Tutti in un tratto di curva che al momento piace molto. Li analizziamo in base ai diversi fattori di selezione.
Non c’è niente di peggio nei mercati obbligazionari che la lateralità, ovvero l’assenza di segnali direzionali. Di solito ciò avviene soprattutto nel contesto azionario ma da mesi caratterizza anche i titoli di Stato.
Lo conferma l’andamento del rendimento del decennale italiano, che evolve di giorno in giorno all’interno di una banda di prevalente lateralità fra il 3,4 e il 3,6%. Qualche rottura sotto il primo valore o sopra il secondo certamente si palesa ma senza convinzione. Gli investitori attendono quindi una qualche notizia capace di attenuare una situazione che sta diventando delicata.
A determinarla una volta di più sono le incertezze sulle evoluzioni dell’inflazione e quindi della politica monetaria della BCE, nonché le tensioni geopolitiche. [...]
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