Il Natale trasforma il lusso in linguaggio sociale: status, appartenenza e illusioni che dicono poco sull’economia reale ma molto sulle disuguaglianze.
La fila è lunga qualche decina di metri. E’ una «boutique di lusso» con core business nella pelletteria di alta gamma. Le vetrine si estendono per svariati metri quadri lungo Via dei Mille nel pieno centro di Napoli. Sono in prevalenza giovani, in età universitaria o forse alla prima esperienza lavorativa.
“E’ il primo regalo alla mia ragazza” dichiara Francesco “stiamo da poco insieme, mi fa impazzire e voglio fare colpo; al mio compleanno mi ha regalato un orologio fichissimo, guarda…” e me lo mostra con orgoglio.
Ma anche la fascia di età medio/alta è degnamente rappresentata. “Si è vero; può sembrare uno spreco di soldi! Ma che devo fare?” Antonio, circa cinquanta anni, bancario. “Ogni volta che arriva Natale è un bagno di sangue, ma fare carriera al lavoro è anche questo. Il mio capo è fissato per questa marca. Qui non fanno saldi e il prezzo è sempre quello, almeno sono sicuro di non prendere fregature”. [...]
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