Nuovo lockdown: ecco come sarà (qualora dovesse rivelarsi necessario)

Un secondo lockdown ci sarà? Giuseppe Conte ha ancora dubbi a riguardo, si è dato tempo una settimana per decidere: in ogni caso le restrizioni previste saranno più soft rispetto a quanto accaduto a marzo.

Nuovo lockdown: ecco come sarà (qualora dovesse rivelarsi necessario)

Nonostante le smentite di Giuseppe Conte si continua a parlare con insistenza di un nuovo lockdown. Lo spettro di una chiusura generalizzata aleggia sul nostro Paese, e i dati sui contagiati da coronavirus - 16.079 nuovi casi nella giornata di ieri - non fanno altro che confermare la necessità di prevedere ulteriori restrizioni per arginare la diffusione del COVID-19.

Tuttavia, è bene fare chiarezza su come potrebbe essere - semmai ci sarà - un secondo lockdown. Almeno secondo le indiscrezioni che circolano in queste ore, infatti, sembra che il Governo sia disposto a prendere in considerazione solamente un lockdown “soft”, con restrizioni che andranno sì a limitare gli spostamenti ma senza chiusure generalizzate.

D’altronde il Presidente del Consiglio lo ha confermato nell’ultima conferenza stampa, spiegando che l’Italia - economicamente parlando - non può permettersi un altro decreto dove vengono riconosciuti aiuti a pioggia. Sostegni economici ci saranno, ma solamente per quelle categorie particolarmente svantaggiate dalle restrizioni anti-COVID introdotte in questa fase.

E dal momento che non siamo nella condizione di poter aiutare tutti i cittadini, sarà importante non chiudere negozi, ristoranti e altre attività produttive, anche perché in tal caso l’economia italiana si avvicinerebbe al collasso. I dati sulla ripresa del PIL fanno ben sperare per il futuro, almeno secondo quanto dichiarato da Giuseppe Conte, ed è per questo motivo che l’Italia non può permettersi un lockdown come quello che abbiamo vissuto tra marzo e maggio 2020.

Con questo non significa che un nuovo lockdown non ci sarà: molto dipenderà dall’andamento dei contagi, alla luce di una situazione che il Presidente del Consiglio ha già riconosciuto come “critica”. Per questo motivo, indiscrezioni dicono che il Governo si è dato tempo una settimana: se i contagi non diminuiscono allora verrà preso atto della necessità di un secondo lockdown.

Ma cosa significa questo? Che dovremo tornare chiusi in casa mentre negozi e attività produttive chiudono le serrande? Facciamo chiarezza.

COVID-19: il lockdown di cui si parla è più “soft

Qualora tra una settimana non arriveranno effetti positivi sulla curva dei contagi - anche perché nel frattempo dovrebbero vedersi i risultati dei provvedimenti già presi, primo fra tutti l’obbligo della mascherina - il Presidente del Consiglio potrebbe decidere in prima istanza di prevedere un coprifuoco intorno alle 21:00; successivamente l’unica soluzione possibile potrebbe essere quella del lockdown.

Come anticipato, però, non sarà un lockdown duro - né per restrizioni né tantomeno per durata - quanto quello di marzo.

Ovviamente molto dipenderà dall’evoluzione della pandemia, su cui ci sono ancora troppi interrogativi per poter fare una previsione sicura. Per il momento, comunque, il Governo sembra essere intenzionato a prendere in considerazione solamente l’ipotesi di un lockdown soft. Nel dettaglio, le restrizioni in tal caso dovrebbero riguardare:

  • uscita dalle abitazioni solamente per andare a scuola, lavoro e per altri bisogni essenziali. Limitate al massimo, quindi, le attività non essenziali. Le scuole, però, a differenza del primo lockdown, resterebbero aperte;
  • coprifuoco alle 21:00;
  • limitazioni agli spostamenti tra Regioni;
  • sospensione di tutte le attività non essenziali, come palestre, piscine, sale giochi e bingo.

Queste, per il momento, le restrizioni previste nel caso in cui il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, dovesse cedere alle pressioni del CTS e del Ministero della Salute riguardo ad un secondo lockdown per dare respiro al sistema sanitario.

Ma va detto che per il momento si sta valutando un lockdown ridotto anche dal punto di vista dell’orizzonte temporale: uno stop agli spostamenti non necessari - con i negozi, però, che potranno restare aperti - per sole due settimane, giusto il tempo per ridurre la velocità con cui stanno correndo i contagi.

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