Obbligazioni, le previsioni 2025. Occhio a questi 2 fattori

Redazione Finance

7 Gennaio 2025 - 17:45

Dove andranno le obbligazioni nel 2025? Dipende da questi due fattori da monitorare con attenzione.

Obbligazioni, le previsioni 2025. Occhio a questi 2 fattori

L’anno appena trascorso è stato caratterizzato da una serie di oscillazioni nei mercati obbligazionari assai pronunciate, con il comparto dei Treasury statunitensi a lungo termine che ha alternato fasi rialziste a fasi ribassiate.

Le previsioni 2025 preannunciano un altro anno altrettanto complesso d in molti si domandano cosa abbia senso aspettarsi dal mercato dei titoli a reddito fisso.

Per rispondere a questa domanda, restano due le variabili in gioco che potrebbero essere determinanti.

L’andamento del mercato del lavoro e le politiche tariffarie.

L’impatto del mercato del lavoro sulle obbligazioni

Rimane ormai un dato di fatto: un aumento della disoccupazione potrebbe indurre la Federal Reserve a tagliare ulteriormente i tassi d’interesse. Nel 2024, la Federal Reserve ha dovuto rivedere più volte le proprie aspettative di politica monetaria a causa della variabilità dei dati sul mercato del lavoro.

Nonostante inizialmente si prevedesse una crescita stabile, l’aumento della disoccupazione in alcuni trimestri ha alimentato dubbi sulla solidità economica degli Stati Uniti. Basti pensare ad Agosto, momento in cui un tasso di disoccupazione diverso dalle attese ha causato uno dei crash più imprevisti degli ultimi due anni, con un S&P500 in calo più del 10%. Cosa aspettarsi quindi nel 2025? A dicembre, la Fed ha stimato un tasso di disoccupazione intorno al 4,2-4,3% per il prossimo triennio.

Quindi, se la disoccupazione dovesse aumentare oltre il 4,4%, ci si potrebbe attendere un impatto positivo sulle obbligazioni a lungo termine, poiché la Fed potrebbe accelerare i tagli ai tassi d’interesse per stimolare la crescita economica.

Dalle politiche tariffarie all’inflazione

Un altro elemento chiave per le prospettive obbligazionarie è la politica tariffaria, in particolare le decisioni dell’amministrazione statunitense riguardanti i dazi commerciali.

L’introduzione di nuovi dazi, in particolare contro la Cina, potrebbe avere due effetti contrastanti. Un aumento dell’inflazione nel breve termine con l’aumento dei costi delle importazioni mentre nel lungo termine, se le tariffe dovessero ridurre la spesa dei consumatori e frenare la crescita economica, potrebbero emergere pressioni deflazionistiche che spingerebbero la Fed a tagliare i tassi per stimolare l’economia.

Il 20 gennaio, Donald Trump farà ritorno alla casa bianca, e con ogni probabilità, l’attenzione mediatica sarà rivolta alla dimensione di queste tariffe; elemento sopra il quale i trader potrebbero basare le proprie decisioni d’investimento. A seconda delle aspettative di massa, il mercato potrebbe scontare sia un aumento dei tassi nel breve per contenere l’inflazione, come una riduzione a causa del timore di nuove pressioni deflazionistiche.

TLT, cosa aspettarsi?

L’andamento del TLT nel 2024 è stato caratterizzato da un alternanza abbastanza pronunciata di momenti rialzisti e momenti ribassisti. Adesso, il 2025 si apre in negativo, con il prezzo dell’ETF obbligazionario USA per eccellenza in prossimità dei minimi dello scorso anno.

TLT, 1W TLT, 1W Grafico a candele settimanali del TLT. Fonte: baha.com