Oracle investe $50 miliardi sull’AI e le azioni crollano. Rischio o scommessa vincente?

Giorgia Paccione

02/02/2026

Un maxi piano di investimenti per l’intelligenza artificiale scuote Wall Street: Oracle rilancia sull’infrastruttura cloud, ma il mercato teme debito, diluizione e ritorni incerti.

Oracle investe $50 miliardi sull’AI e le azioni crollano. Rischio o scommessa vincente?

Oracle alza la posta sull’intelligenza artificiale con uno dei piani di investimento più ambiziosi mai annunciati dal gruppo. Il colosso tecnologico guidato da Larry Ellison ha dichiarato di voler raccogliere tra i 45 e i 50 miliardi di dollari nel corso del 2026 per espandere in modo massiccio la propria infrastruttura cloud dedicata ai carichi di lavoro AI.

Una mossa strategica che, però, non ha convinto gli investitori. Il titolo Oracle ha infatti perso fino al 4% nelle contrattazioni pre-market, riaccendendo i timori legati a debito, diluizione e sostenibilità finanziaria.

Secondo quanto comunicato dalla società, i capitali raccolti serviranno a potenziare la Oracle Cloud Infrastructure (OCI) per soddisfare la domanda già contrattualizzata di grandi clienti attivi nell’ecosistema dell’intelligenza artificiale. Tra questi figurano nomi di primo piano come Nvidia, Meta, AMD, OpenAI, TikTok e xAI. Oracle punta quindi a rafforzare la propria posizione nella corsa globale alle infrastrutture AI, in competizione diretta con giganti come Microsoft e Amazon.

La raccolta avverrà attraverso un mix pressoché equilibrato di capitale proprio e debito. Il piano prevede emissioni azionarie, un nuovo programma “at-the-market” fino a 20 miliardi di dollari e, a partire dal prossimo anno, un’emissione di obbligazioni senior non garantite. L’obiettivo è mantenere il rating investment grade, evitando un eccessivo deterioramento della struttura finanziaria.

La scommessa di Oracle sull’AI frena il mercato

Nonostante la logica industriale dell’operazione, il mercato ha reagito con cautela. Gli investitori temono che l’ondata di spese legate all’AI, in un contesto di visibilità ancora limitata sui ritorni economici, possa tradursi in un aumento eccessivo dell’indebitamento. “La percezione è che le sorti di Oracle siano ormai fortemente legate a OpenAI e, considerando il piano di raccogliere fino a 50 miliardi di dollari, è difficile che il nervosismo si dissolva nel breve periodo”, ha osservato Russ Mould, direttore degli investimenti di AJ Bell.

A pesare è anche la dinamica dei flussi di cassa. Il free cash flow di Oracle è tornato negativo, penalizzato da un forte incremento delle spese in conto capitale, mentre le obbligazioni credit default swap hanno raggiunto i livelli più alti degli ultimi cinque anni. Secondo gi osservatori il piano di finanziamento “compra tempo” per le ambizioni AI del gruppo, ma potrebbe comprimere i margini nel breve termine, con un ritorno a un free cash flow positivo non atteso prima dell’esercizio fiscale 2029.

Una strategia ad alto rischio (o potenziale)

Il contesto rende la scommessa di Oracle particolarmente delicata. Le obbligazioni di performance residue del gruppo hanno superato i 520 miliardi di dollari, un valore pari a oltre otto volte il fatturato annuo, segnalando una domanda futura molto elevata ma anche una forte pressione esecutiva. Ritardi nella costruzione dei data center, problemi nella catena di fornitura o un rallentamento della domanda AI potrebbero trasformare l’attuale espansione in un fardello finanziario.

Allo stesso tempo, Oracle sembra avere poche alternative. Rinviare gli investimenti significherebbe rischiare di perdere clienti strategici a vantaggio dei concorrenti. Come ha osservato Michael Field, Chief Equity Strategist di Morningstar, “stiamo entrando in una fase decisiva per i titoli legati all’AI: per aziende come Oracle e Microsoft è ora o mai più”.

La domanda resta dunque aperta. Il piano da $50 miliardi rappresenta una mossa lungimirante per assicurarsi un ruolo centrale nell’economia dell’intelligenza artificiale o il preludio a una fase di forte instabilità finanziaria? Per ora, il mercato ha scelto la prudenza.

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