Pensione anticipata Inps 2019: requisiti e cosa è cambiato

Pensione anticipata 2019: requisiti invariati rispetto allo scorso anno, ma tornano le finestre mobili. Per l’opzione contributiva l’età anagrafica sale a 64 anni.

Pensione anticipata Inps 2019: requisiti e cosa è cambiato

Nel 2019 non cambiano i requisiti per la pensione anticipata, mentre sono state introdotte delle novità sulle tempistiche per il pensionamento.

La pensione anticipata Inps, infatti, è stata inclusa nel decreto della riforma previdenziale, con il quale viene stabilito che né per questa misura né tantomeno per Quota 41 riservata ad alcune categorie di lavoratori precoci si applicano gli adeguamenti con le aspettative di vita.

Come noto, infatti, dal 1° gennaio 2019 il requisito anagrafico per la pensione di vecchiaia è stato incrementato di 5 mesi, arrivando così a 67 anni; lo stesso incremento era in programma per il requisito contributivo della pensione anticipata, tuttavia il Governo è intervenuto per far sì che tutto restasse inalterato rispetto allo scorso anno, bloccando l’adeguamento con le speranze di vita.

Allo stesso tempo, però, è stato nuovamente introdotto per la pensione anticipata il meccanismo delle finestre mobili: quindi, così come vale per Quota 100 - la nuova forma di pensionamento anticipato introdotta dalla Legge di Bilancio 2019 - bisognerà attendere qualche mese, una volta maturati i requisiti previsti, per il conseguimento dell’assegno previdenziale.

Di finestre mobili per la pensione anticipata, nonché dei requisiti, ne parleremo in questa guida dedicata: ecco tutto quello che c’è da sapere sulle novità in vigore dal 2019 (una volta che il decreto pensioni sarà approvato in via definitiva).

Pensione anticipata: i requisiti

Come detto in precedenza, nel 2019 i requisiti per la pensione anticipata non cambiano. Quindi niente incremento di 5 mesi del requisito contributivo come previsto dalla Legge Fornero visto che il decreto pensioni interviene nel bloccare l’adeguamento con le aspettative di vita.

Anche nel 2019 quindi si potrà andare in pensione indipendentemente dall’età anagrafica al raggiungimento di:

  • 42 anni e 10 mesi di contributi: per gli uomini;
  • 41 anni e 10 mesi di contributi: per le donne.

A differenza dello scorso anno, però, nel 2019 il trattamento previdenziale non decorre dal mese successivo a quello in cui sono stati maturati i requisiti per la pensione. L’articolo 15 del testo del decreto che riforma le pensioni, infatti, ha introdotto nuovamente il meccanismo della finestra mobile.

Pensione anticipata: le finestre mobili

La finestra mobile è quell’arco di tempo che deve trascorrere dalla maturazione dei requisiti per il pensionamento e la decorrenza del trattamento previdenziale. La finestra mobile può avere una durata molto ampia, come per l’Opzione Donna dove va da un minimo di 12 ad un massimo di 18 mesi, oppure può essere nulla, come per la pensione di vecchiaia.

Da quest’anno, invece, per la pensione anticipata bisogna rispettare una finestra mobile di tre mesi: concretamente, quindi, la pensione si consegue con tre mesi di ritardo dal momento in cui viene raggiunto il suddetto requisito contributivo.

Per quanto riguarda coloro che raggiungono i suddetti requisiti dal 1° gennaio ed entro la data in cui il decreto pensioni entrerà in vigore la pensione decorre dal 1° aprile 2019.

Pensione anticipata: cosa cambia per l’opzione contributiva

Non tutti sono a conoscenza del fatto che vi è un’alternativa alla pensione anticipata appena descritta. Ai lavoratori che soddisfano determinati requisiti, infatti, l’Inps consente l’uscita dal lavoro con tre anni di anticipo dal raggiungimento dell’età pensionabile per la pensione di vecchiaia.

Nel dettaglio, la pensione anticipata conta di un’opzione contributiva riservata a coloro che rientrano interamente nel calcolo contributivo della pensione, ossia per coloro che hanno maturato contributi successivamente al 1° gennaio 1996.

A differenza della normale pensione anticipata, però, in questo caso l’adeguamento con le aspettative di vita, con uno scatto di 5 mesi dell’età pensionabile, si applica. Di conseguenza, per accedere all’opzione contributiva della pensione anticipata bisogna aver compiuto - dal 2019 - 64 anni di età, a fronte di 20 anni di contribuzione effettiva (non si tiene conto dei contributi figurativi).

Vi è poi un requisito economico da soddisfare: per accedere alla pensione anticipata contributiva è necessario che la prima rata della pensione sia superiore a 2,8 volte l’importo mensile dell’assegno sociale. Considerando che per il 2019 questo ha un valore pari a 457,99 euro, il trattamento previdenziale maturato dall’interessato non deve essere inferiore ai 1.282,372€.

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