Slittano i termini per il versamento delle imposte a carico delle partite Iva. La proroga porta il termine di versamento al 20 luglio senza maggiorazioni. Novità.
Il pagamento delle imposte per i titolari di partita Iva potrebbe slittare al 20 luglio. Proroga annunciata anche per il 2026.
Il 30 giugno di ogni anno è una data cruciale per i titolari di partita Iva, scade il saldo delle imposte sui redditi per l’anno precedente, in questo caso il 2025, e deve essere versato l’acconto per l’anno in corso. L’acconto è pari alla metà del totale delle imposte versate per l’anno precedente. Nella maggior parte dei casi nella stessa data si concentrano anche altri versamenti, ad esempio i contributi previdenziali. Può essere quindi difficile far fronte ai diversi versamenti.
Il rinvio è stato chiesto dalle associazioni di categoria Confartigianato, Cna, Casartigiani, Confcommercio e Confesercenti e di fatto, il Viceministro Maurizio Leo ha già annunciato che si è a lavoro su tale ipotesi.
Ecco quali sono i vantaggi per i titolari di partita Iva derivanti dallo slittamento dei termini di scadenza del versamento delle imposte dal 30 giugno al 20 luglio.
Proroga versamento imposte al 20 luglio: beneficiari
La proroga dei termini di pagamento generalmente ricadenti il 30 giugno non è una novità, già negli anni passati la proroga è stata concessa.
Il Viceministro dell’Economia Maurizio Leo nel corso del convegno organizzato da Fondazione Centro Studi Commercialisti ha annunciato la proroga dei termini di versamento delle imposte per i titolari di partita Iva dal 30 giugno al 20 luglio.
A determinare la necessità di provvedere a tale proroga è il rilascio tardivo, rispetto ai piani, del software per l’adesione al concordato preventivo biennale. Il ritardo nel rilascio del software rende difficile fare i calcoli per i versamenti necessari entro la scadenza ordinaria del 30 giugno.
Sebbene ufficialmente il motivo della proroga sarebbe il ritardo nel rilascio del software, la stessa dovrebbe riguardare non solo i soggetti ISA, ma anche i titolari di partita Iva che hanno scelto il regime forfettario e che di conseguenza non sono interessati da tale ritardo.
leggi anche
Come verificare una partita IVA online?
Decreto Fiscale: le novità che incidono sulla proroga del versamento delle imposte per le partite Iva
Non solo il ritardo nel rilascio del software, si aggiunge che è in corso di conversione il Decreto Fiscale che potrebbe portare molte novità proprio per i titolari di partita Iva che hanno aderito al concordato preventivo biennale.
Per chi versa le imposte avvalendosi di piani rateizzati questo comporta ulteriori vantaggi, la seconda rata, infatti, scade il 20 agosto e solo da questo termine si applicano la maggiorazione in misura dello 0,40%.
In base a quanto emerso dalle parole del Viceministro Maurizio Leo, dovrebbe slittare anche il termine di adesione al concordato preventivo biennale, dal 30 settembre 2026 al 31 ottobre dello stesso anno e quindi in concomitanza con il termine per la presentazione della dichiarazione dei redditi con il modello Redditi. Termine che slitterebbe comunque al 2 novembre in quanto trattasi di festivi.
Dalle parole del Viceministro arriva anche la conferma dell’intenzione di approvare l’emendamento che consente anche ai concordatari di accedere ai benefici dell’iperammortamento.
© RIPRODUZIONE RISERVATA