Fondi pensione e decreto PNRR, il contributo Covip si applicherà sull’intero patrimonio e non più sui flussi annuali. Ecco chi rischia di pagare di più.
In arrivo quella che è stata definita una mini patrimoniale sui fondi pensione. Il calcolo del contributo Covip non si effettuerà più sui contributi versati durante l’anno, ma sull’intero patrimonio. La novità penalizza i grandi risparmiatori, quelli che hanno un patrimonio importante investito nei fondi pensione.
La novità che colpisce la previdenza complementare è una modifica piccola che cambia il metodo di calcolo. A prevederla il decreto Pnrr. Vediamo come cambia il contributo Covip e perché.
Mini patrimoniale fondi pensione
Il contributo Covip non è una novità, ma cambia la modalità di calcolo. Mentre fino a ora il contributo per la Commissione di vigilanza sui fondi pensione, che vigila sulla previdenza complementare, era dovuto solo sulla base dei flussi incassati nell’anno, cambia base imponibile e si calcola sull’intero patrimonio accumulato nel fondo.
La modifica rischia di penalizzare i grandi risparmiatori che hanno accumulato fondi consistenti nella previdenza complementare. A cambiare il sistema di calcolo è il comma 2 dell’articolo 29 del decreto Pnrr che va a modificare la legge 335/1995 (legge Dini).
Attualmente la legge Dini prevede che il contributo sia pari a una quota non superiore allo 0,5 per mille dei flussi annuali dei contributi incassati. La modifica prevede che la quota non sia superiore allo 0,1 per mille del totale delle risorse destinate alle prestazioni.
A cambiare, come si può notare, non è solo la modalità di calcolo, ma anche l’aliquota che passa dallo 0,5 per mille allo 0,1 per mille. Anche se a prima vista potrebbe essere intesa come una riduzione, si deve considerare che l’aliquota più bassa è applicata a un capitale molto più elevato e proprio per questo l’impatto economico potrebbe essere importante.
A chiarire quello che realmente cambia ci pensa il rapporto del Mef e della Commissione che evidenzia come il vecchio calcolo fosse applicato a 17,4 miliardi di euro di versamenti annuali. Ora, invece, considerando gli interi patrimoni l’aliquota ridotta a un quinto (0,1 per mille) si applica a un patrimonio di 261,2 miliardi di euro (ovvero quindici volte più grande).
Chi riguarda il prelievo?
Il contributo, come abbiamo detto, si applica all’intero patrimonio gestito dalla previdenza complementare e, di fatto, incide sui patrimoni (soprattutto i più consistenti) versati nelle forme pensionistiche complementari. A rimetterci è sicuramente chi versa nel fondo pensione da molto tempo, mettendo un capitale molto elevato perché con la novità si troverà a pagare di più.
Il senatore Mario Turco, responsabile della Politica Economica e Fiscale del M5S, fa presente che il Governo Meloni fa cassa sulle spalle dei cittadini andando a colpire il risparmio di tutti coloro che cercano di garantirsi una pensione integrativa per il futuro.
La modifica viene vista come una specie di tradimento, visto che da anni si continua a dire ai lavoratori che la pensione pubblica non sarà sufficiente per spingerli a investire nella pensione integrativa. Con l’introduzione di questa mini patrimoniale non si fa altro che ridurre il rendimento dei fondi e, come conseguenza, le future pensioni complementari.
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