Misure per il lavoro nel Recovery Plan: ecco quali sono

Teresa Maddonni

13 Gennaio 2021 - 13:48

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Le politiche per il lavoro trovano spazio nel Recovery Plan approvato nella notte dal Consiglio dei Ministri. Dall’occupazione dei giovani all’imprenditoria femminile, passando alla formazione e rafforzamento dei centri per l’impiego: vediamo quali sono tutte le misure previste nel Pnrr annunciate anche dalla ministra Catalfo.

Misure per il lavoro nel Recovery Plan: ecco quali sono

Misure per il lavoro nel Recovery Plan alle quali vengono destinate una parte importante delle risorse del Recovery Fund. Il Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) è stato approvato nella notte dal Consiglio dei Ministri e ora si prepara ad approdare in Parlamento.

Uno dei pilastri fondamentali del Recovery Plan è rappresentato dalle misure per il lavoro e nel dettaglio dal rilancio dell’occupazione.

In totale le risorse per il Recovery Plan dovrebbero corrispondere a circa 222 miliardi e di questi 12,62 dovrebbero essere indirizzati infatti proprio alle politiche per il lavoro.

Intanto la ministra del Lavoro Nunzia Catalfo, che ha annunciato le risorse per le politiche attive del lavoro nel Pnrr, ha anche anticipato alcune misure del prossimo decreto Ristori quinquies come le nuove settimane di cassa integrazione e il blocco dei licenziamenti.

Misure per il lavoro nel Recovery Plan per 12,62 miliardi di euro

Per le misure sul lavoro nel Recovery Plan sono previsti 12,62 miliardi di euro di risorse di cui circa la metà sono riservate alle politiche attive.

Ad annunciare in prima battuta cosa prevede la proposta del Pnrr per il lavoro è stata la ministra Catalfo qualche ora prima del CdM sulla sua pagina Facebook ufficiale.

“Ci sono 7,1 miliardi di euro: 3,1 per le politiche attive, 3 per la realizzazione del Piano nazionale per le nuove competenze, 600 milioni per l’apprendistato duale e 400 milioni per il sostegno all’imprenditoria femminile.”

E ha aggiunto:

“Oltre a questo, ci sono anche circa 4,5 miliardi per il finanziamento della fiscalità di vantaggio per il Sud e per le nuove assunzioni di giovani e donne.
Un ingente investimento nel capitale umano, leva fondamentale per la ripartenza del Paese.”

In particolare, andando alla bozza ora disponibile del Recovery Plan, al capitolo Inclusione e coesione sono indicati gli obiettivi generali della missione che la ministra ha anticipato e che sono, tra gli altri, per il lavoro:

  • rafforzamento delle politiche attive del lavoro e della formazione di occupati e disoccupati;
  • aumento dell’occupazione giovanile di qualità attraverso il rafforzamento del sistema duale;
  • sostegno all’imprenditoria femminile come strumento di autonomia economica;
  • potenziamento del servizio civile universale con la stabilizzazione dei posti annui.

Per le politiche per il lavoro, come abbiamo anticipato, in totale i miliardi sono 12,6.

A questi si aggiungono nel medesimo capitolo gli obiettivi per Infrastrutture sociali, famiglie, comunità e terzo settore cui sono destinati 10,83 miliardi e Interventi speciali per la coesione territoriale per 4,18 miliardi di euro.

Occupazione giovani, donne e Sud

Centrale quindi, come abbiamo visto, tra le misure per il lavoro nel Recovery Plan, è il tema dell’occupazione per giovani, donne e il Sud. Non dimentichiamo che già la Legge di Bilancio 2021 prevede incentivi alle assunzioni di giovani e donne con particolare attenzione alle regioni del Mezzogiorno e altresì stabilisce che la copertura degli oneri derivante dal riconoscimento degli stessi viene non a caso garantita dal Next Generation EU.

La missione 5 del Recovery Plan su Inclusione e coesione di cui abbiamo detto sopra, viene specificato nella bozza del testo, è divisa come anticipato in tre componenti e “ha un ruolo di grande rilievo nel perseguimento degli obiettivi, trasversali a tutto il PNRR, di sostegno all’empowerment femminile e al contrasto alle discriminazioni di genere, nonché di aumento dell’occupazione, soprattutto giovanile e di rafforzamento della formazione sul lavoro e per i disoccupati e di miglioramento della qualità del lavoro”.

E ancora prosegue il testo:

“La prima componente, “Politiche per il lavoro”, si concretizza nella revisione strutturale delle politiche attive del lavoro, nel rafforzamento dei centri per l’impiego e della loro integrazione con i servizi sociali e con la rete degli operatori privati.”

Uno degli obiettivi è “la modernizzazione del mercato del lavoro al fine di migliorare l’occupazione e l’occupabilità, soprattutto giovanile” attraverso l’apprendistato duale e il servizio civile universale, “e in particolare dei NEET, delle donne e dei gruppi vulnerabili”.

Altro obiettivo, chiarisce il Pnrr in merito alle misure per il lavoro, è la “promozione di nuove competenze” con una riforma del sistema di formazione. Già abbiamo visto come il decreto Rilancio abbia introdotto il Fondo nuove competenze proprio per la formazione dei lavoratori.

“La dimensione di genere, generazionale e territoriale di questa componente è ulteriormente rafforzata dalla complementarità con le misure di decontribuzione per i giovani, le donne e il Sud, parzialmente finanziate attraverso il ReactEu.”

Queste misure, come il Recovery Plan chiarisce, sono finanziate in parte attraverso il fondo ReactEU trovando spazio infatti nella Legge di Bilancio 2021.

Il Pnrr infatti punta, come già richiamato in Manovra, su una revisione delle politiche attive del lavoro a partire dall’assegno di ricollocazione per arrivare all’istituzione di un programma nazionale, il GOL, Garanzia di occupabilità dei lavoratori “che prevede un sistema di presa in carico unico dei disoccupati e delle persone in transizione occupazionale che associ la profilazione dei servizi al lavoro alla formazione.”

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