Pensione, fino a questo importo non paghi le tasse

Simone Micocci

30 Aprile 2026 - 10:04

Pensioni, no tax area 2026: ecco fino a quale importo non si pagano le tasse, né l’Irpef né tantomeno le addizionali.

Pensione, fino a questo importo non paghi le tasse

Quando si calcola quale sarà la pensione futura, è bene sapere che nelle varie proiezioni viene indicato l’importo lordo e non quello netto. Su quest’ultimo incidono infatti numerose variabili - come le detrazioni per carichi di famiglia o le addizionali regionali e comunali - che rendono complesso effettuare un calcolo preliminare attendibile.

È utile ricordare, però, che il nostro sistema fiscale è progressivo: ciò significa che le imposte aumentano al crescere del reddito. Di conseguenza, con una pensione più bassa saranno inferiori anche le tasse dovute; anzi, al di sotto di una certa soglia non si paga nulla.

Come accade per gli stipendi, esiste infatti la cosiddetta “no tax area”, ossia un limite di reddito entro il quale la pensione lorda coincide con il netto, poiché le imposte vengono di fatto azzerate dalla detrazione per redditi da pensione.

Ma qual è l’importo fino al quale non sono dovute imposte? Facciamo chiarezza.

No tax area Irpef

Sono principalmente due le voci che incidono sulla riduzione dell’importo lordo della pensione: l’Irpef e le addizionali (comunali e regionali).

Partiamo dalla prima, un’imposta progressiva che nel 2026 si calcola secondo questi scaglioni:

  • 23% sulla parte di reddito che non supera i 28.000 euro;
  • 33% sulla parte compresa tra 28.000 e 50.000 euro;
  • 43% sulla parte eccedente i 50.000 euro.

Per determinare quanta Irpef si paga sulla pensione è quindi sufficiente prendere l’importo annuo, suddividerlo negli scaglioni previsti e applicare a ciascuna quota l’aliquota corrispondente. Ad esempio, su una pensione di 30.000 euro si calcola il 23% su 28.000 euro e il 33% sui restanti 2.000 euro.

Va però considerato un ulteriore elemento: dall’Irpef lorda vanno infatti sottratte le detrazioni per reddito da pensione, cioè quelle somme che riducono l’imposta effettivamente dovuta.

Sono proprio queste detrazioni a consentire l’esistenza della cosiddetta no tax area, ovvero quella soglia di reddito al di sotto della quale l’Irpef non è dovuta. Come stabilito dall’articolo 13, comma 3, del Tuir, modificato dalla legge di Bilancio 2022, infatti:

Quando alla formazione del reddito complessivo concorrono uno o più redditi di pensione spetta una detrazione dall’imposta lorda pari a 1.955 euro quando il reddito complessivo non supera gli 8.500 euro.

Prendendo come riferimento una pensione di 8.500 euro, l’Irpef teoricamente dovuta, pari al 23% dell’intero importo, ammonta a 1.955 euro, ma viene interamente azzerata dalla detrazione spettante.

Questa è quindi la soglia entro cui non si pagano imposte sulla pensione: 8.500 euro lordi annui, circa 653 euro al mese. Superato questo limite, invece, l’imposta cresce progressivamente, aumentando così la distanza tra pensione lorda e netta.

“No tax area” addizionali

Come anticipato, però, c’è un’altra voce da considerare: l’imposta dovuta a Comune e Regione di residenza sotto forma di addizionali.

In questo caso non esistono aliquote uniformi, perché tutto dipende dalle scelte del territorio di riferimento. Sono infatti Comuni e Regioni a stabilire sia le percentuali da applicare sia l’eventuale “no tax area”, ossia la soglia entro cui l’imposta non è dovuta. E, in alcuni casi, questa soglia può anche non essere prevista.

Prendiamo ad esempio la Regione Lazio: nel 2026 l’aliquota è pari all’1,73%, ma è prevista anche una detrazione di 60 euro per chi ha un reddito Irpef fino a 35.000 euro.
Questo significa che l’imposta regionale si azzera completamente solo per redditi fino a 3.468,21 euro, fissando quindi una no tax area molto più bassa rispetto a quella prevista per l’Irpef statale.

Di conseguenza, con una pensione annua di 8.500 euro, un pensionato residente nel Lazio non paga Irpef allo Stato, ma deve comunque versare alla Regione circa 87 euro l’anno, oltre a quanto eventualmente dovuto al Comune.

Non tutte le Regioni, però, prevedono detrazioni o soglie di esenzione. In molti casi, quindi, l’addizionale è dovuta a prescindere dall’importo percepito, anche quando questo non supera gli 8.500 euro annui.

È il caso, ad esempio, della Lombardia, dove sui primi 15.000 euro si applica comunque un’aliquota dell’1,23%, o della Toscana, che sullo stesso scaglione prevede un’aliquota dell’1,42%.

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