MPS, la BCE ha appena detto la sua sulla grande proposta?

Laura Naka Antonelli

24/12/2025

Ultimi rumor su MPS e sulla decisione della Vigilanza della BCE in merito alla proposta avanzata dalla banca senese.

MPS, la BCE ha appena detto la sua sulla grande proposta?

Finora si tratta di indiscrezioni, non confermate dalla diretta interessata, ovvero da MPS-Monte dei Paschi di Siena.

Ma, secondo quanto riporta il quotidiano La Repubblica, alla fine l’attesissimo via libera della BCE alle modifiche allo statuto presentate dalla banca senese non ci sarebbe stato.

La BCE avrebbe infatti rimandato al mittente la bozza del nuovo statuto MPS, chiedendo in particolare di eliminare il “principio di residualità” della lista del cda.

Si tratta di un principio, ricorda il quotidiano nell’articolo che porta la firma di Andrea Greco, che “prevede che la lista del CDA possa automaticamente decadere, qualora un socio rilevante presenti una propria linea per il controllo del board”. Il quotidiano ha precisato che “MPS, contattata da Repubblica, non ha fornito commenti”.

No comment MPS su risposta BCE a modifiche statuto, in ballo il ruolo di Caltagirone e di Delfin

In sintesi, il no della BCE si spiegherebbe con la contrarietà da parte della Vigilanza della Banca centrale europea alla possibilità che liste degli azionisti più importanti di MPS, ovvero di Francesco Gaetano Caltagirone, che detiene una quota nel capitale del Monte dei Paschi pari al 10,6%, e della holding della famiglia Del Vecchio, prima azionista con una partecipazione del 17,53%, “facciano decadere il board proposto dal CDA uscente ” guidato dall’amministratore delegato Luigi Lovaglio.

Viene ricordato tra l’altro che era stato lo stesso Caltagirone a impegnarsi sia con la BCE che con la Consob “a non presentare liste di maggioranza finché la quota (in MPS) sarà sopra il 10%”.

A questo punto, uno scenario ipotizzato da La Repubblica è che i due maggiori azionisti di MPS Caltagirone e Delfin - finiti tra l’altro nel mirino dell’inchiesta della Procura di Milano, che ha lanciato una inchiesta per manipolazione di mercato e ostacolo alla vigilanza di BCE e Consob, nello specifico, sul costruttore romano e su Francesco Milleri, presidente della holding della famiglia Del Vecchio, così come sul CEO di Rocca Salimbeni Luigi Lovaglio - decidano di scendere sotto la soglia del 10%, in modo da potere presentare una loro lista per il rinnovo del board.

Questa loro lista tuttavia, in base a quanto dettato dalla BCE, non potrebbe in ogni caso eliminare la lista del CDA, ma dovrebbe “competere con essa” oltre che con l’altra lista che sarà presentata probabilmente da Assogestioni.

Solo una volta che apporterà le modifiche allo statuto in linea con le direttive della vigilanza della BCE, MPS potrà convocare l’assemblea straordinaria nella speranza di ricevere l’ok al suo nuovo statuto.

I tempi sono stretti, visto che l’assemblea degli azionisti per il rinnovo del CDA è in calendario alla metà di aprile, e la lista deve essere depositata, ricorda La Repubblica, 40 giorni prima.

MPS pronta a chiudere il 2025 con rally azioni di oltre +30%

Le azioni MPS-Banca Monte dei Paschi di Siena hanno chiuso la sessione di ieri, martedì 23 dicembre 2025, in rialzo dello 0,68%, a quota 8,88 euro.

Negli ultimi cinque giorni di contrattazioni a Piazza Affari, i titoli sono saliti del 5,05%, avanzando del 2,22% nell’ultimo mese di trading del Ftse Mib di Piazza Affari.

Negli ultimi tre mesi, le azioni sono balzate di oltre l’11%. YTD il trend è di uno scatto superiore a +30% mentre, su base annua, i titoli hanno riportato un rally superiore a +35%.

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