Non solo Bitcoin, anche Ethereum risorge con la data del merge

Claudia Cervi

31 Maggio 2022 - 09:19

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Il caso Terra Luna ripropone il tema delle criptovalute fallite. Mentre ci si domanda quale sarà il futuro degli asset digitali, Bitcoin ed Ethereum rimbalzano.

Non solo Bitcoin, anche Ethereum risorge con la data del merge

La tempesta perfetta si è abbattuta sull’intero ecosistema. Il crollo di Terra Luna ha innescato la caduta libera delle criptovalute che sta portando ad un ridimensionamento del settore.
Il sito web coinopsy.com elenca i progetti morti classificandoli in varie categorie (token nati per scherzo, truffe e progetti abbandonati). Durante la fase ribassista del 2018, sono stati 753 i progetti falliti a fronte di un totale di oltre 1.600. Nel 2022 coinopsy ha censito 10.397 progetti:
facendo un paragone è ragionevole affermare che migliaia di criptovalute moriranno in questa fase di mercato ribassista.

Ora però le principali criptovalute, Bitcoin ed Ethereum in testa, stanno risalendo la china, ma non ci sono ancora segnali affidabili di inversione.

Bitcoin rimbalza

Dopo nove settimane di agonia il prezzo di Bitcoin è al rialzo. Con un progresso del 7,70% a inizio settimana, Bitcoin è tornato oltre i massimi di metà maggio, sfiorando i 32.000 dollari (ora è a 31.550). Ma non basta per sperare in una inversione del trend ribassista in atto dallo scorso novembre: i prezzi sono infatti inseriti in un canale ribassista il cui limite superiore transita a 38.500 dollari, mentre la mediana del canale è a 25.000 dollari, in corrispondenza dei minimi di maggio. Il confronto con la resistenza a 38,500 sarà tuttavia possibile solo se la criptovaluta riuscirà a spingersi al di sopra di quota 34.700/35.000 (lato alto di un canale correttivo disegnato dai minimi di maggio). Segnali di allerta, invece, sotto 28.000 dollari, prologo a un ritorno in area 25.000.

Ethereum risorge con la data del merge

La seconda criptovaluta più nota al mondo, Ethereum, ha segnato lunedì un rialzo superiore ai 10 punti percentuali. Ethereum rappresenta il 15% della capitalizzazione del mercato di criptovalute: ecco spiegata l’importanza di monitorarne l’andamento.

Ma c’è anche un altro motivo che mette questa criptovaluta sotto la lente. Da tempo gli sviluppatori di Ethereum stanno lavorando al «merge», ossia il passaggio dal proof-of-work al proof-of-stake. Questa transizione sarà epocale per la criptovaluta perchè permetterà di risparmiare oltre il 99% di energia per la sua creazione.

Una delle principali obiezioni sulle criptovalute, in primis su Bitcoin, è l’impatto ambientale che la loro creazione comporta. Secondo il Cambridge Bitcoin Electricity Consumption Index, la quantità di energia elettrica impiegata per estrarre bitcoin durante un anno sarebbe sufficiente per far bollire l’acqua per tutte le tazze di te consumate nel Regno Unito per 30 anni.

La Ethereum Foundation prevede che la nuova versione di Ethereum (chiamata Ethereum 2.0) impiegherà il 99,95% in meno di energia.

Quando esce Ethereum 2.0?

Nel corso di una conferenza sul Web3, Justin Drake e Preston Van Loon, due sviluppatori di Ethereum, hanno annunciato che la data di uscita sarà ad agosto 2022.
Il lancio sarà anticipato da un test, a partire dall’8 giugno, sul Ropsten Network, il più grande test network di Ethereum.

Ethereum si allontana dai minimi di un anno

Graficamente Ethereum sta tentando di allontanarsi dai minimi di un anno a 1.700 circa. Si tratta di un supporto critico nel medio lungo termine che dovrà rimanere intatto per scongiurare una capitolazione dei prezzi verso 1.400 dollari. A 1.700 si posizionano infatti i minimi allineati da maggio 2021 ed è anche la base di un doppio minimo disegnato nell’ultimo mese. La figura verrebbe completata oltre 2.180 circa, proiettando il suo target a 2.650 circa (con target intermedio a 2.400). Per quanto significativo, un movimento di questa portata non sarà sufficiente ad invertire il trend ribassista partito lo scorso novembre. Per intravedere segnali di miglioramento convincenti i prezzi dovranno infatti spingersi oltre i 2.900 dollari, pari al 38,2% di ritracciamento del ribasso in atto da novembre e trend line che scende dagli stessi top.

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