In pensione più tardi con Quota 100: il Governo potrebbe allungare le finestre mobili

Pensione con Quota 100: al vaglio del Governo l’ipotesi di allungare le scadenze delle finestre mobili. Il Ministro del Lavoro non lo esclude, ma ha parlato di “modifiche soft”.

In pensione più tardi con Quota 100: il Governo potrebbe allungare le finestre mobili

Pensioni: il Governo non sembra aver abbandonato il progetto di modificare Quota 100 per recuperare ulteriori risorse da utilizzare per la Legge di Bilancio 2020.

Lo stesso Ministro del Lavoro - Nunzia Catalfo - non ha escluso che ci possa essere una modifica “soft” per Quota 100, rimandando però l’ufficialità al momento in cui verrà definito un accordo con la maggioranza.

Non ci sono dubbi sul fatto che Quota 100 resti in vigore fino alla scadenza naturale, fissata al 31 dicembre 2021, tuttavia il Governo sta riflettendo su come effettuare qualche modifica - che sia il più possibile “indolore per i lavoratori” - che ne possa ridurre ulteriormente i costi.

La novità di oggi è che la maggioranza ha aperto all’ipotesi di un allungamento delle finestre mobili di Quota 100, ritardando la decorrenza della pensione per coloro che scelgono di accedere a questa misura.

Quota 100: in pensione più tardi con l’allungamento delle finestra mobili

Come noto Quota 100 già prevede delle finestre mobili, variabili tra i dipendenti privati e quelli pubblici. Per i primi la pensione decorre tre mesi dopo dal raggiungimento dei requisiti previsti, mentre gli statali devono attendere persino sei mesi prima di percepire il primo assegno di pensione.

Ebbene, l’ipotesi al vaglio della maggioranza prevede l’aggiunta di tre mesi su entrambe le finestre mobili. Ciò vorrebbe dire che per coloro che maturano i requisiti il 1° gennaio 2020 la finestra mobile si allungherebbe fino al 1° luglio (per i lavoratori del settore privato) e al 1° ottobre (per quelli del pubblico impiego). Le nuove scadenze per la decorrenza della pensione con Quota 100, quindi, sarebbero rispettivamente di sei e nove mesi.

In questo modo il Governo conta di recuperare circa 500 milioni di euro (risorse che potrebbero essere utilizzate per l’estensione della quattordicesima) per il 2020, più un altro miliardo di euro per il 2021.

Quota 100: finestre mobili invariate per chi matura i requisiti nel 2019

Allo stesso tempo, però, la maggioranza è decisa nell’escludere da questa novità coloro che maturano i requisiti per andare in pensione con Quota 100 entro il 31 dicembre del 2019.

Per questi, quindi, dovrebbe esserci l’introduzione di una “salvaguardia”, permettendo così loro di percepire il primo assegno di pensione dopo tre o sei mesi qualora abbiano maturato il diritto alla stessa entro la fine dell’anno solare in corso.

Prima di concludere è bene sottolineare che qualsiasi novità sulle finestre mobili riguarderà esclusivamente Quota 100. Non verranno toccate, quindi, quelle introdotte con la riforma dello scorso anno per la pensione anticipata e per Quota 41, per le quali si continuerà a parlare di finestre mobili trimestrali.

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Pensione Quota 100

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1 commento

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Irego • 1 mese fa

L’allungamento di ulteriori tre mesi della finestra mobile senza tener conto dell’età anagrafica è certamente una grave ingiustizia soprattutto nei confronti delle donne e in ancor più se dipendenti pubblici. Io raggiungo il requisito a gennaio 2020, dopo aver pagato un riscatto oneroso che mi conserirebbe di essere collocata in pensione a 66 anni e 7 mesi, con la famigerata modifica raggiungerei il requisito a 66 anni e 10 mesi, (quota106). La fregatura duplice sta nel fatto che ho già pagato gli oneri di riscatto solo da qualche giorno senza avere nessun vantaggio. Aggiungo che l’età avanzata è spesso causa di assenze per
accertamenti sanitari , malattie e interventi chirurgici.
Ritengo intollerabile che si voglia infierire
nei confronti di persone ormai ultra sessanntaseinni.

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