Nel 2026 questi lavoratori guadagneranno di più, secondo Istat

Andrea Fabbri

13 Febbraio 2026 - 05:24

I dati Istat rivelano che alcuni lavoratori sono destinati a guadagnare molto di più in questo 2026. Ecco i professionisti che vedranno salire lo stipendio

Nel 2026 questi lavoratori guadagneranno di più, secondo Istat

Dopo anni di contrazione e difficoltà, è arrivata la prima buona notizia per il mercato del lavoro italiano. Gli stipendi medi nel nostro Paese sono tornati finalmente a crescere nel 2025 e la salita proseguirà anche quest’anno grazie al rinnovo di 33 contratti di lavoro collettivi.

La conferma arriva direttamente dall’Istat che ha recentemente pubblicato i dati relativi all’andamento delle retribuzioni nel 2025. L’unica nota stonata è che gli aumenti sono arrivati soltanto in alcuni particolari settori.

Scopriamo quali sono e quali lavoratori avranno un incremento dello stipendio nel 2026.

I lavoratori che guadagneranno di più nel 2026

Il primo dato interessante dell’analisi Istat è che le retribuzioni sono cresciute del 3,1% nel settore privato tra il 2024 e il 2025 e di appena il 2,7% nella Pubblica Amministrazione.

Il traino è stato, a sorpresa, il settore agricolo. Dopo tanti anni sono arrivati gli attesi rinnovi contrattuali che hanno portato a un aumento delle retribuzioni medie del 5,0% che proseguirà anche nel 2026 e nei prossimi anni

Buone notizie anche per gli stipendi nel comparto industriale e in quello dei servizi. Nel primo sono cresciuti del 3,4% grazie ai dieci contratti collettivi rinnovati durante il 2025 mentre per quanto riguarda il secondo la crescita si è attestata su un buon 3,0%, comunque superiore all’incremento medio delle retribuzioni della PA.

Nel 2026 ci saranno aumenti per 4,7 milioni di dipendenti

Nel corso del 2025 sono arrivati ben 33 nuovi contratti collettivi nazionali, 10 nel settore industriale, 14 nella Pubblica Amministrazione e 9 nei servizi privati.

33 contratti destinati ad aumentare le retribuzioni di 4,7 milioni di dipendenti italiani, una cifra che corrisponde a poco più del 37% del monte retributivo complessivo dell’economia nazionale.

Un numero elevato ma, purtroppo, ancora troppo basso per parlare di ripartenza completa. Molti lavoratori resteranno anche nel 2026 con uno stipendio che, alla luce del costo della vita attuale, è destinato a rivelarsi ampiamente insufficiente.

Mancano ancora molti rinnovi contrattuali

Se il 2026 è destinato a diventare un ottimo anno per 4,7 milioni di dipendenti, le cose andranno molto peggio per 5,5 milioni di lavoratori. Alla fine del 2025 i contratti in attesa di rinnovo erano addirittura 27, 12 dei quali nel settore privato e 15 in quello della Pubblica Amministrazione.

Questo significa che per 2,8 milioni di dipendenti pubblici e 2,7 milioni di lavoratori delle aziende private, l’aumento del salario resta un miraggio.

La situazione rischia di diventare drammatica per molte famiglie

Anche i dati Istat relativi al 2025 sono i migliori degli ultimi anni, è ancora troppo presto per parlare di una crescita salariale stabile e duratura e di una situazione che fa guardare al futuro con ottimismo.

A maggior ragione se pensiamo che i già annunciati rincari dei generi alimentari, dei carburanti, delle tariffe assicurative e di quelle autostradali sono destinati a pesare per circa 672 euro annui sul bilancio di ogni nucleo familiare.

Per far sì che l’Italia esca definitivamente dalla crisi, è fondamentale chiudere la maggior parte dei 27 contratti ancora aperti e far sì che le retribuzioni medie siano in grado di reggere alla sfida di un’inflazione in continua ascesa.

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