Multe stradali all’estero non pagate, quali sono i rischi per gli italiani in vacanza

Ilena D’Errico

3 Luglio 2026 - 22:00

Ecco cosa succede in caso di multe stradali all’estero non pagate. Le differenze tra infrazioni commesse nell’Unione europea o fuori.

Multe stradali all’estero non pagate, quali sono i rischi per gli italiani in vacanza

Pagare le multe stradali non è mai piacevole e spesso è anche un bel disagio economico, anche se questo è proprio il fine della sanzione, tant’è che una multa su tre non viene pagata in Italia (secondo l’ultima indagine dell’Ifel). La tentazione di non pagare è ancora più forte per le multe prese all’estero, quando non si vuole perdere la spensieratezza della vacanza e si confida che il rientro in Italia metta un punto alla questione.

Ovviamente, tutte le multe dovrebbero essere pagate a prescindere dalle probabilità di restare impuniti (e addurre la mancata conoscenza della normativa straniera è del tutto inutile come giustificazione), ma non è nemmeno troppo facile evitare le conseguenze. Il pagamento delle multe è esigibile anche per le infrazioni commesse all’estero, peraltro in modo molto facile per alcune violazioni commesse in Europa.

Multe stradale nell’Ue non pagate

Tanti conducenti pensano di poter tranquillamente ignorare i verbali esteri e liberarsi di qualsiasi conseguenza una volta tornati in Italia. A livello teorico non dovrebbe mai essere così, gli Stati possono far valere le proprie pretese creditorie ovunque si trovi il debitore. Nella pratica, tuttavia, il processo si rivela spesso macchinoso, lungo e dispendioso, e non si può negare che diversi cittadini riescano a farla franca, se non per sempre almeno per un certo periodo.

Prima di esultare, tuttavia, bisogna sapere che l’Unione europea è intervenuta anni fa per risolvere questa stortura, in particolare con la direttiva “Cross Border”. Quest’ultima è stata recepita da tutti gli Stati membri, compresa l’Italia con i decreti legislativi n. 37/2014 e n. 37/2016, per garantire la punibilità di alcune infrazioni stradali, oltre che dalla Svizzera.

Nel dettaglio, la legge si riferisce esclusivamente alle seguenti violazioni commesse alla guida:

  • eccesso di velocità;
  • mancato uso della cintura di sicurezza o dei dispositivi di ritenuta per bambini a norma di legge;
  • mancato arresto al semaforo rosso, allo stop o ad altro segnale equivalente;
  • guida in stato d’ebbrezza;
  • guida sotto effetto di sostanze stupefacenti;
  • mancato uso del casco protettivo sui motocicli;
  • circolazione su corsie vietate;
  • uso del cellulare alla guida o di altri dispositivi analoghi.

Questi sono i tipi di violazione su cui si applicano le modalità di sanzione individuate dalla direttiva, ma la normativa di riferimento rimane sempre quella locale, cioè rispetto al territorio in cui è stata commessa l’infrazione. Per i limiti di velocità o del tasso alcolemico, per esempio, sarà necessario rifarsi al Codice stradale in vigore nel Paese in cui è stato commesso l’illecito anziché a quello italiano. Lo stesso vale per le sanzioni, che dipendono dallo Stato di riferimento per importo e natura.

Per effetto del sistema comunitario uniforme, la multa può essere notificata al cittadino in Italia e dovrà essere pagata proprio all’Erario nazionale, salvo diversi accordi. L’importo viene però stabilito in base alla normativa estera in base alle proprie leggi. Le eventuali sanzioni accessorie sono di fatto applicate soltanto se (e quando) il conducente si trova nel territorio estero, dove potrebbe subire il ritiro e la sospensione della patente, il sequestro del veicolo, l’arresto o qualsiasi altra sanzione prevista. Per quanto riguarda i punti della patente, la decurtazione non ha effetto sulla patente di guida italiana, ma viene segnalata nella banca dati estera in questione.

Tutti i dati relativi alle modalità di pagamento sono contenuti nel verbale, così come le modalità per impugnare la sanzione, un diritto sempre garantito. In caso di mancato pagamento in seguito di rigetto dell’opposizione, tuttavia, lo Stato estero può trasmettere gli atti alla Corte d’Appello italiana competente. Quest’ultima avrà l’ultima parola sulla legittimità della multa, con tutte le difficoltà di accertamento del caso. Attenzione che anche in fatto di prescrizione bisogna seguire la normativa dello Stato estero, sapendo che spesso i termini sono molto più brevi rispetto a quelli nazionali. La notifica, invece, deve arrivare in Italia entro 360 giorni dall’infrazione stradale.

Multe in vacanza extra Ue

Tutto cambia per le multe prese all’estero fuori dal territorio dell’Unione europea e della Svizzera. In questi casi non esiste mai la riconoscibilità automatica della multa, a prescindere dalla gravità dell’infrazione. Procedure e regole specifiche dipendono dagli eventuali accordi bilaterali con l’Italia, ma è innegabile che in questi casi la riscossione della multa sia più complessa. In assenza di accordi le multe non sono automaticamente esecutive, quindi le autorità straniere devono prima ottenere il riconoscimento della sanzione dallo Stato Italiano per il recupero internazionale.

Altrimenti, le conseguenze restano limitate allo Stato in cui è stata commessa l’infrazione, quindi bisogna mettere in conto brutte sorprese in caso di rientro nel Paese in questione (come il divieto di ingresso o il fermo del veicolo, per esempio). Ciò non esclude, tuttavia, la possibilità di riscossione della multa, che anzi lievita sicuramente di importo proprio per le spese procedurali e gli interessi. Ecco perché, fatta salva l’impugnazione, le multe stradali dovrebbero essere sempre pagate anche quando comminate all’estero, sia contestate immediatamente che in differita.

Cosa rischiano gli italiani che non pagano?

Di conseguenza, una multa non pagata all’estero espone alle stesse conseguenze di una sanzione italiana se rientra nella direttiva Cross Border, con la riscossione e il pignoramento dei beni immediatamente applicabili in caso di mancato pagamento. Per le altre, tolta la possibile ma più difficile riscossione, restano solo le ulteriori sanzioni sono applicabili solo nel Paese in questione e dipendono dalle leggi locali. Ulteriori impegni contrattuali, per esempio nei confronti della compagnia di noleggio, possono complicare ulteriormente le cose. Chi ha multe non pagate, soprattutto se sta organizzando una nuova vacanza nel Paese in questione, farebbe quindi bene a regolarizzare la propria posizione, eventualmente con il supporto di un avvocato.