoratrici e ai lavoratori iscritti alla Gestione Separata, ai quali viene data la possibilità di riunire gratuitamente tutti i contributi versati in altre gestioni.

Chi vuole, quindi, può riunire gratuitamente, nella Gestione Separata, tutti i contributi versati nel corso della propria carriera, con l’importo della pensione che però viene calcolato interamente con il sistema contributivo. Ed è proprio questo fattore, in realtà, a consentire all’interessato di andare in pensione con soli 15 anni di contributi, in quanto in questo modo vi è la possibilità di ricorrere all’opzione contributiva della pensione di vecchiaia.

Un trucco che conoscono in pochi, ma che può essere utile per coloro che non sono riusciti a raggiungere i 20 anni di contributi necessari per andare in pensione a 67 anni con la pensione di vecchiaia. Anziché rinunciare alla possibilità di percepire un trattamento previdenziale, infatti, basterà attendere qualche anno - quattro per l’esattezza - così da poter andare in pensione a 71 anni e non sprecare inutilmente i contributi versati.

Come funziona l’opzione contributiva della pensione di vecchiaia

Per accedere alla pensione di vecchiaia bisogna soddisfare una serie di requisiti:

  • chi ha contributi versati già prima del 1° gennaio 1996 deve aver compiuto 67 anni di età, oltre ad aver versato almeno 20 anni di contributi che diventano 15 nel caso in cui si rientri in una delle tre deroghe Amato;
  • chi non ha contributi versati prima dell’1 gennaio 1996, invece, oltre ai suddetti requisiti deve avere una pensione d’’importo pari a 1,5 volte l’assegno sociale. Per questi, inoltre, non vi è la possibilità di ricorrere alle deroghe Amato;

Quest’ultima opzione, quindi, è l’ultima spiaggia per coloro che durante il corso della carriera non sono riusciti a maturare i 20 anni di contributi richiesti. Anziché rinunciare alla possibilità di percepire una pensione, anche perché l’Inps non restituirà comunque i contributi versati, basterà attendere qualche anno in più così da andarci a 71 anni.

Il problema è che, come visto sopra, tale possibilità è riservata ai contributivi puri.

Dunque, chi ha contributi versati prima dell’1 gennaio 1996 non vi può accedere; ed è qui che viene in nostro soccorso lo strumento descritto dall’articolo 3 del decreto ministeriale 282 del 1996; in questo modo, infatti, dal momento che la pensione viene calcolata interamente con il sistema contributivo, vi è la possibilità di accedere alla suddetta opzione, potendo così andare in pensione a 71 anni di età e con un minimo di 5 anni di contributi.

Pensione con 15 anni di contributi senza deroghe Amato

Oggi ci sono tre possibilità per coloro che rientrano nel regime di calcolo contributivo o misto di poter andare in pensione con soli 15 anni di contributi. Descritte dal decreto Amato, queste deroghe sono riservate a coloro che:

  • aver maturato 15 anni di contributi entro il 31 dicembre 1992;

Chi non rientra nelle suddette categorie e ha meno di 15 anni di contributi non può quindi andare in pensione. E avendo contributi versati prima dell’1 gennaio 1996 non potrebbe neppure ricorrere all’opzione contributiva della pensione di vecchiaia.

Tuttavia, c’è un trucco per farlo comunque. Basta ricorrere all’opzione che comporta il calcolo interamente contributivo della pensione, ossia quella che consente di riunire gratuitamente tutti i contributi nella Gestione Separata Inps.

Per farlo è necessario soddisfare i seguenti requisiti:

  • avere meno di 18 anni di contributi al 31 dicembre 1995;
  • avere almeno 5 anni di contributi accreditati dopo il 1° gennaio 1996;
  • avere almeno 15 anni di contributi complessivi;
  • avere almeno 1 mese di contributi accreditato presso la Gestione Separata.

Ricorrendo a tale possibilità, quindi, non solo si riuniscono tutti i contributi versati in una sola gestione, il tutto senza alcun onere per l’interessato, ma si ha persino la possibilità di andare in pensione con soli 15 anni di contributi. Tuttavia, non a 67 anni - come previsto dalla normale pensione di vecchiaia - bensì a 71 anni, ricorrendo appunto alla suddetta opzione contributiva.

A tal proposito, è bene sottolineare che con tale strumento si possono accentrare presso la Gestione Separata tutti i contributi accreditati negli altri fondi Inps (fondo lavoratori dipendenti, della gestione speciale degli autonomi, della gestione ex-Inpdap , ex-Enpals e degli altri fondi sostitutivi dell’AGO), ma non quelli accreditati in altre casse professionali. È valida tutta la contribuzione, non solo quella obbligatoria: tra i 15 anni di contributi, quindi, ce ne possono essere anche di tipo figurativo, volontario o da riscatto.

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