Oro -11%, Bitcoin +12%, STM +57%. La guerra ha cambiato le regole: ecco i titoli che beneficiano davvero dello shock di domanda e dove sono le nuove opportunità.
Quando scoppia una guerra, la prima reazione degli investitori è cercare protezione. Oro, dollaro, Bitcoin, Treasury. Tutto quello che, almeno sulla carta, dovrebbe reggere meglio quando aumenta il rischio geopolitico.
Ma la guerra non sempre muove i beni rifugio, anzi, dall’inizio del conflitto in Iran, l’oro ha perso fino al 22%. Quello che succede spesso, però, è uno shock di domanda. In pochissimo tempo cambiano le priorità industriali, le catene di fornitura, i prezzi dell’energia e, soprattutto, i margini attesi. Quando la domanda aumenta all’improvviso e l’offerta non si adegua, alcuni titoli possono correre molto più dei classici asset difensivi.
Il caso di STMicroelectronics è emblematico. Dal 28 febbraio, giorno dell’annuncio dell’operazione Epic Fury, il titolo è passato da 28,41 euro a 44,72 euro, con un rialzo del +57%. Nello stesso periodo Bitcoin ha guadagnato il +12%, l’oro ha perso circa l’11%, il FTSE Mib è rimasto quasi fermo e Leonardo, teoricamente il titolo più esposto al tema difesa, ha perso terreno. [...]
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