Avanza l’ipotesi di tornare alle urne, patto M5S-Lega per una nuova legge elettorale?

Viste le difficoltà nel formare un governo torna in auge l’ipotesi di nuove elezioni: Lega e M5S potrebbero siglare un patto per cambiare la legge elettorale poi tutti alle urne.

Avanza l'ipotesi di tornare alle urne, patto M5S-Lega per una nuova legge elettorale?

Non sono passati neanche dieci giorni dalle elezioni del 4 marzo che già, sempre con più insistenza, in Italia si parla di un imminente ritorno alle urne. Prima però andrebbe cambiato il Rosatellum che, come era prevedibile, ha generato una situazione di stallo politico.

Movimento 5 Stelle e Lega sembrerebbero essersi già attivate a riguardo, pensando a una legge elettorale che preveda un premio di maggioranza. Il problema però è che prima si dovrebbe dar vita a un governo di scopo, con una scadenza ben delineata già in partenza.

Cambiare la legge elettorale

Con ogni probabilità queste elezioni sono state le prime e ultime del Rosatellum. Il nuovo sistema di voto, approvato a larga maggioranza lo scorso autunno, ha confermato tutti i timori della vigilia generando solo una situazione di sostanziale ingovernabilità.

Sono lontani i tempi del Pentapartito dove bastavano poche settimane per accordarsi: il tempo di capire come assegnare le varie poltrone in base al peso di ciascuna forza politica e un nuovo governo era cosa fatta.

La situazione attuale invece è impantanata in uno stallo che difficilmente potrà risolversi. Non è un caso che già si parla di governi del Presidente o di scopo per traghettare il paese verso nuove elezioni, magari con una legge elettorale diversa.

Per approvare un nuovo sistema di voto occorrerà comunque trovare una maggioranza parlamentare. Visto i risultati del 4 marzo, al momento soltanto un’intesa tra Movimento 5 Stelle e Lega potrebbe sbloccare la situazione.

Governo di scopo poi nuove elezioni?

Se non dovesse smuoversi la situazione politica non rimarrebbe che il governo di scopo come unica soluzione. Ritornare subito alle urne con questa legge elettorale non avrebbe infatti senso visto che si rischierebbe di creare una nuova identica situazione.

Il Movimento 5 Stelle secondo dei rumors starebbe pensando a una nuova legge elettorale, che preveda un premio di maggioranza per chi arriva al 40%. Soglia questa che potrebbe essere anche ritoccata verso il basso per essere realmente raggiungibile.

Chi potrebbe mai appoggiare un sistema di voto del genere? Soltanto il Centrodestra e in particolare Matteo Salvini, ormai diventato leader della coalizione dopo il sorpasso elettorale effettuato ai danni di Silvio Berlusconi.

Lega e Movimento 5 Stelle quindi potrebbero essere la spina dorsale di un governo di scopo che abbia, oltre al licenziamento della prossima legge di Bilancio, come mission l’approvazione di un nuovo sistema elettorale.

Un governo quindi con una scadenza ben precisa, con gli italiani che poi sarebbero chiamati di nuovo alle urne a inizio 2019. Anche in questa ipotesi però ci sarebbero diversi nodi da sciogliere.

Per prima cosa il Movimento 5 Stelle dovrebbe risolvere il problema del limite dei due mandati: se non venisse cambiato il regolamento interno, al termine di questa legislatura Di Maio e soci non sarebbero più ricandidabili tra le fila pentastellate.

Poi ci sarebbe il particolare non di poco conto della scarsa voglia dei tanti neo eletti, in tutti gli schieramenti, di rimettersi di nuovo in gioco dopo poco meno di un anno passato nella bambagia parlamentare.

Non sembrerebbe esserci soluzione quindi a questo stallo. Se dovesse arrivare un accordo il 23 marzo tra 5 Stelle e Lega sul chi eleggere come Presidenti di Camera e Senato, allora potrebbero esserci speranze di aver trovato una maggioranza. Altrimenti il Parlamento continuerà a essere “appeso” e soltanto il Presidente Sergio Mattarella potrà in qualche modo risolvere questa situazione.

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