Pacchetto Giustizia: tutte le misure del decreto Ristori

All’interno del nuovo decreto tante novità per il comparto Giustizia: indagini da remoto, smart working per i giudici e divorzi cartolari. Ecco cosa cambia.

Pacchetto Giustizia: tutte le misure del decreto Ristori

Non solo indennizzi alle imprese e cassa integrazione, il decreto Ristori prevede anche un corposo “pacchetto Giustizia” per far fronte alle conseguenze dell’emergenza nelle aule di tribunale. Ecco, allora, diversi articoli (dal 22 al 27 del testo ufficiale) rivolti a magistrati, avvocati e operatori giuridici in generale per scongiurare il diffondersi del virus nei palazzi di giustizia.

Facciamo il punto delle principali novità frutto del lavoro sinergico tra il Guardasigilli e il Consiglio dei Ministri.

Smart working per i giudici positivi

Il dl Ristori chiarisce che i giudici in isolamento fiduciario (ipotesi che esclude l’assenza per malattia) o in quarantena possono partecipare alle udienze anche da casa da remoto, stessa cosa per le deliberazioni collegiali: chi non può uscire dalla propria abitazione può collegarsi tramite il pc personale.

Le indagini proseguono da remoto

Altro punto controverso riguarda la prosecuzione delle indagini dato che pm e persone in causa possono essere impossibilitati a comparire. Per questo è previsto che sia l’indagato che la persona offesa possano essere ascoltati da remoto in collegamento con il difensore. Tuttavia, se gli avvocati si oppongono espressamente a questa modalità, si può procedere secondo l’iter ordinario.

Implementato il deposito di atti e documenti via PEC

La PEC diventa il canale preferenziale per il deposito degli atti e dei documenti e delle istanze dei difensori.

Accesso agli atti

Nell’ottica di diminuire il più possibile le presenze, il dl prevede che anche l’accesso agli atti possa farsi da remoto, senza doversi recare nelle cancellerie. Ugualmente i cancellieri (per i quali è implementato lo smart working almeno fino a dicembre) avranno accesso a tutti i registri anche da casa.

Udienze a porte chiuse

In deroga alle regole ordinarie, i processi sia civili che penali generalmente aperti al pubblico si svolgeranno a porte chiuse.

Separazione e divorzi senza le parti

Via libera alle udienze “cartolari” per le cause di divorzio e separazione, ma solo se consensuali. Questa modalità, però, deve essere concordata espressamente tra le parti, altrimenti si procede all’udienza secondo le regole vigenti. In altre parole, serve la rinuncia espressa dei coniugi a partecipare al giudizio.

Detenuti, parti e testimoni in videoconferenza

I detenuti possono partecipare ai procedimenti in videoconferenza secondo i protocolli informativi autorizzati dal Ministero della Giustizia. La modalità da remoto è da preferirsi ogni volta che la partecipazione del detenuto può esporlo al rischio di contrarre il Covid-19. Per quanto riguarda testimoni, consulenti, perito e parti in causa questi possono essere ascoltati in videoconferenza soltanto dietro consenso espresso.

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