Coronavirus, Mondragone in rivolta: cosa sta succedendo

Sedie che volano dai balconi, scontri con la comunità bulgara e furgoni in fiamme: così a Mondragone regna il caos dopo il focolaio di coronavirus ai Palazzi ex Cirio.

Coronavirus, Mondragone in rivolta: cosa sta succedendo

Continuano gli scontri tra i cittadini di Mondragone e la comunità bulgara residente nei Palazzi ex Cirio, nonostante l’arrivo dell’esercito nel comune campano. Dopo le manifestazioni che avevano visto alcuni dei bulgari violare la zona rossa istituita intorno agli ex stabilimenti alimentari, è partita la violenta reazione da parte degli abitanti locali, che ha portato anche all’incendio di un furgoncino.

Ecco cosa sta succedendo a Mondragone.

Mondragone, chi sono i 43 positivi al coronavirus

Attualmente sono 43 i positivi al coronavirus su 727 tamponi effettuati. La maggior parte delle persone di questo nuovo focolaio sono impiegati come braccianti e possono contare solo su un lavoro sottopagato e senza tutele. Per questo erano scesi tra le strade di Mondragone nella giornata di ieri, con il pericolo di trasmettere il COVID-19 a chi si trovava fuori dalla zona di contagio, portando la polizia locale a intervenire e disperdere la folla che si era radunata.

Proteste e scontri ai Palazzi ex Cirio

Proprio quest’episodio aveva portato alla protesta di molti cittadini che si sono recati ai Palazzi ex Cirio, chiedendo in maniera veemente di sanzionare con rigore il mancato rispetto del divieto. Tra i vari episodi che hanno contribuito ad infiammare un clima già caldo c’è il lancio di una sedia da un balcone contro la folla, che ha reagito danneggiando i vetri e le carrozzerie dei veicoli parcheggiati lì davanti.

Anche un poliziotto ferito

Mentre le forze dell’ordine fronteggiavano gli uomini e le donne che si erano riuniti per protestare e, allo stesso tempo, per bloccare alcuni tra i bulgari che erano scesi per reagire, un poliziotto è rimasto ferito alla testa. Il presidente della Campania Vincenzo De Luca si è così rivolto al Ministero dell’Interno per chiedere l’intervento dell’esercito e ha annunciato uno screening di massa per valutare l’effettiva diffusione del virus.

Il Viminale ha quindi inviato 50 militari e 70 poliziotti per tenere sotto controllo gli eventi, coadiuvando le istituzioni locali.

Le reazioni di Salvini e Meloni e la risposta di De Luca

Le agitazioni hanno suscitato le reazioni, tra gli altri, di Matteo Salvini e Giorgia Meloni, i quali, commentando l’accaduto, hanno individuato nello stesso De Luca il principale responsabile dei gravi fatti, chiedendogli dove sono i “lanciafiamme” in questo momento. Quest’ultimo, sulla propria pagina Facebook, ha ribadito l’obbligo della quarantena per chi si trova all’interno della zona rossa, senza rispondere, almeno per il momento, ai leader di Lega e Fratelli d’Italia.

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