Un pensionato di 73 anni investe in un escavatore. Adesso guadagna 3.500 euro al mese

Ilena D’Errico

6 Aprile 2026 - 22:53

Questo pensionato non si è arreso. Ha investito nell’acquisto di un escavatore e ripreso a lavorare. All’età di 77 anni sta guadagnando 3.500 euro al mese, ma non senza sforzo.

Un pensionato di 73 anni investe in un escavatore. Adesso guadagna 3.500 euro al mese

Nella stragrande maggioranza dei casi il reddito medio diminuisce dopo la pensione, anche significativamente, tant’è che molti pensionati scelgono di continuare a lavorare molto più a lungo del previsto. Anche investire i propri risparmi può essere utile a garantire un’entrata complementare alla pensione, ma in alcuni casi fa molto di più. Di recente ha fatto scalpore il caso di un pensionato che ha investito in un escavatore, ricavando così guadagni da 3.500 euro al mese.

Con il pensionamento è nata una vera e propria attività professionale autonoma che permette all’uomo, che oggi ha 77 anni, di sostenere le spese quotidiane più agevolmente, ma comunque non senza difficoltà. Per quanto la vicenda abbia un lieto fine rispetto ad altri fatti analoghi, resta lo specchio di un sistema in cui i pensionati sono sempre più in difficoltà, costretti a grandi sacrifici anche dopo la vita lavorativa per sostentare sé stessi e le proprie famiglie.

Un pensionato di 73 anni investe in un escavatore

Questa storia ha come protagonista un pensionato spagnolo che cinque anni fa ha scelto di mettersi in gioco, sopraffatto dalle spese quotidiane e da un trattamento pensionistico ridotto all’osso. La sua carriera lavorativa non è stata propriamente florida, con un’azienda chiusa all’improvviso a causa della crisi e poi la pensione anticipata, finendo poi per percepire appena 850 euro al mese. Una somma che copriva a malapena le spese per l’affitto di casa, insufficiente per garantire i costi primari, figurarsi per un pensionamento dignitoso. In questa situazione di difficoltà, il pensionato ha deciso di riprendere a lavorare, ma si è subito scontrato con un mercato del lavoro troppo competitivo, con possibilità inesistenti per la sua età e le sue esigenze.

Così, non arrendendosi a una vita di stenti, l’uomo ha scelto di cambiare strategia e ha preferito rischiare. Ha acquistato un escavatore da 50.000 euro, accendendo un prestito, e ha iniziato a usarlo per lavorare senza alcuna esperienza pregressa, se non la vaga familiarità con l’ambiente rurale acquisita aiutando il padre durante l’infanzia. Una decisione estremamente coraggiosa, che gli ha chiesto un impegno notevole e soprattutto un notevole rischio economico, ma che alla fine si è rivelata vincente.

Dopo quattro anni, il pensionato ha un’attività professionale ben avviata che gli frutta circa 3.500 euro al mese. Per quanto cerchi di ridurre le spese al minimo, per esempio affidando la gestione fiscale e finanziaria alla moglie, deve comunque sottrarre dal fatturato il rimborso del prestito, le tasse, l’assicurazione e la manutenzione delle macchine. La pensione è stata inoltre dimezzata in virtù dell’attività lavorativa, ammontando quindi a meno di 450 euro.

Sempre più pensionati costretti a lavorare

Nonostante la riduzione della pensione, la situazione complessiva dell’uomo è migliorata notevolmente rispetto agli anni precedenti, con somme più elevate e una stabilità più solida. Come già detto, però, non si può definire come una bella storia, perché per raggiungere questo risultato - che dovrebbe essere il minimo - a 77 anni l’uomo passa molte ore a lavorare ogni giorno, quando ormai dovrebbe dedicarsi allo svago e al riposo. Una situazione comune a tantissimi pensionati in tutta Europa, sintomatica di una carenza strutturale del settore pensionistico. A una certa età i cittadini dovrebbero poter garantire su trattamenti certi, equi e ragionevoli, adeguati almeno a garantire bisogni fondamentali come vitto, alloggio, medicine e qualche piccolo svago.

Lavorare dopo la pensione è utile e incoraggiato da molti Paesi per far fronte alle difficoltà dei fondi pubblici, ma non dovrebbe essere una scelta quasi obbligatoria, soprattutto alla soglia di quasi 80 anni. La storia spagnola sta suscitando molte reazioni contrastanti nel pubblico proprio per questi elementi controversi, considerando anche la professione fisicamente impegnativa cui si è affacciato l’uomo, per quanto in modo ammirevole.

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