Musk riceverà 200 milioni di azioni da SpaceX se riuscirà a portre 1 milione di persone su Marte

P. F.

5 Maggio 2026 - 09:16

Emergono i dettagli del piano retributivo di Elon Musk in vista della quotazione SpaceX: 200 milioni di azioni se porterà un milione di persone su Marte e raggiungerà i 7.500 miliardi di valutazione.

Musk riceverà 200 milioni di azioni da SpaceX se riuscirà a portre 1 milione di persone su Marte

In vista della quotazione in Borsa di SpaceX, attesa con una valutazione di 1.750 miliardi di dollari, emergono nuovi dettagli riguardo al maxi pacchetto retributivo riservato a Elon Musk. Secondo la documentazione riservata depositata presso l’Autorità statunitense SEC e visionata da Reuters, il fondatore della società aerospaziale potrà ottenere bonus azionari di entità straordinaria al raggiungimento di obiettivi che intrecciano valore di mercato e colonizzazione di Marte.

Il documento delinea due livelli di incentivi, entrambi slegati da scadenze temporali e validi finché Musk resterà alla guida dell’azienda. Si tratta di un meccanismo già sperimentato in Tesla, dove lo stesso schema “tutto o niente” ha consentito al miliardario di ottenere, lo scorso aprile, circa 304 milioni di azioni dopo aver centrato gli obiettivi fissati nel 2018.

Tra colonia marziana e soglie di valutazione: le condizioni del bonus a Elon Musk

Il primo e più ambizioso traguardo prevede che Musk riceva 200 milioni di azioni vincolate con diritto di voto rafforzato qualora SpaceX raggiunga una capitalizzazione di mercato pari a 7.500 miliardi di dollari e, contemporaneamente, riesca a stabilire una colonia su Marte con almeno un milione di abitanti. Le due condizioni sono cumulative: il mancato raggiungimento di una sola di esse azzera l’incentivo. Se ad esempio la valutazione toccasse la soglia ma i coloni marziani fossero 750.000, il bonus non verrebbe quindi corrisposto.

Una seconda tranche da 60,4 milioni di azioni vincolate scatterebbe al raggiungimento di una diversa soglia di valutazione e all’avvio di centri di elaborazione dati nello spazio capaci di generare almeno 100 terawatt di capacità di calcolo. L’obiettivo riflette la crescente convergenza tra l’attività spaziale di SpaceX e il settore dell’intelligenza artificiale, ambito in cui Musk sta investendo attraverso più veicoli societari. Indipendentemente dall’esito dei piani di incentivazione, il fondatore manterrà il pieno controllo societario dell’azienda. La quotazione introdurrà infatti una struttura azionaria a doppia classe: Musk deterrà azioni di Classe B con dieci voti ciascuna, conservando circa il 79% del potere di voto complessivo, una configurazione che mette al riparo la sua leadership operativa da eventuali pressioni del mercato dopo lo sbarco a Wall Street.

La tabella di marcia per Marte e il parallelo con il pacchetto Tesla

Il progetto di colonizzazione marziana è da anni uno dei pilastri narrativi di Musk. L’imprenditore ha più volte ipotizzato di completare l’operazione entro il 2050 attraverso una flotta di mille navette Starship con un ritmo di tre lanci al giorno. In un’intervista del 2022 con Chris Anderson di TED, Musk aveva descritto le condizioni di vita sul Pianeta Rosso come “pericolose, anguste, difficili e di duro lavoro”, senza escludere viaggi di sola andata.

La NASA fornisce invece un quadro temporale più cauto, indicando come orizzonte realistico il tardo decennio del 2030 o l’inizio degli anni Quaranta per il primo sbarco umano su Marte, con un numero di partecipanti volutamente contenuto nelle fasi iniziali. Anche dal punto di vista industriale la prospettiva di mille Starship operative entro venticinque anni appare ambiziosa, considerato che il veicolo è tuttora in fase di sviluppo presso SpaceX.

Lo schema retributivo riservato al fondatore ricalca peraltro l’impostazione già adottata in Tesla. Lo scorso novembre il CdA del colosso dei veicoli elettrici ha approvato un nuovo piano retributivo per il CEO dal valore potenziale complessivo di 1000 miliardi di dollari, condizionato all’introduzione di taxi a guida autonoma e robot umanoidi e al raggiungimento di una capitalizzazione di 8.500 miliardi. La logica resta identica: obiettivi di altissimo profilo senza scadenze vincolanti, con ricompensa interamente azionaria.

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