Nuove obbligazioni Cassa Depositi e Prestiti, conviene comprare?

Flavia Provenzani

8 Novembre 2023 - 10:28

Conviene comprare le nuove obbligazioni di Cassa Depositi e Prestiti, con tasso di interesse misto e scadenza nel 2029? Ecco tutto ciò che c’è da sapere.

Nuove obbligazioni Cassa Depositi e Prestiti, conviene comprare?

Al via l’emissione di nuove obbligazioni di Cassa Depositi e Prestiti (CDP), conviene comprare? Il tasso di interesse è conveniente rispetto ai Btp? Quanto rendono?

L’offerta è iniziata martedì 7 novembre 2023 e, salvo chiusura anticipata, si concluderà il 27 novembre. È la stessa CDP ad aver comunicato tutti i dettagli delle nuove obbligazioni, acquistabili esclusivamente da persone fisica con residenza italiana,

Vediamo nel dettaglio tutto ciò che c’è da sapere sul nuovo bond CDP con scadenza 2029, dai tassi previsti ad una valutazione di quanto, effettivamente, conviene comprare.

Nuove obbligazioni Cassa Depositi e Prestiti, tutti i dettagli

Di seguito, in breve, tutti i dettagli da conoscere sulle obbligazioni CDP di recente emissione:

  • Le nuove obbligazione di Cassa Depositi e Prestiti hanno una durata di 6 anni, il che fissa la scadenza del bond al 2029.
  • Ogni obbligazione ha un costo di 1.000 euro (valore nominale). Ciò vuol dire che il capitale da investire deve essere di minimo 1.000 euro o suoi multipli.
  • A scadenza, quanto investito dal risparmiatore viene rimborsato totalmente e in un’unica soluzione.
  • Il codice ISIN è IT0005568719.
  • Il valore totale delle obbligazioni CDP con queste caratteristiche disponibili per l’acquisto è di 1,5 miliardi di euro.
  • Le nuove obbligazioni di Cassa Depositi e Prestiti non sono garantite dallo Stato e non sono subordinate e possono essere comprare sul MOT (Mercato Telematico delle Obbligazioni).
  • Il tasso è misto. Per i primi tre anni è fisso, mentre per i successivi tre anni è variabile.

Quanto raccolto da CDP verrà destinato a sostenere imprese, territorio e infrastrutture, contribuendo alla crescita dell’Italia, in coerenza con il Piano strategico 2022–2024. IntesaSanpaolo e UniCredit sono responsabili del collocamento e coordinatrici dell’offerta.

Tasso nuove obbligazioni CDP: quanto rendono?

Come anticipato, il tasso di interesse previsto per le obbligazioni CDP con scadenza 2029 e acquistabili sul MOT di Borsa Italiana è misto:

  • per i primi tre anni il risparmiatore riceve una cedola fissa trimestrale del 5% lordo annuo, calcolata sul valore nominale unitario dell’obbligazione. Al netto delle tasse, il rendimento effettivo è del 4,38% netto all’anno.
  • per gli ultimi 2 anni il risparmiatore riceve una cedola trimestrale lorda indicizzata all’EURIBOR a 3 mesi, a cui si aggiunge un margine (spread) pari almeno allo 0,9% annuo. Tale margine verrà indicato in maniera definitiva alla fine del periodo di collocamento (27 novembre 2023).

Con il termine “EURIBOR” (Euro Interbank Offered Rate) a tre mesi ci si riferisce al tasso di interesse interbancario, ovvero il tasso al quale le banche si prestano denaro tra loro, prevedendo una restituzione a 3 mesi.

Si ricorda che le tasse da pagare sui rendimenti dei prodotti obbligazionari è del 12,5%.

Facciamo un semplice esempio per riassumere quanto già spiegato:

  • il risparmiatore decide di investire 1.000 euro;
  • riceverà 43,8 euro netti ogni anno per i primi tre anni (divisi in cedole trimestrali, quindi 10,95 euro ogni tre mesi);
  • il rendimento nei successivi tre anni, come anticipato, non è prevedibili nel dettaglio, perché dipenderà dal tasso Euribor;
  • l’obbligazione viene comprata con un valore nominale di 100 e viene rimborsata a 100. Il che significa che se si investono 1.000 euro in queste obbligazioni e si detengono fino a scadenza, nel 2029 si verrà rimborsati con esattamente 1.000 euro;
  • è possibile vendere l’obbligazione prima della scadenza a 100 anni, ma al prezzo di mercato. Questo può oscillare sia al di sopra che al di sotto del valore di 100.

Conviene le nuove obbligazioni Cassa Depositi e Prestiti?

Visti tutti i dettagli e il meccanismo legato al tasso misto previsto, conviene comprare le nuove obbligazioni di Cassa Depositi e Prestiti?

Per capire se conviene comprare o no è opportuno fare un ragionamento legato al rendimento degli ultimi tre anni, quello legato all’EURIBOR. Poiché questo è legato al tasso di riferimento della BCE, al risparmiatore conviene godere del rendimento negli ultimi tre anni di durata della nuova obbligazione nell’ipotesi in cui la Banca Centrale Europea manterrà i tassi alti. Tale scenario può verificarsi nel caso di una nuova crisi economica o qualora l’inflazione dovesse rimanere ancora a livelli troppo alti. Ma, secondo le attuali previsioni della stessa BCE, l’inflazione scenderà al 2,1% entro il 2025.

L’unica certezza per il risparmiatore che decide di comprare le nuove obbligazioni di Cassa Depositi e Prestiti, oltre al rimborso del capitale nominale a scadenza, è il tasso offerto nei primi tre anni - lo ribadiamo, il 4,38% netto erogato con cedole trimestrali, più alto del 4% attualmente offerto dal Btp a pari scadenza.
Tuttavia, a pesare sulla valutazione della convenienza dell’investimento è l’incognita del tasso godibile per gli ultimi tre anni, poiché strettamente dipendente dall’orientamento di politica monetaria della BCE e dall’andamento dell’inflazione nel triennio 2026-2029.

Secondo quanto calcolato da Rocco Probo, analista in Consultique Scf, e riportato da We Wealth, per far sì che il rendimento del nuovo bond CDP eguagli quello del BTP a 6 anni nell’ultimo triennio, l’EURIBOR si dovrà aggirare sul 2,1%.
Ma quanto è probabile che, nel 2026, l’EURIBOR a 3 mesi sia al 2,1%? È uno scenario possibile qualora la BCE riuscisse davvero a raggiungere un’inflazione al 2,1% entro fine 2025, come da sue previsioni. Calcolando la maggiorazione prevista sul tasso del bond di CDP degli ultimi tre anni (dello 0,9% minimo), da aggiungere al tasso EURIBOR a 3 mesi, la cedola dovrebbe assestarsi sul 3%.

Al netto del confronto con il BTP, tuttavia, le obbligazioni di Cassa Depositi e Prestiti appaiono interessanti come strumento di copertura del rischio di una nuova impennata dell’inflazione.

È doveroso, quando si parla di investimenti, ribadire che ogni investimento va considerato in base ai propri obiettivi, profilo di rischio e orizzonte temporale.
Inoltre, non bisognerebbe mai investire in un solo prodotto, ma avere un portafoglio di investimenti diversificato e quindi composto da più strumenti.

DISCLAIMER
Le informazioni e le considerazioni contenute nel presente articolo non devono essere utilizzate come unico o principale supporto in base al quale assumere decisioni relative agli investimenti. Il lettore mantiene la piena libertà nelle proprie scelte d’investimento e la piena responsabilità nell’effettuazione delle stesse, poiché egli solo conosce la sua propensione al rischio e il suo orizzonte temporale. Le informazioni contenute nell’articolo sono fornite a mero scopo informativo e la loro divulgazione non costituisce e non è da considerarsi un’offerta o sollecitazione al pubblico risparmio.