Guida aggiornata alla pensione anticipata Inps: ecco come smettere di lavorare prima dei 67 anni nel 2027.
Quando si parla di pensione anticipata si fa riferimento a diverse opzioni di pensionamento che consentono di smettere di lavorare prima rispetto al raggiungimento dei requisiti previsti per la pensione di vecchiaia.
Nel dettaglio, possiamo suddividere la pensione anticipata Inps in tre differenti tipologie. La prima è quella ordinaria, particolarmente importante perché si tratta di una misura che non prevede alcun requisito anagrafico. In poche parole, si può andare in pensione a qualsiasi età, purché sia stato raggiunto il minimo contributivo richiesto.
Lo stesso principio vale per un’altra forma di pensione anticipata, quella riservata ai lavoratori precoci che rientrano in determinate categorie, individuate dalla normativa come meritevoli di una maggiore tutela.
La terza possibilità è invece quella riservata a chi ha iniziato a versare contributi dopo il 31 dicembre 1995. Per questi lavoratori, i cosiddetti contributivi puri, il diritto alla pensione può arrivare, a parità di contribuzione, con tre anni di anticipo rispetto alla pensione di vecchiaia. In questo caso, però, si aggiunge un requisito che non è sempre semplice da raggiungere: è infatti prevista una soglia minima d’importo della pensione, necessaria per poter accedere alla misura.
La logica è quella di garantire che chi sceglie di anticipare il pensionamento abbia comunque maturato un assegno sufficientemente elevato. Una pensione troppo bassa, infatti, potrebbe successivamente determinare l’accesso ad altre misure assistenziali sostenute dallo Stato.
Tre misure, quindi, che rientrano tutte nella definizione di pensione anticipata, ma che presentano requisiti e caratteristiche differenti. Vediamo quali.
Requisiti pensione anticipata ordinaria
La pensione anticipata Inps è stata introdotta il 1° gennaio 2012 in sostituzione della pensione di anzianità a seguito dell’approvazione della legge Fornero.
Il vantaggio della pensione anticipata è che, non prevedendo un requisito di tipo anagrafico, è possibile andarci a qualsiasi età. Il solo requisito richiesto, infatti, è di tipo contributivo e si tratta di una delle poche misure che lo differenziano tra uomini e donne.
Rispetto alla pensione anticipata 2025 non ci sono novità. Quindi, anche nel 2026 l’unico requisito richiede il raggiungimento di:
- 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini;
- 41 anni e 10 mesi di contributi per le donne.
Nel caso dei contributivi puri, ossia coloro che hanno iniziato a versare contributi a partire dal 1° gennaio 1996, per la maturazione dei suddetti requisiti non si tiene conto dell’eventuale contribuzione derivante dalla prosecuzione volontaria. Tuttavia, laddove risultassero contributi maturati entro il compimento dei 18 anni di età, questi varranno di più in quanto rivalutati dell’1,5.
Finestre mobili
Il decreto n. 4 del 2019, convertito con modificazioni dalla legge n. 26 del 2019, ha introdotto una finestra mobile, ossia un arco di tempo che deve trascorrere da quando vengono maturati i requisiti alla decorrenza della pensione. Nel dettaglio, per la generalità dei lavoratori la pensione anticipata prevede una finestra mobile di 3 mesi, tanto per gli uomini quanto per le donne.
Questo significa che il primo assegno di pensione decorre trascorsi tre mesi da quando è stato raggiunto il requisito contributivo richiesto.
Regole differenti sono previste per alcuni dipendenti pubblici. Per gli iscritti alla CPDEL, CPS, CPI e CPUG che maturano i requisiti per la pensione anticipata entro il 31 dicembre 2026, infatti, la finestra mobile è pari a 5 mesi.
Calcolo pensione anticipata
Il calcolo della pensione, laddove non siano previste specifiche penalizzazioni, avviene secondo le regole ordinarie, applicando ai contributi versati il sistema contributivo, quello retributivo o quello misto.
Per i lavoratori che non hanno contributi versati prima del 1996, o che hanno optato per il computo nella Gestione separata o scelto l’opzione contributiva, il calcolo dell’assegno spettante avviene con il sistema contributivo.
Per i lavoratori che al 31 dicembre 1995 potevano vantare almeno 18 anni di contributi versati, il calcolo della pensione avviene invece con il sistema retributivo per tutti i contributi versati fino al 31 dicembre 2011 e con il sistema contributivo per quelli maturati a partire dal 2012.
Per i lavoratori che avevano anzianità contributiva al 31 dicembre 1995, ma non potevano vantare almeno 18 anni di contributi, il calcolo retributivo si applica per i contributi versati fino al 31 dicembre 1995, mentre per quelli maturati dal 1° gennaio 1996 si applica il sistema contributivo.
Regole particolari interessano alcuni dipendenti pubblici iscritti alla CPDEL, CPS, CPI e CPUG: per le pensioni anticipate liquidate a partire dal 2024, infatti, sono previste nuove aliquote di rendimento per il calcolo della quota retributiva nei confronti di chi aveva meno di 15 anni di anzianità contributiva al 31 dicembre 1995, salvo le deroghe previste dalla normativa.
È molto probabile che con l’accesso alla pensione anticipata si vada a percepire un assegno d’importo inferiore rispetto a quello che sarebbe spettato attendendo la pensione di vecchiaia. Specialmente per la parte calcolata con il contributivo, dove anticipare l’uscita significa avere meno contributi accumulati e applicare un coefficiente di trasformazione meno favorevole rispetto a quello previsto a un’età più elevata.
Pensione anticipata precoci
Veniamo ora alla seconda opzione per la pensione anticipata, ovvero quella riservata ai precoci, ossia coloro che possono far valere almeno 12 mesi di contribuzione effettiva derivante da lavoro svolto prima del compimento dei 19 anni di età.
Ci riferiamo a Quota 41, oggetto di desiderio di molti - tant’è che c’è chi ne chiede l’estensione a tutti i lavoratori - ma opportunità per pochi. Nel dettaglio, il vantaggio di Quota 41 è che consente, al pari della pensione anticipata ordinaria, di andare in pensione indipendentemente dall’età anagrafica con 41 anni di contributi.
Tuttavia, non basta, perché per accedere a Quota 41 serve appartenere ad almeno una delle seguenti categorie:
- caregiver, che assiste da almeno 6 mesi un familiare convivente con handicap grave ai sensi della legge n. 104 del 1992;
- disoccupati a seguito di licenziamento, dimissioni per giusta causa o risoluzione consensuale, che abbiano concluso integralmente da almeno 3 mesi la prestazione di disoccupazione spettante;
- invalidi con percentuale almeno del 74%;
- lavoratori impegnati in mansioni gravose o in attività usuranti, nel rispetto delle condizioni previste dalla normativa.
Ed è bene specificare che non possono andare in pensione con Quota 41 coloro che hanno contributi versati esclusivamente a partire dal 1° gennaio 1996, visto che è necessario avere anzianità contributiva al 31 dicembre 1995.
Anche per la pensione anticipata precoci è prevista una finestra mobile trimestrale.
Opzione contributiva
Come anticipato, la pensione anticipata prevede un’apposita opzione riservata ai soli contributivi puri. Anche questa consente di andare in pensione prima dei 67 anni, ma ai normali requisiti anagrafici e contributivi si affianca anche uno di tipo economico.
Per accedere a questa opzione, previa presentazione della domanda, bisogna aver:
- iniziato a versare contributi a partire dal 1° gennaio 1996;
- compiuto i 64 anni di età;
- maturato almeno 20 anni di contribuzione effettiva.
È poi richiesto un requisito di tipo economico. Nel dettaglio, al momento del pensionamento l’assegno deve essere almeno pari o superiore a:
- 3 volte il valore dell’assegno sociale, quindi 1.638,72 euro, per la generalità dei pensionati;
- 2,8 volte il valore dell’assegno sociale, quindi 1.529,47 euro, per le donne con un figlio;
- 2,6 volte il valore dell’assegno sociale, quindi 1.420,22 euro, per le donne con almeno due figli.
La ragione per cui il legislatore ha previsto una determinata regola è chiara: ci si è voluti assicurare che chi richiede l’anticipo abbia maturato un sufficiente importo su cui poter contare, senza dover pesare sulle casse dello Stato. Una pensione molto bassa, infatti, darebbe accesso a misure di welfare e non può essere così.
Va inoltre ricordato che, fino al raggiungimento dell’età prevista per la pensione di vecchiaia, l’importo della pensione anticipata contributiva non può superare 5 volte il trattamento minimo Inps.
Cosa cambia nel 2027
Quello del 2026 sarà l’ultimo anno in cui sarà possibile accedere alla pensione anticipata con i requisiti che abbiamo visto finora. Dal 1° gennaio 2027, infatti, scatterà l’adeguamento alla speranza di vita che comporterà un aumento di un mese dei requisiti pensionistici.
Per la pensione anticipata ordinaria, quindi, dal prossimo anno serviranno:
- 42 anni e 11 mesi di contributi per gli uomini;
- 41 anni e 11 mesi di contributi per le donne.
Cambieranno anche i requisiti della pensione anticipata riservata ai contributivi puri. Per questa misura non basteranno più 64 anni di età e 20 anni di contributi effettivi: nel 2027 serviranno 64 anni e 1 mese di età. Resterà invece il requisito economico, ma le soglie saranno più alte visto che la rivalutazione agirà sull’Assegno sociale, aumentandolo appunto.
Novità anche per Quota 41. Per i lavoratori precoci disoccupati, caregiver o invalidi almeno al 74% il requisito salirà a 41 anni e 1 mese di contributi. L’aumento non si applicherà invece ai precoci che svolgono attività gravose oppure particolarmente faticose e pesanti, per i quali continueranno a essere sufficienti 41 anni di contributi.
Più in generale, proprio i lavoratori addetti ad attività gravose o usuranti beneficeranno di una tutela specifica: nel rispetto delle condizioni previste dalla normativa, per loro l’adeguamento alla speranza di vita non si applicherà nel biennio 2027-2028. Di conseguenza, per la pensione anticipata ordinaria continueranno a essere sufficienti 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne.
Infine, per alcuni dipendenti pubblici iscritti a CPDEL, CPS, CPI e CPUG si allungheranno ulteriormente i tempi di attesa: per chi matura i requisiti nel 2027 la finestra mobile per la pensione anticipata passerà dagli attuali 5 a 7 mesi.