Italo-svizzero, tifoso dell’Inter e volto a 360° del calcio mondiale. Ecco chi è e quanto guadagna Gianni Infantino, amico politico e commerciale di Donald Trump e uomo simbolo dei Mondiali 2026
Se il calcio è sempre più in espansione a livello globale, anche in mercati che fino a qualche anno fa venivano considerati marginali, il merito è di un italiano (anzi, italo-svizzero) che negli ultimi mesi ha fatto il giro del mondo anche per la sua sventolata amicizia con Donald Trump. Si chiama Gianni Infantino, classe 1970, ed è il presidente della FIFA, il massimo organo politico e commerciale dello sport più seguito e praticato al mondo.
E poco importa se le polemiche tra competizioni indebitamente allargate e qualche scelta commerciale e politica hanno in parte eroso una figura che sembrava super partes. In barba anche al teatrino del “premio per la pace” dato proprio al Tycoon lo scorso dicembre, che rappresenta forse il punto più basso del calcio dei piani alti - soprattutto per ciò che è accaduto dopo. Infantino rimane l’uomo dei mondiali lussuosi, costosi, da show di prima serata e che punta a globalizzare sempre di più il pallone. Le ultime competizioni in Qatar e, le prossime, negli Stati Uniti ne sono l’esempio. Senza dimenticare l’Arabia Saudita, protagonista nel 2034.
Insomma, il calcio è un’azienda e Infantino, oltre che uomo di sport, un imprenditore. Ma quanto vale questo ruolo dai massimi sistemi? Quanto guadagna il capo del pallone? Ecco cosa sappiamo.
Chi è Gianni Infantino? La carriera dal basso fino alla presidenza FIFA
Giovanni Vincenzo Infantino nasce il 23 marzo 1970 a Briga, in Svizzera, da una famiglia italiana emigrata per lavoro. Le radici affondano tra Calabria e Lombardia, ma la sua formazione è tutta europea: laurea in giurisprudenza e specializzazione in diritto sportivo, un percorso che lo porta fin da subito lontano dal campo giocato e dentro le stanze dei bottoni. Da calciatore si ferma infatti alle categorie minori svizzere, ma è dietro le quinte che costruisce il suo destino.
Il primo snodo chiave arriva all’Università di Neuchâtel, dove diventa segretario del Centro Internazionale di Studi Sportivi. Poi, nel 2000, l’ingresso nell’UEFA: una scalata metodica, quasi silenziosa. Direttore degli affari legali nel 2004, vice segretario generale nel 2007, quindi segretario generale nel 2009. È in quegli anni che diventa il volto istituzionale dei sorteggi europei e il braccio operativo di Michel Platini.
Il salto definitivo arriva nel 2016, quando, dopo lo scandalo che travolge la FIFA e le dimissioni di Sepp Blatter, Infantino viene eletto presidente al secondo scrutinio. Da quel momento, il suo ruolo cambia da tecnico a leader globale. Il presidente FIFA è infatti il regista politico, economico e strategico del calcio mondiale: gestisce competizioni miliardarie, negozia con governi e sponsor, indirizza lo sviluppo del calcio in oltre 200 federazioni. Un incarico che è diplomazia, business e potere.
Stipendio e patrimonio di Gianni Infantino: ecco quanto guadagna
Guidare il calcio globale non è solo una questione di prestigio: è anche un ruolo estremamente remunerativo. Oggi lo stipendio base di Gianni Infantino si aggira intorno ai 2,6 milioni di franchi svizzeri annui, pari a circa 2,8 milioni di euro e oltre 3,3 milioni di dollari. A questa cifra si aggiungono bonus variabili che, negli anni recenti, hanno superato 1,6 milioni di franchi, portando il compenso complessivo vicino ai 4,5 milioni di euro (oltre 5 milioni di dollari).
Numeri che riflettono il peso economico della FIFA, una macchina che muove miliardi tra diritti televisivi, sponsorizzazioni e grandi eventi. Il patrimonio personale di Infantino è stimato attorno ai 12 milioni di euro: una cifra importante, ma non paragonabile ad altri grandi magnati dello sport, segno che la sua ricchezza è legata soprattutto al ruolo istituzionale più che a investimenti personali noti.
Sul fronte della vita privata, Infantino ha vissuto tra la Svizzera (in particolare nel cantone di Zugo) e il Qatar, dove si è trasferito temporaneamente durante l’organizzazione dei Mondiali 2022. Poliglotta – parla sette lingue – e con una rete di relazioni che attraversa politica, economia e sport, Infantino incarna il ruolo del dirigente moderno: meno burocrate e più CEO globale. Come un vero e proprio imprenditore di un’azienda che fattura miliardi.
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