L’investimento in obbligazioni viene spesso ricercato per quel flusso di cedole costanti nel tempo e già note a priori, sia nelle date che negli importi. Ogni 6 mesi, salvo diversa cadenza temporale, l’emittente stacca gli interessi, mentre a scadenza rimborsa il capitale. Da questo punto di vista i BTP Valore vengono più incontro al risparmiatore perché maturano il rateo ogni 3 e non 6 mesi. Il top viene raggiunto con i certificati di investimento a cedola mensile, magari con effetto memoria per non perderne una, ma espongono a maggiori rischi di mercato.
Poi vi sono bond che non pagano neanche 1 € di cedola in tutta la loro vita, ma non per questo sono privi di possibili spendibilità di portafoglio. Al riguardo, ecco il 16% di sconto sul prezzo di rimborso per questo titolo di Stato in euro a medio termine.
L’OAT francese, un “cugino” del BTP targato MEF
Le “Obligations Assimilables du Trésor”, in gergo e più comunemente dette OAT, sono i titoli di Stato a medio e lungo termine emesse dall’Esecutivo francese. Cioè sono il parallelo dei BTP del Dipartimento del Tesoro MEF o dei Bund tedeschi etc.
Tra i vari, l’OAT Tf 0% è un decennale in origine con emissione 25/11/’20 e scadenza alla stessa data del 2030, tra circa 5,35 anni residui. Un impegno di medio termine a tutti gli effetti, ma non ripagato da alcuna cedola visto che il bond nacque nel pieno dei tassi nulli. Il costo del denaro era ai minimi di sempre, e gli Stati si indebitavano a lungo termine letteralmente “a spese” dei creditori.
In pratica un successo enorme per il debitore e un atroce fallimento per l’acquirente della prima ora.
Analizziamo i numeri. Il flottante dell’OAT Tf 0% Nv31 Eur è pari a 61,865 miliardi di euro sui quali la Repubblica Francese non spenderà 1 euro di interessi in 10 anni. A scadenza restituirà lo stesso importo nominale, ma in termini di potere d’acquisto rimborserà molto meno del nominale di partenza. La colpa è dell’inflazione che si mangia il valore dei soldi infruttiferi.
Immaginando un tasso medio annuo decennale del carovita francese del 2,25% (Nov20–Nov30), a scadenza è come se la Repubblica francese restituisse solo 48,33 mld di € in termini reali. Un successo per il debitore che si “risparmia” 13,5 mld di €.
Una banca presterebbe soldi a tasso zero?
In alternativa, immaginiamo di andare in banca a chiedere un prestito di 50mila € da restituire in 10 anni. L’istituto si acconterebbe di riavere indietro, a scadenza, solo e soltanto il nominale oggi concesso a prestito? Mai e poi mai perché ci perderebbe al 100%, sicuro, in almeno due direzioni, anzi tre:
- in termini di potere d’acquisto, dato che quello che si può comprare oggi con 50mila € tra 10 anni costerà di più;
- il mancato guadagno del suo operato (gli interessi), per la sua attività e per il rischio di impresa corso. Facendo il parallelismo con l’investitore, sarebbe il margine, il tasso di crescita reale del capitale in sé;
- non coprirebbe i costi aziendali come stipendi al personale, affitto dei locali, le spese in termini di tassi attivi alla clientela, le tasse e tante altre spese. Nel caso del piccolo investitore, la trattenuta sugli interessi, l’imposta di bollo e le spese di gestione.
Ora, basterebbe prendere esempio da come una banca gestisce i soldi (peraltro non suoi visto che il grosso è dato dai depositi) per non commettere certi errori operativi.
Quanto rende oggi l’OAT Tf 0% Nv31 Eur?
Al pari degli altri bond sovrani, anche l’OAT Tf 0% Nv31 Eur è quotato e negoziato sul MOT di Borsa Italiana. Ha identificativo ISIN FR0014002WK3 e al momento prezza 84 centesimi, con uno sconto del 16% sul valore 100 di rimborso finale. Ai corsi attuali l’effettivo a scadenza è del 3,24%, in linea con il ritorno di uno BTP pari durata.
Complici le costanti tensioni politiche interne al Paese, il mercato di recente ha di nuovo limato al rialzo i ritorni attesi sulla yield curve francese.
Detta in numeri, 840 € investiti sul bond diventano 1.000 € lordi a scadenza. Per il netto, il regime fiscale da applicare è identico a quello dei BTP, esenzione dalle imposte di successione incluso. In più l’obbligazione non espone a un’eccessiva volatilità, (min-max YTD: 82,79 e 86,12) stimata sul 4,64% e una duration modificata che si attesta al 5,2.
Quanto ai volumi, gli scambi/importi giornalieri sul MOT nell’ultimo mese sono stati nel range 5-25 i primi, e più o meno 0,1-1 mld di € i secondi.
16% di sconto sul prezzo di rimborso per questo titolo di Stato in euro a medio termine
Il titolo, quindi, non è affatto adatto per chi cerca un flusso cedolare costante a medio termine. Di contro, ben si presta a chi cerca di costituire un capitale sull’orizzonte quinquennale. In genere lo strumento principe per queste finalità è il PAC, il Piano di Accumulo del capitale, ma il lustro è sicuramente un lasso temporale troppo corto per sfruttarlo al meglio.
Per estrarre tutta la potenza di fuoco che soltanto un PAC sa dare, e nessun bond eguagliare incluso l’OAT qui in esame, servono almeno 10 anni. Anzi, se c’è più tempo è meglio visto che si lascia lavorare l’interesse composto a proprio vantaggio, specie se il prodotto è ad accumulazione. In questi casi, orizzonte temporale, reinvestimento dei proventi periodici e regime finanziario applicato si rivelano un mix “micidiale” per far crescere realmente, e di tanto, un capitale.