Con l’inflazione il carrello della spesa si riempie sempre meno e in Italia le cose vanno un po’ peggio al confronto con gli altri paesi europei. Soprattutto se si parla di frutta e verdura. Secondo l’Istat, il 2024 si è aperto con una crescita del 5,4% dei prezzi dei prodotti alimentari rispetto a gennaio 2023. Poi a febbraio (+3,7%) e marzo (+3%) l’inflazione del carrello della spesa ha rallentato, anche se in Italia continua a mantenersi su valori più alti rispetto alla media dell’Unione Europea e, per alcune categorie di prodotti, tocca livelli decisamente elevati.
Il picco recente dell’inflazione sui generi alimentari in Europa si è verificato nei primi mesi del 2023: in particolare tra febbraio e marzo, quando i rincari sul cibo sono stati anche del 19,5% rispetto agli stessi mesi del 2022. Anche in Italia i prezzi sono schizzati all’incirca in quel momento, seppure con tassi tendenziali, ossia gli aumenti rispetto all’anno precedente, più bassi di quelli medi dell’Ue (al massimo del 13,8%, a novembre 2022).
Per tutto il 2021, il 2022 e gran parte del 2023, l’aumento medio dei prezzi dei generi alimentari in Europa è stato sempre superiore a quello registrato in Italia. Ma da dicembre dello scorso anno è avvenuto il sorpasso: nonostante l’inflazione sia calata un po’ ovunque, adesso è l’Italia a sopportare i rincari maggiori sul carrello della spesa. Secondo Eurostat, a febbraio 2024 la crescita annua dei prezzi dei generi alimentari in Ue è stata in media del 2,7%, decisamente meno del 3,7% in Italia. Il confronto si fa più interessante concentrandosi sulle singole tipologie di prodotti.
Partiamo dall’olio d’oliva, di cui ultimamente si è molto parlato proprio in merito ai rincari dovuti a una crisi produttiva derivante dalle recenti condizioni climatiche avverse. Nei primi mesi del 2024 l’olio d’oliva in Italia è costato anche il 46% in più rispetto al 2023, contro un rincaro medio europeo di oltre il 50%. Al confronto reggono anche i prezzi di caffè e tè, che negli ultimi 12 mesi hanno subito rialzi del 1,6% in Italia, inferiori al 2,4% rilevato mediamente in Europa.
Per quanto riguarda la carne, la situazione italiana è simile a quella europea, con aumenti su base annua tra il 3,1% e il 3,3%. Il discorso cambia totalmente se parliamo dell’ortofrutta. A febbraio 2024 il prezzo della frutta in Italia è aumentato del 10,2% rispetto allo stesso mese del 2023; molto più di quanto rilevato in Spagna (+7,5%), Germania (+6,3%) e Francia (+2,3%). Situazione simile per la verdura, per la quale i rincari su base annua sono stati del 4,3%, contro una media europea di appena l’1,2%.
Di recente i costi di produzione in campagna sono aumentati anche a causa dell’aumento dei prezzi di benzina e gasolio, che incidono notevolmente sul settore, dato che in Italia gran parte della frutta e della verdura viaggia su gomma. Inoltre, caldo, siccità e maltempo hanno portato a considerevoli tagli ai quantitativi prodotti. Secondo le stime dell’osservatorio di Federconsumatori, i recenti aumenti dei prezzi sui generi alimentari potrebbero tradursi, a fine anno, in un esborso aggiuntivo di oltre 250 euro per una famiglia media.