Il 2019 vedrà l’oro in grande spolvero

Secondo Carlo Alberto De Casa, Capo analista di ActivTrades, molte problematiche dell’anno appena trascorso verranno portate al 2019. Inoltre, a causa di un atteggiamento più accomodante della Federal Reserve e di un rallentamento dei listini azionari globali, il metallo giallo potrebbe guadagnare terreno

A poche settimane dalla fine dell’anno, Money.it ha intervistato Carlo Alberto De Casa, Capo analista di ActivTrades, per comprendere il suo outlook per il 2019.

L’esperto ha analizzato lo scenario dell’anno appena trascorso, fornendo inoltre la sua view per quanto riguarda in particolar modo il mercato azionario, obbligazionario e delle materie prime. Secondo De Casa, il prossimo sarà un anno positivo per l’oro.

Dottor De Casa, quali sono stati dal suo punto di vista i temi più significativi dell’anno che si sta concludendo?

Il 2018 è scivolato via con varie tematiche che hanno animato i mercati. In primo luogo è stato un anno legato alle aspettative, vissuto attendendo quelle che sarebbero state le mosse da parte della Federal Reserve. Da un lato i primi trimestri dell’anno sono stati caratterizzati da aspettative per una Federal Reserve ancora aggressiva nel 2019-2020. Lo scenario invece è cambiato sul finire l’anno.
È stato un anno anche all’insegna delle negoziazioni Brexit, che sono progredite con un sostanziale nulla di fatto e con i mercati in trepidante attesa per capire quale scenario toccherà alla Gran Bretagna. Anno caratterizzato anche dalle difficoltà europee: da un lato le problematiche legate all’Italia che ben conosciamo, dall’altro i segnali di rallentamento della Germania, ma anche i gilet gialli in Francia. L’Europa appare quindi disgregata. Le tematiche da analizzare sono molte, e parecchie di queste penso che ce le porteremo nel 2019.

Quali potrebbero essere gli asset sul fronte azionario, obbligazionario e delle materie prime che potrebbero meglio o peggio performare nel corso del prossimo anno?

Partendo dall’azionario, il 2018 verosimilmente è stato un anno che ha segnato un po’ uno spartiacque, o meglio, dopo una grande corsa del mercato azionario nel secondo decennio degli anni 2000, sono arrivati i primi segnali di tentennamento: qualche scricchiolio emerge dal comparto azionario.
Per quanto riguarda l’obbligazionario, lo scenario è ancora molto legato a quelle che saranno le mosse della Federal Reserve. Una Fed maggiormente versione colomba, come sta emergendo, potrebbe far sì che il 2019 possa vedere un oro in grande spolvero, come già abbiamo visto sul finire del 2018. Non dimentichiamoci che da 1.160 dollari l’oncia nell’agosto 2018, l’oro è già rimbalzato fino a 1.250 dollari circa nel giro di 3-4 mesi.
Di fatto, aspettative per una Federal Reserve maggiormente accomodante, unite a mercati azionari in qualche modo in affanno potrebbero determinare una spinta verso l’alto per l’oro.
È da ricordare il fatto che dopo quattro mesi di fuoriuscita dal settore degli ETF aurei, la domanda è tornata positiva sul finire dell’anno, e questo è un altro segnale abbastanza significativo.

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