Non c’è niente di peggio nei mercati obbligazionari che la lateralità, ovvero l’assenza di segnali direzionali. Di solito ciò avviene soprattutto nel contesto azionario ma da mesi caratterizza anche i titoli di Stato.
Lo conferma l’andamento del rendimento del decennale italiano, che evolve di giorno in giorno all’interno di una banda di prevalente lateralità fra il 3,4 e il 3,6%. Qualche rottura sotto il primo valore o sopra il secondo certamente si palesa ma senza convinzione. Gli investitori attendono quindi una qualche notizia capace di attenuare una situazione che sta diventando delicata.
A determinarla una volta di più sono le incertezze sulle evoluzioni dell’inflazione e quindi della politica monetaria della BCE, nonché le tensioni geopolitiche.
Che fare in questo quadro? Il mercato una sua scelta la sta proclamando ma, prima di evidenziarla, è opportuno fotografare con i numeri lo scenario in corso.
| Indicatore | Valore |
|---|---|
| Yield del 10 anni (apertura 5/2/2026) | 3,49% |
| Trend yield nell’ultimo mese | Altalenante nella forchetta 3,4-3,6% |
| Forchetta yield su un anno | Minimo 3,33% - Massimo 3,99% |
| Attuale posizionamento | Distanza dal massimo 12,5% |
| Resistenze dello yield (in presenza di ribasso delle quotazioni) | 3,64% e 3,71% |
| Supporto dello yield (in presenza di rialzo delle quotazioni) | 3,40% e 3,32% |
| Future Btp long term scadenza marzo 2026 (apertura 5/2/2026) | 120,9 |
| Prima resistenza del future | 121,35 |
| Primo supporto del future | 119,99 |
| Media mobile a 200 sedute (riferita al future) | 120,6 |
Da evidenziare come nemmeno il calo dell’inflazione italiana a gennaio 2026 all’1% su base annua abbia spinto al rialzo le quotazioni dei BTP, dato che il cosiddetto “carrello della spesa” è nel frattempo salito del 2,1%, con movimenti contradditori, a causa di alcune categorie di beni e servizi che continuano a subire aumenti significativi, incidendo sul potere d’acquisto.
Mercati divisi in due direzioni
In questo contesto gli acquisti sui BTP si suddividono in due direzioni:
- i trentennali o poco meno, sebbene con un po’ più di incertezza nelle ultime settimane;
- il tratto di curva dal 2029 al 2031, in netto rialzo negli scambi, soprattutto nel corso del nuovo anno.
È il caso di esaminare allora la seconda categoria, che vede spesso i suoi rappresentanti ai vertici degli scambi su Borsa Italiana.
In base ai diversi fattori di valutazione questi i BTP più scelti fra le scadenze a 3-5 anni, in base ai dati della chiusura di ieri sera (4-2-2026).
Il più basso come quotazione
Semplice l’identificazione di tale titolo, visto che è l’unico con prezzo sotto 100: si tratta del BTP 2,4% Mz2029 (Isin IT0005689960), attestato di fatto sulla pari, con la seduta terminata a 99,98 euro.
Quello con rendimento più elevato
Anche qui c’è un vincitore assoluto: si tratta del BTP 3,45% Lg2031 (Isin IT0005595803), che garantiva a ieri il 2,84% lordo, otto punti base sopra il BTP 3,5% Fb2031 (Isin IT0005580094). Logicamente sono quelli più lunghi della categoria a premiare maggiormente.
“Alte” cedole a confronto
In tale caso c’è un pareggio. Pagano infatti un coupon del 3,5% sia il BTP Fb2031 (Isin IT0005580094) sia il BTP Mz2030 (Isin IT0005024234), che si caratterizzano poi entrambi per le quotazioni più alte, attorno ai 103,5-103,6 euro.
Il più scambiato
Su questo fronte la graduatoria subisce inevitabilmente delle variazioni di seduta in seduta ma stabilmente ben posizionato si rivela di nuovo il 2,4% Mz2029 (Isin IT0005689960), grazie alla quotazione sulla pari.
Con lo spread più basso
Le differenze sono davvero marginali, come spesso accade per i nostri governativi. Di fatto lo spread bid e ask si colloca quasi sempre fra 2-4 pb nelle fasi di maggiore liquidità dei mercati. In merito segnaliamo allora il quinto BTP di quelli presi in considerazione, ovvero il 2,7% Ot2030 (Isin IT0005654642), che spesso si conferma come il più conveniente da questo punto di vista.
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