Pensione a 64 anni per tutti in Italia, ecco quali sarebbero le conseguenze

Giorgia Bonamoneta

15 Gennaio 2023 - 12:31

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Possiamo andare tutti in pensione a 64 anni? Ecco perché oggi è una prospettiva impensabile e quali sarebbero le conseguenze.

Pensione a 64 anni per tutti in Italia, ecco quali sarebbero le conseguenze

E se tutti andassero in pensione a 64 anni? Il dibattito sulle pensioni ritorna periodicamente sulla scena italiana e questo perché non si è ancora trovato un sistema convincente ed equilibrato. Se ne parla soprattutto nel tentativo di superare la riforma Fornero e avvicinare la data di uscita del lavoratore o della lavoratrice dal sistema.

Se c’è un’età giusta per andare in pensione, questa oggi dipende molto da quanti anni di lavoro si hanno alle spalle. Non si tratta solo di un problema economico, cioè della spesa che lo Stato deve sostenere, ma anche dell’indipendenza del pensionato o della pensionata che accedono prima o anni dopo all’assegno pensionistico. Ma se tutti gli italiani andassero in pensione a 64 anni la spesa previdenziale italiana aumenterebbe in maniera insostenibile?

Il sistema è insostenibile, commentano gli analisti, non soltanto sulla carta, ma anche nelle realtà - oggi regionale - dove il numero dei pensionati è più alto dei lavoratori. Secondo gli esperti questo dato sarà nazionale entro il 2050. Un altro anno determinante è il 2039, quando il numero degli over 64 supereranno gli under 35. L’andamento non è solo italiano e altri Paesi hanno già iniziato a lavorare sul sistema pensionistico del futuro, un discorso che in Italia è ancora posato sui carboni ardenti della critica alla riforma Fornero.

Più pensionati che lavoratori: un futuro insostenibile?

Uno dei temi più discussi in campagna elettorale, con tanto di promesse fantasiose, è proprio quello del sistema pensionistico. Si discute e spesso di qual è l’età giusta per andare in pensione e ce si chiede ai lavoratori questa è il prima possibile, ma non è sempre un modello sostenibile. L’insostenibilità non è soltanto del sistema pensionistico, ma anche dell’individuo che ottiene l’assegno mensile. Infatti prima si esce, più basso è l’assegno.

In media andare in pensione a 64 anni, con 38 anni di contributi comporta una perdita intorno ai 120-130 euro mensili rispetto ad andare in pensione a 67 anni con 3 anni di contributi in più. La spesa più grande l’avrebbe ovviamente l’Inps, che già nel 2021 spendeva 312 miliardi di euro per le pensioni e la spesa è destinata ad aumentare. Secondo l’ex ministra al Welfare Elsa fornero si rischierebbe così l’economia italiana stessa.

Un sistema pensionistico equo e sostenibile è possibile?

La riforma Fornero ha permesso di risparmiare fino a 22 miliardi di euro e più dell’1,4% del Pil. Per questo rinunciare al sistema potrebbe essere prematuro in vista di un futuro non equilibrato tra lavoratori e pensionati. La situazione peggiorerà quando saranno i nati tra gli anni 60 e gli anni 70 ad andare in pensione. Si è calcolato infatti che nel 2039 il rapporto tra lavoratori e pensionati sarà di 1 ogni 1,8. Le conseguenze sono prevedibili, ma disegnare un sistema pensionistico per il futuro è ancora una sfida “lontana”.

Il problema non è soltanto italiano e in altri Paesi si sta già affrontando la conseguenza dell’invecchiamento della popolazione e la diminuzione dei lavoratori attivi tra i 18 e i 65 anni. Per esempio in Giappone l’obiettivo è il rallentamento dell’uscita dal mondo del lavoro e, anche se tra i 65 e i 69 anni il 59% degli uomini lavora ancora, l’idea è quella di portare l’età lavorativa almeno fino ai 70 anni, se non oltre.

In Australia, scampata la crisi degli anni 80, si è adottato un sistema pensionistico individuale dove sono i datori di lavoro a congelare in un conto bancario apposito i soldi versati per i propri dipendenti, che saranno poi restituiti mensilmente come una pensione. Inoltre ogni singolo individuo può versare i propri contributi nel fondo e aumentare così l’uscita dal mondo il lavoro.

Anche l’Italia deve ragionare su un sistema che pensi al futuro - ma anche molto attuale - invecchiamento della popolazione e come non far pesare questo sul sistema pensionistico più di quanto già non succeda.

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