Petrolio: l’Opec è pronta a stupire, quotazioni in stand-by

I tagli produttivi saranno rinnovati e potrebbero essere incrementati. Si scalda il clima in vista del meeting Opec in calendario la prossima settimana.

Petrolio: l'Opec è pronta a stupire, quotazioni in stand-by

Rollover. Questa la parola d’ordine destinata a caratterizzare il vertice Opec in programma a Vienna la prossima settimana (1-2 luglio).

In un contesto in cui è l’incertezza a dominare la scena, l’Opec +, il gruppo formato dal cartello dei Paesi esportatori e dai maggiori produttori, finirà per rinnovare i tagli produttivi.

Dopo il +2,2% messo a segno ieri, le quotazioni del future con consegna settembre sul Brent segnano un calo di un quarto di punto percentuale a 65,5 dollari il barile. Negativi nell’ultimo mese (-3,2%), i prezzi del petrolio da inizio anno segnano un rialzo di poco inferiore ai 20 punti percentuali.

Petrolio: Iraq, miglioreremo compliance accordo

L’Opec + (dove il più significa sostanzialmente un Paese, la Russia) da inizio anno ha messo in campo un piano per ridurre la produzione di 1,2 milioni di barili giornalieri. In corrispondenza della scadenza semestrale dell’accordo, gli analisti sono convinti che sarà rinnovato, e forse incrementato.

“L’Iraq, in qualità di secondo produttore dell’Opec, conferma il suo impegno nell’ambito dell’accordo sui tagli tramite l’implementazione di un piano per ridurre la produzione di petrolio”, ha detto il ministro del petrolio, Thamer Ghadhban.

“Faremo di tutto per migliorare il rispetto degli impegni presi con gli altri membri”.

Petrolio: tagli output potrebbero essere incrementati

“Il rinnovo sarà di almeno lo stesso livello visto che non è stato molto efficace, ha funzionato a un certo livello per minimizzare le strozzature del mercato ma ci sono proposte e richieste per un accordo di dimensioni maggiori”, ha detto il ministro.

Nonostante Ghadhban non abbia specificato il livello aggiuntivo di tagli, tra gli operatori si parla di una riduzione supplementare di 600 mila barili giornalieri.

Petrolio: prezzi in ripresa nel secondo semestre?

Le preoccupazioni del rappresentante iracheno sono supportate dalle recenti revisioni al ribasso delle stime relative la domanda 2019. Per l’Agenzia Internazionale dell’Energia nel 2019 le richieste cresceranno di 1,2 milioni di barili al giorno, contro gli 1,4 stimati a inizio anno.

Secondo Warren Patterson di ING, I prezzi del Brent, grazie alla ripresa della domanda nel secondo semestre, alle tensioni con l’Iran e alla difficile situazione in Venezuela, saliranno a 69 dollari medi nel terzo trimestre e a 73 nel quarto.

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