Pensione a 62 anni: tutte le opzioni possibili per i prossimi anni

Simone Micocci

14 Ottobre 2021 - 10:33

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Come andare in pensione a 62 anni, con un anticipo dunque di cinque anni rispetto a quanto richiesto dalla pensione di vecchiaia? Una guida completa con tutte le opzioni possibili.

Pensione a 62 anni: tutte le opzioni possibili per i prossimi anni

Negli ultimi tre anni si è parlato molto di pensione a 62 anni, merito di Quota 100. Con la misura tanto voluta da Matteo Salvini, infatti, la data per l’accesso alla pensione è stata anticipata di cinque anni, rispetto a quanto previsto dalla pensione di vecchiaia, in quanto è stata data la possibilità al lavoratore di andarci già al compimento dei 62 anni.

Va detto che nel nostro ordinamento esistevano già delle opzioni che consentono il pensionamento a 62 anni di età e queste resisteranno anche nel dopo Quota 100. Anche il prossimo anno, dunque, ci saranno possibilità per andare in pensione con cinque anni di anticipo, attenendosi però alle regole dettate dalla riforma Fornero del 2011.

In questo articolo faremo chiarezza su tutte le possibili opzioni per il pensionamento a 62 anni, specificando che Quota 100 richiede che i requisiti previsti vengano maturati entro e non oltre la data del 31 dicembre 2021.

In pensione a 62 anni con Quota 100

Quota 100 è la misura che consente di andare in pensione anticipata al compimento del 62° anno di età. Questa opzione prevede anche un requisito contributivo fisso che indipendentemente dall’età è pari a 38 anni.

Per andare in pensione con Quota 100, quindi, bisogna avere 62 anni di età e 38 anni di contributi, con la somma che dà appunto come risultato 100.

Il requisito contributivo non varia con l’avanzare dell’età: quindi anche chi nel 2021 compirà 63 anni dovrà soddisfare 38 anni di contributi per andare in pensione (quindi si parla di Quota 101), così come chi ha 64, 65 e 66 anni. A 67 anni, invece, basta avere 20 anni di contributi per andare in pensione visto che in tal caso si potrà accedere alla pensione di vecchiaia.

Per chi ricorre a Quota 100 per anticipare il pensionamento non si applicano riduzioni o penalizzazioni sull’assegno previdenziale, quindi non dovete temere per un taglio della pensione.

Ricordiamo comunque che con Quota 100 la pensione decorre dopo diversi mesi dal raggiungimento dei requisiti: per i lavoratori dipendenti del settore privato, infatti, è prevista una finestra mobile trimestrale, mentre per i dipendenti pubblici questa è semestrale.

La misura cesserà di esistere dal 31 dicembre 2021, tuttavia per effetto del principio di cristallizzazione vi si potrà accedere anche dal 1° gennaio 2022, e negli anni successivi, a patto appunto che entrambi i requisiti, sia per la parte anagrafica che per quella contributiva, siano stati soddisfatti entro la data di scadenza della misura.

Pensione anticipata

A 62 anni è possibile, ma non semplice, soddisfare i requisiti per accedere alla pensione anticipata Inps. Per questa misura non è richiesta un’età anagrafica precisa, poiché basta aver maturato un determinato numero di contributi.

Nel dettaglio, per il 2021 il requisito è:

  • 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini;
  • 41 anni e 10 mesi di contributi per le donne.

Per accedere alla pensione anticipata nel 2021, quindi, bisogna aver iniziato a lavorare almeno all’età di 19 anni (20 anni per le donne) e aver mantenuto una carriera lavorativa stabile e senza interruzione alcuna.

Nel 2019 non ci sono stati incrementi dettati dall’adeguamento con le aspettative di vita - come invece è stato per la pensione di vecchiaia - e sarà così fino al 2026 visto che il decreto 4/2019 è intervenuto per bloccare questo meccanismo. Tuttavia per bilanciare il fatto che sulla pensione anticipata non sono stati applicati gli adeguamenti con le aspettative di vita è stata introdotta una finestra mobile trimestrale: anche in questo caso, quindi, la pensione decorre dal terzo mese successivo a quello di maturazione dei requisiti.

In pensione a 62 anni con Quota 41

Tra le misure che il Governo Conte I avrebbe dovuto attuare nella riforma delle pensioni c’era l’estensione della Quota 41 per tutti i lavoratori; così non è stato per mancanza di risorse, ma i sindacati stanno facendo pressione affinché se ne possa riparlare nel 2022. Difficile, i costi di una tale misura sono esagerati.

Ci sono dei lavoratori, però, che già oggi possono accedere alla Quota 41 per cui, come si può facilmente intuire dal nome, per andare in pensione basta avere 41 anni di contributi.

Soddisfare il requisito contributivo, però, non è sufficiente: parimenti, infatti, bisogna essere dei lavoratori precoci (ossia aver maturato almeno 12 mesi di contributi prima del compimento del 19° anno di età) e rientrare in uno dei seguenti profili di tutela:

  • disoccupati;
  • invalidi al 74%;
  • caregivers (assistere parenti invalidi);
  • lavoratori usuranti o gravosi.

I requisiti per accedere alla Quota 41 quindi sono molto restrittivi, ecco perché i lavoratori hanno chiesto con forza un ampliamento della platea dei beneficiari per i prossimi anni.

A tal proposito, negli ultimi giorni si è parlato di un ampliamento delle categorie dei lavoratori gravosi, con nuove professioni al vaglio del Governo.

In pensione a 62 per gli invalidi

Si ricorda poi che per gli invalidi con percentuale almeno all’80% vi è la possibilità di anticipare l’accesso alla pensione di vecchiaia. Questa possibilità è riservata a coloro che hanno compiuto 61 anni (se uomini), 56 anni se donne. Al compimento dei 62 anni, dunque, siete abbondantemente dentro a quanto richiesto dal requisito anagrafico.

Lato contributi sono richiesti 20 anni, al pari appunto di quanto previsto dalla pensione di vecchiaia.

Pensione a 62 anni, quanto perdo?

Nessuna delle suddette opzioni prevede una penalizzazione in uscita; tuttavia, è ovvio che anticipare la quiescenza di 5 anni comporta delle perdite “in prospettiva”.

Già alla fine del 2018 Tito Boeri, l’allora presidente dell’INPS, aveva annunciato che con la quota 100 a 62 anni, rispetto alla pensione di vecchiaia a 67 anni, si andavano a perdere 500 euro sull’assegno pensionistico. La misura della perdita indicata da Boeri era pari al 21% dell’importo dell’assegno.

Le motivazioni? Accedendo alla pensione a 62 anni si versano 5 anni di contributi in meno nel proprio montante contributivo, ma non è solo questo ad abbassare l’eventuale importo.

Sulla quota contributiva della pensione, infatti, hanno effetto i coefficienti di trasformazione che trasformano, appunto, il montante contributivo in pensione spettante. Tali coefficienti crescono al crescere dell’età e questo, chiaramente, a parità di montante contributivo permette di avere una pensione più alta a chi decide di accedere con qualche anno in più.

E questo vale sia per chi accede a Quota 100 che per coloro che invece preferiscono un’altra delle suddette opzioni.

In pensione a 62 con Opzione Donna

Come si intuisce dal nome, questa misura è riservata esclusivamente alle donne. Questa va trattata separatamente dalle altre in quanto in questo caso esiste una penalizzazione in uscita.

L’Opzione Donna è una misura sperimentale che il Governo ha deciso di prorogare anche per il 2020 consentendo alle lavoratrici di andare in pensione all’età di 58 anni (un anno in più per le autonome) purché abbiano maturato 35 anni di contributi. Questi requisiti, però devono essere stati maturati entro la data del 31 dicembre 2020.

Chi ha 62 anni, quindi, rientra abbondantemente in questa misura, sempre se ovviamente ha maturato i 35 anni di contributi previsti. È bene sottolineare, però, che si può accedere a Opzione Donna a una condizione: accettare il ricalcolo contributivo dell’assegno previdenziale che, a seconda della posizione contributiva dell’interessata, può comportare una penalizzazione più o meno elevata.

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