Non solo Soros: chi è Reid Hoffmann, il magnate che odia Trump

Roberto Vivaldelli

26/01/2024

Oltre a George Soros, c’è una rete di milionari liberal che vuole impedire a Trump di tornare a Casa Bianca: su tutti Reid Hoffman, co-fondatore di LinkedIn.

Non solo Soros: chi è Reid  Hoffmann, il magnate che odia Trump

Negli Usa c’è un milionario “filantropo” che contende al finanziere liberal George Soros il primato di maggiore investitore anti-Trump: si tratta di Reid Hoffman, co-fondatore di LinkedIn ed ex direttore di PayPal, che ha già versato milioni di dollari a sostegno delle campane dem e alle associazioni che spingono per l’incriminazione dell’ex presidente Donald Trump a seguito dell’assalto dei suoi sostenitori a Capitol Hill del 6 gennaio 2021.

Esattamente come Soros e l’Open Society Foundations, il co-fondatore di LinkedIn si affida una potente organizzazione, Investing in Us, co-fondata dall’attivista liberal Dmitri Mehlhorn, senior fellow del Progressive Policy Institute.

Secondo Mehlhorn, Investing in Us mira a ispirare una «massiccia affluenza alle urne», a sostenere le organizzazioni “giornalistiche apartitiche” e a sconfiggere il “fascismo nazionalista bianco”. Ma oltre a sostenere numerose realtà anti-Trump, l’organizzazione sostiene “Woke Vote”, che offre corsi di formazione ai candidati dem, Hispanic Federation e Vote.org, a cui vanno aggiunti gruppi di reclutamento e supporto di candidati come The Arena, Run for Something, New Politics e People’s House Project. Una rete capillare di attivisti democratici e progressisti finanziata dai soldi del magnate liberal e co-fondatore di Linkedin.

L’attivismo anti-Trump del fondatore di LinkedIn

Nel corso degli anni Hoffmann è diventato uno dei maggiori sostenitori del Partito democratico. Tra il 2017 e il 2023, ha versato quasi 43 milioni di dollari nelle campagne politiche democratiche e nei super Pac: il magnate è anche un finanziatore di Mainstream Democrats Pac, che si oppone alle “organizzazioni di estrema sinistra” che tentano di impadronirsi attraverso un’”acquisizione ostile” del Partito democratico. Ma l’odio verso l’ex presidente Trump lo ha portato a sostenere anche organizzazioni repubblicane “anti-Trump” come il Republican Accountability Pac di Sarah Longwell, che è anche editore del sito web neocon The Bulwark. Quanto a Investing in Us, il già menzionato Mehlhorn è membro del consiglio di amministrazione del gruppo Integrity First for America, anche questo finanziato da Hoffman, che si batte contro “la crescente minaccia del nazionalismo bianco”.

Anche Hoffman dietro il falso dossier Steele

Nel 2020, il Daily Caller ha rivelato che Integrity First for America ha pagato le spese legali di Fusion Gps (attraverso la sua holding, Bean LLC). Trattasi della società a libro paga della Campagna di Hillary Clinton che nel 2016 ha redatto il falso dossier dall’ex spia britannica Christopher Steele contenente false informazioni sui rapporti tra Donald Trump e la Russia. Com’emerso nel 2020, grazie ad alcuni documenti declassificati dall’allora direttore dell’intelligence nazionale John Ratcliffe, all’inizio del 2017 la comunità d’intelligence e i principali funzionai dell’amministrazione Obama sapevano che quel dossier pieno di menzogne circa i rapporti del tycoon con il Cremlino, redatto da Steele e finanziato da Fusion Gps, Washington Free Beacon, dalla Campagna di Hillary Clinton e dal Comitato nazionale democratico, non era attendibile.

Nonostante questo, l’offensiva mediatica (soprattutto) nei confronti del magnate repubblicano fu durissima, e Trump venne dipinto come il burattino di Vladimir Putin per mesi sulle prime pagine dei quotidiani internazionali e dei tg. Non c’era nulla di vero, ma era un modo per screditare l’inquilino della Casa Bianca impedire a The Donald di attuare il suo piano in politica estera che prevedeva una sostanziale pacificazione con Mosca per concentrare gli sforzi dell’America nel “contenere” Pechino nel Pacifico. È probabile che qualora venga rieletto, una fetta di establishment tenterà in tutti i modi di impedire a Trump di portare a termine il suo piano, dato che la guerra in Ucraina rappresenta un affare d’oro per il complesso industrial-militare degli Stati Uniti.

E ora Hoffmann abbandona Nikki Haley

Nelle scorse settimane, Reid Hoffman ha dichiarato di aver donato 250 mila dollari a un super Pac che sostiene la candidata repubblicana Nikki Haley, perché "la lotta in corso per le primarie del Partito Repubblicano rappresenta la prima delle due opportunità per impedire a Donald Trump di vincere nuovamente la Casa Bianca”. In un post su LinkedIn, Hoffman ha annunciato che a novembre “voterà con entusiasmo” per il presidente Joe Biden, sottolineando che la sua “prima priorità è la democrazia americana e l’integrità del nostro sistema legale”. Ma dopo la sconfitta in Iowa e New Hampshire di Haley, secondo quanto riportato dalla Cnbc Hoffman avrebbe deciso di non investire ulteriori risorse nella campagna dell’ex ambasciatrice. Segnale che l’investitore vicino ai dem non crede che Haley possa davvero mettere in difficoltà Trump: è ovvio che a questo le sue risorse saranno tutte indirizzate alla campagna di Biden con l’obiettivo di impedire a The Donald di tornare alla Casa Bianca.