Ora legale: perché si cambia e quanti soldi si risparmiano

Ora solare e legale: perché si cambia e quanti soldi si risparmiano da questo passaggio? Tutti i dati

Ora legale: perché si cambia e quanti soldi si risparmiano

Perché si cambia l’ora legale-solare e quanti soldi si risparmiano da questa pratica? Sono queste le domande che, due volte l’anno, ricorrono nella mente degli italiani.

Nella notte tra sabato 24 ottobre e domenica 25 ottobre 2020, alle ore 02:00 in punto, tutti noi dovremo spostare le lancette indietro di 60 minuti. Così il passaggio all’orario invernale sarà completato.

Poi, in primavera, avverrà l’operazione contraria: le lancette torneranno avanti e si ripasserà al cosiddetto orario estivo. Un processo ormai automatico al quale siamo stati abituati sin dalla nascita. Eppure oggi sono in molti a chiedersi perché si cambia l’ora legale e quanti soldi si risparmiano effettivamente da questo procedimento approdato persino al Parlamento europeo.

Perché si cambia l’ora legale?

Le origini del cambio tra ora solare e ora legale risalgono a Benjamin Franklin, il primo a chiedersi come risparmiare sull’utilizzo delle candele. Nel 1784 l’uomo pubblico una serie di proposte volte a raggiungere il suddetto scopo ma ciascuna di esse venne giudicata troppo stravagante e pertanto ignorata.

Nello specifico, Franklin propose di razionare le candele, vietare le uscite notturne, usare sveglie rumorose il tutto con l’obiettivo di forzare le persone a svegliarsi prima modificando il loro riferimento orario.

Le sue idee non trovarono seguito fino ai primi del Novecento, quanto furono riprese da un costruttore britannico William Willett, che riuscì a diffonderle (anche grazie alle carenze economiche e alle esigenze di risparmio derivanti dalla guerra). L’esempio del Regno Unito venne poi seguito da numerosi altri Paesi.

Il cambio dell’ora legale iniziò ad essere concepito come una grande forma di risparmio. Ancora oggi lo spostamento delle lancette viene utilizzato per questi motivi.

Quanti soldi si risparmiano con il cambio

Vale innanzitutto la pena di notare che i benefici del risparmio energetico riguardano soltanto l’ora legale in quanto con il passaggio alla solare (quella invernale per intenderci) si perde un’ora di luce e il consumo di energia elettrica non fa che aumentare.

Terna, la società che gestisce la rete elettrica nazionale, offe un’analisi interessante al riguardo, con la quantificazione dei soldi che si risparmiano con il cambio dall’ora solare all’ora legale.

Innanzitutto, l’azienda ha evidenziato che nel periodo di ora legale del 2020 sono stati utilizzati 400 milioni di kilowattora di elettricità in meno, pari a 66 milioni di euro risparmiati. Non solo, il beneficio è stato anche ambientale, con l’emissione di 205.000 tonnellate di anidride carbonica in meno.

Secondo l’azienda di energia elettrica il miglior risparmio si è registrato ad aprile e ottobre, con il primo mese in particolare evidenza per il calo dei consumi dovuti anche al lockdown e alla chiusura di uffici e luoghi di lavoro. Meno evidente, invece, l’impatto nei mesi estivi dato che in quel periodo le giornate sono più lunghe e i risultati in termini di risparmio sono meno marcati.

Lo studio ha messo in evidenza che dal 2004 al 2020 l’elettricità risparmiata con l’ora legale è stata pari a circa 10 miliardi di kilowattora per un controvalore economico di 1 miliardo e 720 milioni di euro (risparmio per i cittadini).

Si risparmia sempre meno

Come ha fatto notare la già citata Terna, nel corso degli ultimi anni il risparmio derivante dal cambio dell’ora è diminuito. Nel 2017, infatti, i kilowattora risparmiati sono stati 567 milioni e si sono confrontati con i 573 dell’anno precedente. Fino a dieci anni fa, invece, si viaggiava sull’onda dei 640 milioni.

Di seguito il risparmio medio rilevato in Italia dal 2004 al 2018

  • 2004: 609 kWh
  • 2005: 640 kWh
  • 2006: 645 kWh
  • 2007: 643,7 kWh
  • 2008: 646,2 kWh
  • 2009: 643 kWh
  • 2010: 644,4 kWh
  • 2011: 647 kWh
  • 2012: 613 kWh
  • 2013: 569 kWh
  • 2014: 549,7 kWh
  • 2015: 552,3 kWh
  • 2016: 573 kWh
  • 2017: 567 kWh
  • 2018: 554 kWh

Ha pesato in tal senso il crescente utilizzo dei condizionatori durante i mesi più caldi dell’anno, un elemento che ha dunque compensato gli effetti benefici del cambio di ora legale.

Se a ciò si aggiunge poi il costante uso di elettricità negli uffici pubblici e privati, si realizza come il risparmio dal cambio sia effettivo soltanto per i consumatori e per l’ambiente.

In linea di massima, comunque, per il cambio d’ora legale si è fino ad ora stimato un risparmio energetico dello 0,2%, per una media di circa 100 milioni di euro ogni anno.

Argomenti:

Italia Terna Ora legale

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