Parte la rottamazione locale, ecco dove e quando

Patrizia Del Pidio

16 Aprile 2026 - 13:48

La rottamazione locale prende il via in una realtà locale. Quale amministrazione ha approvato il regolamento e quando si parte con la sanatoria di Imu, Tari e multe?

Parte la rottamazione locale, ecco dove e quando

Inizia a muoversi la rottamazione dei tributi locali. Il Comune di Pesaro aderirà alla misura prevista dalla Legge di Bilancio 2026. La bozza di regolamento per regolarizzare il pagamento di Imu, Tari e imposte collegate come Ici, Tares e Tasi è stata preparata dalla giunta comunale.

I contribuenti potranno aderire alla rottamazione dei tributi locali per accertamenti emessi entro il 31 dicembre 2023 e potranno pagare gli importi dovuti senza la maggiorazione di interessi di mora e sanzioni.

L’amministrazione indica come data ultima per presentare domanda di adesione il 30 settembre 2026.

Rottamazione locale come funziona?

Proprio come previsto nella rottamazione quinquies, chi aderisce alla rottamazione locale di Pesaro può scegliere se pagare in un’unica soluzione o a rate. Il Comune riconosce la possibilità di rateizzare in un massimo di 12 rate. In questo caso l’amministrazione comunale, però, richiede che l’importo della prima rata sia di almeno il 30% del totale.
Il termine ultimo per versare la prima o unica rata è fissato al 31 dicembre 2026.

Nuovi fondi per il Comune

Il Comune di Pesaro, forse una delle poche amministrazioni locali ad aderire alla rottamazione a livello nazionale, ha pensato che tramite il ravvedimento sarà possibile ridurre il fondo dei crediti di dubbia esigibilità che, attualmente, rappresenta un peso per la contabilità dell’ente locale.

Il regolamento, per ora, non è stato ancora approvato poiché deve passare prima al vaglio delle commissioni e del Consiglio comunale, quest’ultimo previsto per il 28 aprile. La decisione, però, consentirebbe ai cittadini di regolarizzare la propria situazione debitoria nei confronti del Comune anche se l’importo che l’ente locale riuscirà realmente a recuperare sarà molto più basso di quello stimato (i crediti da recuperare ammontano a circa 14 milioni di euro).

L’assessore al bilancio, Riccardo Pozzi, precisa che l’arco temporale dei tributi da recuperare coinvolge anche il periodo della pandemia che rappresenta un periodo in cui i contribuenti hanno avuto difficoltà economiche. La giunta, in questo modo, vuole tendere una mano ai cittadini che si sono trovati in difficoltà con una misura concreta che offre la possibilità di regolarizzarsi anche pagando ratealmente.

Le altre rottamazioni locali

La rottamazione dei tributi locali per la maggior parte delle amministrazioni comunali non ha ancora avuto il semaforo verde per problemi di infrastrutture. Ricordiamo, infatti, che l’amministrazione comunale deve garantire ai cittadini la possibilità di presentare domanda di adesione telematica e non tutti i Comuni sono nella condizione di poterlo fare. Inoltre, nelle piccole realtà la carenza di personale da poter dedicare alla misura ha scoraggiato dalla scelta di aderire alla misura per i tributi locali.

La situazione, quindi, appare in stallo a tal punto che il presidente di IFEL, Alessandro Canelli, è intervenuto in audizione davanti alle Commissioni Finanze e Tesoro alla Camera per sottolineare le criticità dei Comuni, chiedendo di estendere la rottamazione nazionale anche ai crediti degli enti locali affidati all’Agenzia delle Entrate Riscossione.

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