NASpI in caso di malattia, ecco i termini per la domanda

Quali sono i termini per la domanda di disoccupazione NASpI in caso di malattia? A fare chiarezza è il messaggio dell’INPS numero 4211 del 18 novembre 2019, distinguendo tra malattie indennizzabili e non.

NASpI in caso di malattia, ecco i termini per la domanda

I termini per la presentazione della domanda di disoccupazione NASpI in caso di malattia non sono uguali per tutti.

Non tutti i lavoratori dipendenti, infatti, godono degli stessi privilegi quando si ammalano o si infortunano.

A fare chiarezza il messaggio dell’INPS numero 4211 del 18 novembre 2019, che specifica i casi in cui il termine di 68 giorni per la domanda di NASpI può essere sospeso in caso di malattia durante il rapporto lavorativo o dopo la cessazione dello stesso.

Sono due le situazioni che si possono verificare, in base alla possibilità di pagamento della malattia da parte dell’INPS o dell’infortunio/malattia professionale da parte dell’INAIL.

Se la malattia è indennizzabile, allora il termine dei 68 giorni rimane sospeso per tutta la durata della patologia, pertanto il termine riprende nel momento in cui cessa la malattia.

Quando invece la malattia non è pagata, il termine dei 68 giorni decorre secondo le regole ordinarie.

NASpI in caso di malattia, ecco i termini per la domanda di disoccupazione

Con il messaggio numero 4211 del 18 novembre 2019 l’INPS fornisce alcune precisazioni riguardo il termine per presentare la domanda per la NASpI in caso di malattia prima o dopo la cessazione del lavoro.

Il chiarimento da parte dell’INPS è necessario in quanto la tutela economica della malattia non è garantita a tutti i lavoratori dipendenti, ma varia in base al CCNL di appartenenza e se questo prevede o meno l’indennizzazione della malattia.

Per determinate categorie di lavoratori dipendenti, come i lavoratori a tempo indeterminato, la tutela previdenziale della malattia viene riconosciuta anche oltre la data di cessazione del rapporto di lavoro, con la conseguente erogazione della correlata prestazione economica.

Il termine per la domanda di NASpI dipende dunque dal diritto o meno all’indennizzo INPS in caso di malattia.

I lavoratori dipendenti che ne hanno diritto possono presentare domanda online entro i 68 giorni successivi al momento della cessazione del rapporto di lavoro.

In caso di malattia o infortunio, il messaggio dell’INPS specifica che il termine per la domanda di NASpI:

  • rimane sospeso per tutto il periodo della malattia se essa è indennizzabile dall’INPS o l’infortunio/malattia professionale è indennizzabile dall’INAIL ed è insorto dopo la data di cessazione del rapporto lavorativo;
  • decorre dalla fine della malattia o dell’infortunio se la patologia o l’incidente si sono verificati durante il rapporto lavorativo e si sono protratti oltre la cessazione dello stesso.
Messaggio INPS n. 4211 del 18/11/19
Decorrenza del termine per la presentazione della domanda di indennità NASpI in presenza di evento di malattia

NASpI e malattia non indennizzabile: la Cassazione

Quando il CCNL di appartenenza non prevede la tutela del lavoratore in caso di malattia, allora il termine di presentazione della domanda di disoccupazione decorre secondo le regole ordinarie, cioè entro 68 giorni.

Su questo argomento si è espressa anche la Corte di Cassazione con la sentenza numero 17404 del 29 agosto 2016:

“[…] la decadenza consiste nel fatto oggettivo del mancato esercizio del diritto entro un termine stabilito, nell’interesse generale o individuale, alla certezza di una determinata situazione giuridica, senza alcuna possibilità di proroga, sospensione o interruzione, se non nei casi eccezionali tassativamente previsti dalla legge […]: essa pertanto non può essere impedita da una situazione di fatto di mera difficoltà, essendo invece necessario un impedimento assoluto imputabile a causa ineluttabile.”

Dunque, quando la malattia non è pagata dall’INPS o l’infortunio/malattia professionale non è indennizzabile dall’INAIL, il termine per presentare la domanda per la NASpI non può essere sospeso, quindi decorre secondo le regole ordinarie.

Una categoria per cui vale quanto appena esposto è rappresentata, ad esempio, dai lavoratori a tempo determinato del settore commercio.

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