No, il mondo non sta per finire. Ecco cosa fare con i tuoi investimenti ora

R. F.

09/04/2025

Nel mezzo del crollo dei listini per la guerra sui dazi, gli investitori dovrebbero evitare comportamenti «pericolosi» ed avere pazienza.

No, il mondo non sta per finire. Ecco cosa fare con i tuoi investimenti ora

Mentre i mercati statunitensi continuano a registrare forti ribassi a seguito delle nuove politiche tariffarie dell’amministrazione Trump, potresti chiederti quale sia la prossima mossa migliore per il tuo portafoglio di azioni-fondi-obbligazioni e altri investimenti.

In queste occasioni, gli esperti di finanza comportamentale avvertono che questo è il momento peggiore per prendere decisioni drastiche. Stai attento quindi. È pericoloso per te - a meno che tu non abbia la sfera di cristallo e riesca a prevedere cosa succederà esattamente nel mondo politico o economico - prendere una decisione ora, sia essa di vendere o di comprare.

Infatti, è molto più probabile che una decisione presa ora sia guidata dall’emozione e, in questo caso, potrebbe essere un’emozione che agirà contro di te piuttosto che a tuo favore.

Quindi state fermi per il momento. Può sembrare più facile a dirsi che a farsi quando i titoli dei giornali mostrano che le azioni stanno scivolando in territorio di mercato ribassista, mentre J.P. Morgan ha aumentato le probabilità di una recessione quest’anno dal 40% al 60%.

Purtroppo succede sempre così: quando il mercato crolla, abbiamo una sorta di “istinto del gregge". Ci affanniamo a liquidare la posizione nella paura che il mondo finirà. Ma, come dico sempre ai miei clienti, il mondo non finirà.

Siamo sopravvissuti infatti al crack Lehman del 2008, all’ orrore degli attacchi alle Torri Gemelle del 2001 e alla pandemia da Covid-19 del marzo 2020. Sopravviveremo anche a questa assurda guerra sui dazi, statene certi.

Ci può aiutare lo studiare la storia dei mercati azionari recente, cioè guardando a cosa è realmente successo all’indice SP500 nei 24 mesi seguenti quei tre eventi di cui sopra.

Per esempio, dopo l’11 settembre ci furono 12 mesi di fase laterale e poi l’indice dal 4 ottobre 2002 al 31 dicembre 2004 ebbe un rally del +52%. Anche dopo il crollo dei mercati seguente al default della Lehman Bros del settembre 2008 il mercato americano dal marzo 2009 all’aprile del 2010 risalì di ben +77%.

Infine, osservando un’epoca più recente e ancora fresca nella memoria di tutti noi, durante il Covid-19, dopo che l’SP500 aveva perso circa il 28% nel solo mese di marzo 2020, a partire dal 1° aprile 2020 si innesca un poderoso rally rialzista che, proiettato sino a dicembre 2021, realizzava un rialzo di circa il +95%.

Ovviamente dietro queste “risurrezioni” c’è sempre stata la “mamma” Federal Reserve (e con essa le altre banche centrali), pronta a rifornire abbondantemente i mercati affamati del “cibo” della liquidità in pronta consegna.

E non è escluso che, in assenza di accordi politici sulle tariffe, a breve le banche centrali possano intervenire nuovamente a sostegno dell’economia e dei mercati. Nelle decisioni di politica monetaria delle banche centrali, le prospettive recessive infatti avranno la meglio sul timore inflazionistico. Non ho dubbi.

Purtroppo nella paura noi abbiamo sempre un istinto primordiale. Quell’istinto di sopravvivenza che ci spinge a correre verso la sicurezza e lontano dal pericolo, che risale ai tempi dei cacciatori-raccoglitori di cibo: proteggerci, metterci al riparo al più presto possibile.

Sin dall’età della pietra, seguire quei segnali che ci spingevano a proteggerci era essenziale per la sopravvivenza.
Ma quando si tratta di investimenti, quegli impulsi di sopravvivenza possono avere l’effetto contrario. Siamo assaliti dall’angoscia. È un panico interno, sottile e pernicioso allo stesso tempo e siamo praticamente programmati per vendere. Ma c’è il rischio di farlo nei momenti peggiori in assoluto. Come coloro che hanno liquidato la posizione a settembre 2001, a settembre 2008 o a marzo 2020. Questi investitori, a posteriori, se ne sono pentiti amaramente e non sono più riusciti a recuperare le perdite.

Quindi: mai fidarsi del proprio istinto quando si tratta di investimenti.

Quando le condizioni sono stressanti, il nostro orizzonte si restringe a oggi o domani e cosa accadrà nel breve termine,e si perde la capacità di ragionare a mente fredda e nell’ottica del medio-lungo periodo. Nel frattempo, molti investitori sono lacerati da una duplice decisione, probabilmente in modalità “continuo la lotta o inizio la fuga” in questi momenti. Il problema dell’agire subito è che ci si affida a quello che chiamiamo pensiero veloce. Invece, gli investitori farebbero bene a rallentare i pensieri, a ragionare sui possibili effetti di una vendita affrettata, e a ricordare le dinamiche dei mercati azionari dopo gli stessi eventi nella storia passata dei mercati finanziari.

Le buone decisioni d’investimento richiedono tempo, però.

Cosa dovrebbe guidare le tue decisioni ora

Molti investitori, e forse anche voi lettori, hanno già vissuto cali di mercato in passato, che sia stato durante la pandemia, la crisi finanziaria del 2008 o lo scoppio della bolla dot-com.

Anche se abbiamo già sperimentato la volatilità, ogni volta sembra diversa - “questa volta sarà una brutta storia, sarà diverso!”, diciamo a noi stessi in procinto di vendere. Ma non è così: è sempre la stessa storia. I mercati rialzisti nel lungo termine sono sempre stati caratterizzati da momenti di shock. Ai quali seguono grandi rimbalzi protratti nel tempo.

Gli investitori farebbero bene a chiedersi se le ragioni per cui investono e gli obiettivi che vogliono raggiungere siano cambiate nel frattempo. Tolta una porzione di liquidità del tuo portafoglio, che tu hai messo da parte per fronteggiare gli impegni imprevisti della tua vita familiare, i tuoi obiettivi di investimento per il lungo termine non cambiano. Perché sei tu a non essere cambiato. Tu sei sempre lo stesso, anche se i mercati sono cambiati all’improvviso. Il motivo per cui sei investito, i tuoi valori e i tuoi obiettivi di investimento probabilmente non sono cambiati. Queste sono le cose che dovrebbero guidare i tuoi investimenti: guardare ai tuoi obiettivi di lungo termine.

In ogni momento della vita nessuno ha il completo controllo degli eventi che accadono attorno a noi. Chi si immaginava un Trump così ostinato nella guerra sui dazi? Non sempre tutto può essere perfetto dal punto di vista finanziario, come dal punto di vista familiare o dal punto di vista della salute propria o dei familiari. Nella vita, come nella gestione di un portafoglio d’investimento, non tutte le azioni salgono necessariamente insieme, e imparare a convivere con il bene e il male dei mercati finanziari è molto utile.

State quindi calmi.
Abbiate pazienza.
E, forse, tra due oppure tre mesi sarà tutto passato e la guerra sui dazi sarà solo un ricordo.

DISCLAIMER
Le informazioni e le considerazioni contenute nel presente articolo non devono essere utilizzate come unico o principale supporto in base al quale assumere decisioni relative agli investimenti. Il lettore mantiene la piena libertà nelle proprie scelte d’investimento e la piena responsabilità nell’effettuazione delle stesse, poiché egli solo conosce la sua propensione al rischio e il suo orizzonte temporale. Le informazioni contenute nell’articolo sono fornite a mero scopo informativo e la loro divulgazione non costituisce e non è da considerarsi un’offerta o sollecitazione al pubblico risparmio.

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