Le riserve delle banche centrali possono fornire ottime indicazioni su quello che è lo stato di salute dell’economia reale e finanziaria.
Nel caso italiano, è palese come il livello trigger pericoloso per il sistema italiano sia un peso dell’oro oltre il 70% delle riserve della Banca d’Italia.
L’oro della Banca d’Italia
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Non siamo ancora sui livelli massimi del totale attivo che durante la crisi dei debiti sovrani (PIIGS) arrivò al 25% mentre oggi siamo al 17,5%. Facendo i medesimi ragionamenti, ma solo sulle riserve e con i dati di fine anno e non mensili, il livello trigger per l’Eurosistema è al 56%, valore superato nel 2007-2013, 2019-2020 e dal 2023 ad oggi.
Risk on - Risk off indicator
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La percentuale di oro sul totale riserve è arrivata al 63,53% ad ottobre nuovo top record. Se sarà rallentamento o recessione europea, il peggio deve ancora venire e la “normalità” si potrebbe vedere solo con il ritorno sotto il 56%.
Certo anche l’oro ha raggiunto quotazioni record nel 2024, trend simile al periodo 2003-2011 quando registrò nuovi top assoluti per l’epoca. Unica incognita, rispetto all’epoca, gli alti debiti pubblici e privati sia in termini nominali che in percentuale del pil, mentre bitcoin (oro digitale) vola come il metallo giallo.