Partita Iva, la strategia di fine anno da conoscere per gestire deduzioni e detrazioni

Nadia Pascale

30 Dicembre 2025 - 15:13

Come regolarsi per detrazioni Iva e deduzione delle fatture di fine anno o a cavallo d’anno? Ecco le regole da applicare.

Partita Iva, la strategia di fine anno da conoscere per gestire  deduzioni e detrazioni

Chi ha una partita Iva potrebbe in questi giorni trovarsi di fronte alle fatture di fine anno o a cavallo d’anno, si tratta di fatture emesse negli ultimi giorni del 2025 e ricevute nei primi giorni del 2026, o registrate nel 2026, come si gestiscono in questo caso detrazioni e deduzioni?

Ecco la strategia di fine anno per gestire deduzioni e detrazioni Iva.

Detrazione Iva: come funziona?

L’Iva è un’imposta che ricade sul consumatore finale. Questo implica che i titolari di partita Iva possono detrarre l’importo dell’Iva pagata sugli acquisti o sui consumi effettuati per le attività aziendali dai loro debiti IVA.

Un’impresa può ridurre l’Iva dovuta allo Stato con quella già versata sui beni o servizi acquistati nell’ambito della propria attività economica. Questo processo è importante nell’ambito della pianificazione fiscale dell’azienda. Per capire come funziona la detrazione dell’Iva per le fatture di fine anno è necessario ricordare le regole generali contenute nell’articolo 6 del DPR 633 del 1972.

In base a quanto fissato nell’articolo 6, l’Iva diventa esigibile al momento della consegna o spedizione dei beni e, nel caso di prestazione di servizi, al momento del pagamento o emissione della fattura.

Normalmente il diritto alla detrazione dell’Iva può essere fatto valere sui documenti di acquisto ricevuti e annotati entro il 15 del mese che segue quello di effettuazione dell’operazione. Ai sensi dell’art. 1 co. 1 del DPR 100/98, modificato dall’art. 14 del DL 119/2018, per le fatture ricevute e annotate entro il giorno 15 del mese successivo a quello di effettuazione dell’operazione, è possibile esercitare il diritto alla detrazione entro il 16 del mese successivo a quello in cui l’imposta è divenuta esigibile.

Tale possibilità non è ammessa per i documenti di acquisto relativi ad operazioni effettuate nell’anno precedente. In questo caso il diritto alla detrazione dell’IVA può essere esercitato al più tardi entro la data di presentazione della dichiarazione IVA relativa all’anno in cui il diritto medesimo è sorto. In seguito vediamo come funziona la detrazione Iva per le fatture a cavallo d’anno.

Fatture di fine anno: ecco come e quando ottenere la detrazione

Come funziona la detrazione Iva per le fatture di fine anno, o a cavallo d’anno? In questo caso può capitare che la registrazione delle stesse avvenga nell’anno successivo, cioè a gennaio. Ecco la casistica.
Nel caso in cui la data di emissione della fattura sia del 2025, la data di ricezione sempre di dicembre 2025, ma la registrazione è del 2026 deve essere inserita nella dichiarazione Iva del 2026 (competenze 2025) previa annotazione nella specifica sezione del registro acquisti.

Se la fattura è stata emessa a dicembre 2025, ricevuta a gennaio del 2026 e registrata a gennaio 2026 rientra nella liquidazione Iva di gennaio 2026.
Se la fattura datata e ricevuta a dicembre 2025 e registrata dopo la scadenza di invio della dichiarazione annuale Iva 2026 (30 aprile), la detrazione può avvenire attraverso la dichiarazione Iva annuale relativa al periodo d’imposta 2025 utilizzando la dichiarazione Iva annuale integrativa.

Deve essere sottolineato che presto tutti questi dubbi interpretativi dovrebbero essere sanati, la Legge di delega fiscale prevede, infatti, che “in relazione ai beni e servizi acquistati o importati per i quali l’esigibilità dell’imposta si verifica nell’anno precedente a quello di ricezione della fattura, il diritto alla detrazione possa essere esercitato al più tardi con la dichiarazione relativa all’anno in cui la fattura è ricevuta”.

Deduzione fatture a cavallo d’anno

Per quanto, invece, riguarda la deduzione per le fatture di fine anno, deve essere distinto il trattamento in base alla tipologia di partita Iva. Per chi adotta un regime di contabilità ordinaria trova applicazione il principio per competenza, quindi il costo di una fattura con data di emissione dicembre 2025, ma ricevuta a gennaio 2026 è deducibile come costo del 2025. La fattura deve essere registrata con il conto di patrimonio “fatture da ricevere”, mentre il costo è imputato nel 2025 mediante un giroconto contabile al 31/12.

Nel caso di partita Iva in contabilità semplificata non si applica il principio per competenza, ne consegue che il costo della fattura emessa a dicembre e ricevuta a gennaio viene dedotto nell’anno di imposta 2026.
Ricordiamo che la deduzione incide sulla base imponibile riducendola.

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