Netflix ha un piano per conquistare la Cina

Netflix sta lanciando una serie di contenuti originali in cinese mandarino. L’obiettivo? Il futuro approdo in Cina. I dettagli

Netflix guarda con attenzione al mercato cinese. L’intuizione arriva da un’analisi dei contenuti del colosso dello streaming, che sta lanciando una serie di spettacoli originali in cinese mandarino, lingua parlata dal 70% del Paese.

La strategia potrebbe portare al lancio del servizio nella seconda maggiore economia del mondo, coinvolgendo inoltre milioni di persone sparse in centinaia di Paesi. Anche se - notano diversi osservatori - l’operazione non sembra affatto imminente.

Malgrado un interesse piuttosto evidente verso Pechino (negli ultimi mesi le spese per acquisire diritti su contenuti in lingua mandarina e per produrne di propri sono state molto elevate), i passi finora rilevati sembrano suggerire una strategia a lungo termine.

Netflix ha un piano per conquistare la Cina

A settembre il gigante guidato dal CEO Reed Hastings ha presentato il cast per la serie TV in lingua mandarina dal titolo «Nowhere Man»; subito dopo, a gennaio, ha dato il via alla produzione di altri due contenuti originali, «Triad Princess» e «The Ghost Bride», girati tra Taiwan e Malesia.

L’obiettivo è soprattutto quello di dar vita a prodotti d’intrattenimento usufruibili da milioni di parlanti che vivono al di fuori della Cina.

In più, la scorsa settimana Netflix ha lanciato «The Wandering Earth», etichettato come la prima epopea spaziale cinese, e al terzo posto per quanto riguarda gli incassi del 2019 secondo Box Office Mojo. Portarlo al pubblico globale è stata una mossa imponente da parte della piattaforma.

Anche lo sforzo verso la collaborazione con compagnie di streaming cinesi sembra essersi intensificato; giovedì la piattaforma Youku ha reso noto che Netflix ha acquistato i diritti di distribuzione esclusiva al di fuori della Cina della serie «I Hear You», commedia romantica strutturata in 24 episodi.

Netflix in Cina: un approdo possibile?

A gennaio del 2016 Netflix ha annunciato l’espansione in 130 Paesi, ma la Cina non faceva parte di questi.

Nel frattempo però la piattaforma ha collaborato con iQiyi, servizio streaming che fa capo al gigante Baidu, equivalente cinese di Google, e nel 2017 la compagnia USA ha concesso in licenza alcuni dei suoi contenuti originali a iQiyi, guardando già al mercato di Pechino.

Ma la partnership al momento si è interrotta, stando anche a quanto dichiarato dal CEO di iQiyi Gong Yu:

“C’era un accordo con Netflix due anni fa, che mirava a distribuire alcuni dei suoi contenuti in Cina, ma il gradimento registrato nell’utenza non era per noi soddisfacente, quindi abbiamo deciso di non proseguire”.

Anche il cartone per adulti «BoJack Horseman» di Netflix è un prodotto esportato da iQiyi nel 2017. Ma la compagnia statunitense sembra non avere in programma un esordio in Cina nell’immediato, e già in passato Hastings ha dichiarato che la mossa dovrebbe comunque passare per diversi permessi governativi.

Per ora, la strategia sembra solo improntata a un’integrazione dello spettro di lingue proposte con un passaggio al cinese mandarino, in modo da allargare gradualmente l’utenza raggiungibile.

In ogni caso, un eventuale approdo a Pechino non sembra presentarsi per niente facile per Netflix, così come ricordato anche da Paolo Pescatore, analista di PP Foresight:

“Netflix non ha fatto nessun progresso in Cina, e avrebbe bisogno di concentrarsi maggiormente sui contenuti prodotti localmente e affrontare le problematiche di censura con quelli originali. Essenzialmente, potrebbe essere molto utile riprendere la partnership con iQiyi e lavorare a più stretto contatto con altri fornitori, tra cui Huawei”.

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