Mondiali 2026, giro d’affari da record. Tutti i numeri della Coppa del Mondo più grande di sempre

Redazione

12 Giugno 2026 - 14:14

Giro d’affari da record per la FIFA ma non solo: si parla di un contributo al PIL mondiale di 40.9 miliardi di dollari. Ecco quanto denaro sta muovendo l’edizione 2026 dei Mondiali di calcio.

Mondiali 2026, giro d’affari da record. Tutti i numeri della Coppa del Mondo più grande di sempre

Il giro d’affari dei Mondiali di calcio 2026 rappresenta uno dei fenomeni economici più imponenti nella storia dello sport globale.

Organizzato congiuntamente da Stati Uniti, Canada e Messico, questo torneo segna un’espansione senza precedenti: 48 squadre nazionali, 104 partite distribuite su 16 città ospitanti e un formato che prolunga l’evento per oltre un mese.

Dietro lo spettacolo sul campo si nasconde una macchina finanziaria sofisticata, capace di generare ricavi record per la FIFA e di innescare effetti moltiplicatori sull’economia dei paesi coinvolti e oltre.

Diritti TV e non solo

Secondo i bilanci ufficiali e le proiezioni riviste della FIFA, il ciclo commerciale 2023-2026 dovrebbe raggiungere i 13 miliardi di dollari complessivi, con 8.9 miliardi concentrati nell’anno del torneo (2026). Si tratta di un balzo di circa il 70-72% rispetto al ciclo di Qatar 2022, che si era fermato intorno ai 7.5-7.6 miliardi.

Al centro di questo meccanismo ci sono i diritti televisivi, che costituiscono il pilastro principale delle entrate della FIFA. Per il 2026 la FIFA ha previsto 3.925 miliardi di dollari solo da questa voce (pari al 44% dei ricavi del torneo), con un aumento del 30-36% rispetto all’edizione precedente. L’espansione del numero di partite offre più contenuti live, mentre la collocazione geografica in Nord America garantisce fasce orarie favorevoli per i mercati europei e asiatici, con la finale che cade in prime time su entrambi i continenti. Le emittenti americane (Fox in inglese e Telemundo in spagnolo) hanno contribuito in modo significativo, e accordi multi-territoriali con piattaforme streaming hanno ulteriormente ampliato il bacino.

Accanto ai diritti media, le sponsorizzazioni rappresentano un altro motore potente. La FIFA ha chiuso tutti i pacchetti di partnership globale prima dell’inizio del torneo, un primato storico. Le proiezioni indicano 1.786 miliardi di dollari da diritti di marketing per il 2026 (circa 2.8 miliardi nel ciclo completo), trainati da colossi come Adidas, Coca-Cola, Aramco, Bank of America, Verizon e vari marchi cinesi. Il ritorno al Nord America ha aperto le porte al più grande mercato pubblicitario del mondo, permettendo pacchetti personalizzati.

La voce dei costi

Sul fronte dei costi, la FIFA ha stanziato 3.756 miliardi di dollari per l’organizzazione diretta del torneo, inclusi operazioni, produzione televisiva, logistica, servizi alle squadre e il montepremi. Quest’ultimo ha raggiunto livelli record: 871 milioni di dollari complessivi distribuiti tra le 48 partecipanti (di cui 655 milioni di prize money puro), con un minimo garantito di circa 12,5 milioni a squadra e fino a 50 milioni per il vincitore.

Il budget operativo complessivo del ciclo include ulteriori voci, ma la FIFA, come ente no-profit, dichiara di reinvestire la stragrande maggioranza degli utili (oltre 11 miliardi nel ciclo) nello sviluppo del calcio mondiale attraverso programmi per federazioni, infrastrutture e iniziative sociali. Questi importi sono tratti direttamente dal bilancio FIFA e da annunci ufficiali del Council.

L’impatto economico secondo il WTO

L’impatto economico va ben oltre i bilanci della FIFA. Uno studio commissionato dalla FIFA stessa insieme alla World Trade Organization (WTO) e realizzato da OpenEconomics nell’ambito del programma GoalEconomy stima un output economico globale lordo di 80.1 miliardi di dollari, con un contributo al PIL mondiale di 40.9 miliardi. Gli Stati Uniti beneficiano della quota maggiore, intorno ai 17.2 miliardi di PIL e 185.000 posti di lavoro, seguiti da Messico e Canada.

I settori trainanti sono turismo, hospitality, trasporti, ristorazione e retail: si prevedono fino a 6.5 milioni di visitatori complessivi, con una spesa turistica diretta di circa 7.5 miliardi. Le infrastrutture esistenti hanno limitato gli investimenti necessari, lasciando un’eredità più orientata al turismo e all’immagine.

La FIFA, sotto la guida di Gianni Infantino, ha ottimizzato ogni leva commerciale: dal controllo centralizzato dei diritti alla valorizzazione di dati e piattaforme digitali, fino alla creazione di esperienze premium. Il torneo nordamericano del 2026 non è solo la competizione con più squadre e partite della storia, ma anche il più ambizioso esperimento di business sportivo mai tentato.

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