Osservatorio BTP, quali titoli scegliere se il rating dell’Italia migliora?

Lorenzo Raffo

8 Settembre 2025 - 12:52

Da alcuni giorni sui mercati circolano voci di una promozione del rating dell’Italia. Qualche effetto si è già visto. Se ciò avvenisse davvero sarebbe festa. Cosa scegliere per anticipare l’evento.

Osservatorio BTP, quali titoli scegliere se il rating dell’Italia migliora?

Bisogna ammetterlo! L’Italia si sta effettivamente distinguendo nel contesto obbligazionario europeo. Si parla di crisi dei governativi in euro ma poco o nulla ci si riferisce ai Btp. I motivi sono molteplici: stabilità politica nel breve e medio periodo (rispetto, per esempio, alla Francia), conti pubblici non fuori controllo (e lo testimonia il Commissario Ue all’Economia, che parla di un trend nella giusta direzione) e anche rendimenti accettabili rispetto al rischio di credito.

C’è stato certamente un evidente risveglio delle vendite a inizio settembre, durato però solo poche sedute e poi annullato da una sorpresa quasi inattesa, quella delle voci di un possibile upgrading dell’emittente Italia. Per ora si tratta di indiscrezioni ma da fonti Usa le voci sono sempre più insistenti. Appuntamento allora con i verdetti di Fitch e Moody’s nel corso dell’autunno.

Yield del 10 anni (apertura seduta 8/9) 3,53%
Forchetta yield su un anno Minimo 3,16% - Massimo 3,99%
Attuale posizionamento Distanza dal massimo 13,0%
Resistenze (in presenza di ribasso delle quotazioni) 3,67 e 3,73%
Supporti (in presenza di rialzo delle quotazioni) 3,40 e 3,34%
Future Btp long term (apertura seduta 8/9) 120,05
Resistenza del future 121,33
Supporto del future 118,57
Media mobile a 200 sedute 119,98

Facciamo intanto il quadro degli indicatori tecnici utili a comprendere la situazione attuale. Il fatto che la media mobile a 200 sedute, relativa al future, sia da tempo piatta conferma come l’incertezza sulle evoluzioni tuttavia permanga. Ciò avviene da inizio giugno. Il derivato si colloca, ciò nonostante, sopra la m.m. 200, che ha rotto al ribasso solo per tre sedute (quelle da 1° al 3 settembre). I movimenti sono stati simili per il future short term, riferito alle scadenze più corte (da 18 a 36 mesi) e solitamente anticipatore di eventuali tensioni dei mercati.

“Upgrading”, cosa significherebbe

L’eventualità che l’emittente Italia venga promossa dalle agenzie di rating troverà o meno conferme già nelle sedute iniziali della settimana in corso. La positività della parte finale di quella scorsa sarà validata quindi se il rendimento del decennale scenderà di netto sotto il 3,5%, per avvicinarsi al 3,4 e poi al 3,3%.

Agenzia Rating Outlook
Fitch BBB Positivo
Moody’s Baa3 Positivo
S&P BBB+ Stabile
DBRS BBB Positivo

L’evento di un miglioramento del giudizio di credito è infatti decisivo per il costo del debito pubblico. Che è attualmente così stimato: saranno le prime due a essere le più seguite, dato che essendo il relativo outlook già positivo comporterebbe – nel caso di promozione – uno scatto di classe.

Su quali Btp puntare

Si tratta certamente di ipotesi ma il mercato sta guardando ai Btp da mettere eventualmente in portafoglio in previsione di un “upgrading”. Solitamente in tali casi sceglie scadenze lunghe ma non lunghissime, ovvero dai 10 ai 15 anni, con qualche eccezione per i trentennali.

Al momento però si verifica una situazione anomala: è quella dei tanti Btp che quotano sotto 100. A loro si rivolge la maggiore attenzione degli investitori istituzionali.

Ecco alcuni esempi fra i più interessanti (quotazioni riferite alla chiusura di venerdì scorso):

Trentennale Btp 4,3% Ot54 IT0005611741 97,2 Eur
Venticinquennale Btp 1,7% St51 IT0005425233 60,1 Eur
Poco più che decennale Btp 3,25% Mz38 IT0005496770 95,2 Eur
Decennale Btp 3,35% Mz35 IT0005358806 99,9 Eur
Settennale Btp 2,5% Dc32 IT0005494239 96,4 Eur

Perché scegliere titoli che quotano sotto 100, ovvero inferiore al valore nominale? Per godere di un effetto leva (seppur contenuto) che il minore investimento comporta.
In situazioni quale quella attuale può implicare un vantaggio sul profitto globale dell’operazione. Che certamente ha un’ottica temporale abbastanza corta, correlata all’impatto che un “upgrading” comporta per il debito pubblico di qualsiasi Paese.
Attenzione quindi a cogliere l’occasione (se ci sarà!) nel migliore dei modi.

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