Concorso Scuola 2018 per non abilitati: date, prove e novità

Cresce l’attesa dei neo-laureati per l’uscita del bando del primo concorso scuola caratterizzato dalle nuove regole introdotte dalla riforma del reclutamento docenti. Qui tutte le informazioni su requisiti, prove e iter di formazione.

Concorso Scuola 2018 per non abilitati: date, prove e novità

Quando esce il concorso scuola per i laureati senza abilitazione?

Si è conclusa la prima fase del concorso scuola riservato ai docenti abilitati: è scaduto infatti il termine per presentare la domanda di partecipazione al concorso, al quale prenderanno parte poco meno di 50.000 insegnanti in possesso dell’abilitazione.

Come confermato dal Ministero dell’Istruzione questo non sarà l’unico concorso dell’anno per chi vuole diventare insegnante. Nei prossimi mesi seguiranno infatti il bando per docenti iscritti nelle graduatorie di istituto non abilitati ma con almeno tre anni di servizio alle spalle e quello per i neo-laureati.

È di quest’ultimo che vogliamo parlarvi in questo articolo, ossia del primo concorso scuola che si terrà secondo le regole introdotte da una delle deleghe della Buona Scuola approvate lo scorso anno.

Stiamo parlando del decreto che riforma il reclutamento docenti per la scuola secondaria di primo e secondo grado, sostituendo l’abilitazione del TFA con il FIT, il percorso triennale di formazione iniziale e tirocinio. Una novità che continua a dividere gli aspiranti docenti di ruolo: infatti, mentre chi è appena laureato vede del nuovo concorso scuola un un’ottima opportunità di lavoro, chi da anni è precario nelle scuole la pensa diversamente.

Infatti, dopo anni spesi per prendere l’abilitazione, e diverse supplenze ricoperte, i precari non ritengono accettabile il dover seguire un ulteriore tirocinio, tra l’altro sottopagato, per diventare insegnanti.

Ormai però la riforma del reclutamento è realtà, quindi non resta che attendere l’uscita del bando di concorso per scoprire per quanti insegnanti futuri ci sarà posto e su come saranno le prove.

Molte di queste informazioni comunque sono già note da tempo perché descritte nella suddetta delega che ha riformato il reclutamento docenti. Trovate tutte queste informazioni utili nel prosieguo dell’articolo, compresi i requisiti necessari per partecipare e le prove da superare per accedere al FIT.

Quando esce il bando?

Purtroppo questa è una di quelle informazioni sulle quali ad oggi non c’è ancora certezza. Come anticipato il MIUR ha confermato che al bando di concorso per docenti abilitati seguiranno quelli per i non abilitati con 36 mesi di servizio e per i nuovi laureati.

Al momento però non possiamo dare alcuna certezza ai nostri lettori; le indiscrezioni comunque prevedono che il bando possa essere pubblicato in Gazzetta Ufficiale subito dopo l’estate, quindi leggermente in ritardo rispetto ai tempi preannunciati dalla delega.

Ricordiamo comunque che questo nuovo concorso avrà cadenza biennale, quindi ce ne sarà un altro in programma per il 2020.

Requisiti

Per iscriversi al concorso l’aspirante docente deve essere in possesso di uno dei seguenti requisiti:

  • laurea magistrale o a ciclo unico;
  • diploma di II°livello dell’alta formazione artistica, musicale coreutica;
  • titolo equipollente o equiparto coerente con la classe di certificazione.

Questi titoli naturalmente dovranno essere validi per l’iscrizione ad una delle classi di concorso vigenti.

Inoltre, i candidati dovranno essere in possesso di 24 CFU/CFA universitari conseguiti nelle discipline antropo-psico-pedagogiche e nelle metodologie e tecnologie didattiche.

Prove di esame

Nel prossimo Concorso Scuola i candidati dovranno sostenere tre prove di esame, due scritte e una orale. Per chi vuole diventare insegnante di sostegno, invece, è prevista un’ulteriore prova scritta aggiuntiva.

Nel dettaglio, le prove del Concorso Scuola avranno le seguenti finalità:

  • prima prova: l’obiettivo è di valutare il grado delle conoscenze del candidato su una disciplina specifica. Il candidato può scegliere quella che vuole tra quelle afferenti alla classe di concorso alla quale è iscritto. L’unico vincolo è rappresentato per gli insegnanti di lingue e culture straniere, per i quali la prima prova deve basarsi sulla lingua d’insegnamento;
  • seconda prova: accedono a questa prova scritta solamente i candidati che hanno superato il primo test. L’obiettivo della seconda prova scritta è di valutare il livello di conoscenza del candidato sulle discipline antropo-psico-metodologiche e tecnologie didattiche;
  • terza prova scritta (solo per il sostegno): questa prova ha come obiettivo quello di valutare il livello di preparazione del candidato sulla pedagogia speciale sulla didattica per l’inclusione scolastica;
  • prova orale: per chi supera le due prove scritte c’è l’orale, nel quale può essere compresa una prova pratica qualora la commissione lo richieda. Nell’orale saranno valutate le conoscenze del candidato in merito alle discipline facenti parte della sua classe di concorso. Inoltre, in questa sede verrà accertato il grado di conoscenza della lingua straniera e il possesso delle abilità informatiche di base.

I candidati che supereranno queste prove e rientreranno nei posti utili della graduatoria avranno accesso ad un corso di formazione post-concorso di tre anni, obbligatorio per diventare insegnanti di ruolo.

Cosa succede una volta concluso il concorso?

Al termine del concorso verrà stilata una graduatoria finale in base al punteggio ottenuto alle prove e ai titoli in possesso dai candidati.

Coloro che si posizioneranno nelle posizioni utili della graduatoria (non ci sono ancora notizie ufficiali sui posti disponibili) avranno accesso ad un percorso triennale di formazione iniziale e tirocinio, il cosiddetto FIT.

Si tratta di un percorso triennale che sostituisce la precedente abilitazione finalizzato all’acquisizione della specializzazione e del ruolo.

In questi tre anni - in cui la frequenza è obbligatoria - i futuri insegnanti firmeranno un contratto con l’Ufficio Scolastico della Regione di riferimento e dovranno scegliere l’ambito territoriale nel quale intendono svolgere le attività del percorso.

Attività che variano ogni anno. Ad esempio il primo anno è dedicato allo studio e al tirocinio (250 ore di tirocinio diretto e 150 ore di indiretto). Per i 10 mesi del primo anno del FIT è previsto uno stipendio mensile di 600 euro lordi.

Dal secondo anno però questa retribuzione comincia leggermente a salire; infatti, oltre alle attività di studio i futuri insegnanti potranno accettare supplenze brevi fino a 15 ore. Oltre ai 600 euro mensili lordi, quindi, si può percepisce la retribuzione prevista per le supplenze.

Nel terzo e ultimo anno al tirocinante viene assegnata una supplenza annuale grazie alla quale percepirà lo stipendio nella misura piena. Al termine di questo anno è prevista una prova di valutazione finale e solo chi si dimostrerà idoneo all’insegnamento verrà assunto a tempo indeterminato presso l’ambito scelto.

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