È tornato indietro. Il Btp – in tutte le sue manifestazioni tecniche – sta confermando debolezza, non però tale da ipotizzate una netta inversione ribassista. Per ora non si hanno segnali di crisi. Si hanno invece di discesa su livelli da monitorare con grande attenzione. Ecco la nostra tradizionale analisi del quadro generale in base ai dati di apertura della seduta odierna. Cosa si evidenzia?
| Yield del 10 anni (apertura seduta 14/7) | 3,61% |
| Forchetta yield su un anno | Minimo 3,16% - Massimo 3,99% |
| Attuale posizionamento | Distanza dal massimo 10,5% |
| Resistenze (in presenza di ribasso delle quotazioni) | 3,40% e 3,35% |
| Supporti (in presenza di rialzo delle quotazioni) | 3,65% e 3,70% |
| Future Btp long (apertura seduta 14/7) | 120,02 |
| Resistenza del future | 121,38 |
| Supporto del future | 118,57 |
| Media mobile a 200 sedute | 119,97 |
1°) La discesa del future quasi sulla media mobile a 200
2°) L’avvicinamento dello stesso future verso un nuovo supporto, logicamente inferiore rispetto a quello indicato la scorsa settimana (allora a 120,4)
3°) Anche sul fronte del rendimento del decennale si nota un’evoluzione da seguire: i suoi due supporti sono ora molto vicini fra loro, situazione abbastanza anomala.
Il quadro generale appare quindi a oggi in evoluzione ma non tale da far scattare avvisi di peggioramento strutturale per i nostri titoli di Stato.
Non è “risk off”
Così come nel contesto azionario non è cominciata quindi quell’avversione al rischio che ci si poteva attendere. I mercati obbligazionari confermano la scarsa fiducia nelle minacce di Trump dopo mesi di alti e bassi che rischiano però di danneggiare l’economia. In sostanza tutto fermo nell’attesa degli annunci post trattative con l’Unione europea. Il quadro generale non impedisce che si assista a debolezza sul fronte dei Btp più lunghi.
- Btp 4,3% 2054 (Isin IT0005611741): sempre in testa agli scambi, ha lasciato quota 100 per atterrare sui 98 Eur;
- Btp 4,5% 2053 (Isin IT0005534141): pure molto scambiato, si è decisamente allontanato dai 104/105 Eur in cui si è mosso per una parte dell’ultimo mese, scendendo di nuovo sotto 102 Eur;
- Btp 2,15% 2072 (Isin IT0005441883): il più lungo dei nostri governativi cercava di mantenersi sopra i 61 Eur. Invece è approdato sui 58 Eur.
Gli istituzionali votano Btp
Si comincia intanto a ragionare in ottica di secondo semestre dell’anno in corso. Chiedendo qua e là il mondo della gestione professionale conferma la fiducia sui Btp, messi nella classifica delle preferenze davanti ai Bono spagnoli. Addirittura c’è chi ipotizza performance stabili e quindi migliori rispetto a quelle dei Treasuries Usa, complice la debolezza valutaria. Perfino la leader mondiale dell’obbligazionario gestito, Blackrock, va nella stessa direzione, grazie a rendimenti superiori dei Btp e a possibilità di premi al rischio migliori in confronto ai governativi Usa.
In effetti, mettendo in portafoglio – in ottica di yield – i titoli sopra citati (pur con la variabile delle duration molto elevate) e – nella valutazione del premio a rischio – i Btp fino ai 5/6 anni si ottengono al momento portafogli più stabili rispetto a quelli con Treasuries e altri titoli di Stato in dollari. Vince comunque la componente cedola, su cui il 2054 e il 2053 eccellono nell’area euro.
Le ultime novità
Intanto sono stati collocati 3,5 miliardi di euro del Btp 2,35% 3 anni (scadenza 15-01-2029), la cui domanda ha raggiunto 5,3 miliardi di euro, che corrispondono a un rapporto di copertura di 1,52. Secondo il resoconto fornito dalla Banca d’Italia, il rendimento lordo si è assestato al 2,47%, ovvero 23 punti base superiori a quello dell’asta analoga precedente, risalente al 12 giugno 2025.
Inoltre, sono stati collocati 3,5 miliardi di euro del Btp 3,25% 7 anni (scadenza 15-07-2032), la cui domanda ha raggiunto 5,2 miliardi di euro, che corrispondono a un rapporto di copertura di 1,50. Il rendimento lordo si è posizionato al 3,17%, ovvero 14 punti base superiori a quello dell’asta analoga precedente.
Infine sono stati anche collocati 1,75 miliardi di euro del Btp 3,85% 15 anni (scadenza 01-10-2040), la cui domanda ha raggiunto 2,9 miliardi di euro, che corrispondono a un rapporto di copertura di 1,67, con rendimento lordo al 4,03%.
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