Parlamentari senza pensione con le elezioni anticipate; nuovo Governo non eletto?

Simone Micocci

9 Dicembre 2016 - 11:07

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608 parlamentari non vogliono perdere la pensione, ecco perché ci sarà un nuovo Governo non eletto e non si tornerà a votare prima di settembre. La denuncia del Movimento 5 Stelle.

Stipendio parlamentari: con elezioni anticipate addio alla pensione. Ecco perché nessuno vuole tornare al voto.

Sono cominciate le consultazioni al Quirinale durante le quali Sergio Mattarella ascolterà tutte le forze politiche italiane rappresentate in Parlamento così da trovare una soluzione alla crisi governativa scaturita dalle dimissioni di Renzi.

Gli italiani chiedono di tornare a votare il prima possibile, poiché dopo tre Presidenti del Consiglio nominati dal Capo dello Stato (Mario Monti, Enrico Letta e Matteo Renzi) è arrivato il momento di rimettere tutto nelle mani del popolo.

Bisogna sottolineare però che in Italia non si vota per eleggere il Governo, ma il Parlamento depositario della fiducia all’esecutivo. Tuttavia, tornando al voto con una nuova legge elettorale ci sarebbe un Governo eletto almeno indirettamente del popolo poiché si spera che il primo partito, o coalizione, abbia una maggioranza parlamentare tale da permettergli di governare. Chiunque esso sia.

A quanto pare però non si tornerà al voto perché Mattarella dovrebbe nominare un nuovo Presidente del Consiglio per un Governo di scopo che avrà come obiettivo quello di approvare una legge elettorale uguale per entrambe le Camere del Parlamento.

Secondo alcune forze politiche però non è questo il motivo per cui non si tornerà a votare. Infatti, come dichiarato da Luigi Di Maio, molti parlamentari non vogliono che si torni a votare subito per non perdere la pensione. “Vogliono tenersi la pensione” ha dichiarato Di Maio.

Cosa significa? Perché con il voto anticipato alcuni parlamentari rischiano di perdere la pensione? Nel 2012 il Governo Monti ha approvato un nuovo regolamento con cui è stato stabilito che chi è al primo mandato da parlamentare deve restare in carica almeno 4 anni e 6 mesi per ottenere la pensione. Termine non ancora raggiunto da questa legislatura.

Stipendio parlamentari: con voto anticipato in 608 perderebbero la pensione

Se si andrà al voto anticipato 608 parlamentari perderanno la pensione. Come abbiamo appena visto, infatti, una nuova norma approvata dal Governo Monti prevede che per usufruire della pensione da parlamentare, dopo il raggiungimento del 65° anno di età, bisogna restare in carica almeno 4 anni e 6 mesi.

Il Movimento 5 Stelle è la prima volta che entra in Parlamento ecco perché tutti i deputati e senatori del M5S rischiano di perdere la pensione in caso di voto anticipato. A questi però non sembra importare dal momento che Di Maio e Grillo hanno chiesto a più riprese di tornare a votare sin da subito con un Italicum modificato.

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Anche 209 esponenti del Partito Democratico rischiano di perdere la pensione se le Camere verranno sciolte prima dell’estate. Infatti, facendo un rapido calcolo, il Parlamento dovrà restare in carica fino al 15 settembre 2017 se si vuole conservare la pensione da parlamentare. Nel dettaglio, sono 417 i deputati alla prima legislatura, 191 al Senato.

Quindi, se Sergio Mattarella dovesse sciogliere le Camere prima, addio assegno e addio a tutti quei contributi versati fino a questo momento.

A tal proposito, il leghista Calderoli ha dichiarato a Repubblica:

Io le sento le chiacchiere in buvette tra i colleghi, soprattutto i più giovani. E nessuno, dico nessuno ha voglia di lasciare la seggiola prima del 15 settembre 2017. Vuole che in nome della coerenza politica la gran parte di questi signori rinunci così facilmente alla pensione?

Al momento comunque l’ipotesi che questa legislatura duri fino a settembre è piuttosto remota. Infatti, anche se non si tornerà subito a votare difficilmente il nuovo Governo resterà in carica molti mesi. Si dovrebbe trattare infatti di un Governo di scopo con l’obiettivo di approvare una legge elettorale che garantisca stabilità ai prossimi governi. Se i lavori parlamentari dovessero procedere a rilento, però, ne sapremo il motivo.

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