Microsoft lancia Quota 70, maxi piano per mandare migliaia di dipendenti in pensione

Laura Pellegrini

27 Aprile 2026 - 15:38

Microsoft ha offerto ai dipendenti più anziani degli USA un vantaggioso incentivo per lasciare il lavoro: ecco come funziona Quota 70 e chi può accedervi.

Microsoft lancia Quota 70, maxi piano per mandare migliaia di dipendenti in pensione

Il mondo delle Big Tech sta affrontando una delle rivoluzioni più importanti degli ultimi decenni: con l’avvento dell’intelligenza artificiale, molti colossi della Silicon Valley sono stati costretti a effettuare licenziamenti di massa per investire nelle nuove tecnologie. Microsoft, invece, ha affiancato ai licenziamenti degli incentivi economici per i dipendenti più anziani per concedere la possibilità di lasciare il lavoro in anticipo e con qualche vantaggio in più.

La nuova mossa dell’azienda guidata da Satya Nadella potrebbe coinvolgere fino a 8.750 persone, ovvero quasi il 7% dei dipendenti totali degli Stati Uniti. Si tratta dell’introduzione di un meccanismo simile ai pensionamenti italiani: Quota 70 è la nuova misura di Microsoft per ridurre il numero di lavoratori in azienda, soprattutto quelli più anziani e probabilmente più pagati, e investire sull’intelligenza artificiale senza dover licenziare.

Ma non tutti possono accedere a questi incentivi per lasciare il lavoro in anticipo: vediamo quali sono i requisiti, le condizioni e i benefit offerti da Microsoft.

Microsoft annuncia Quota 70: come funziona l’esodo volontario

Microsoft ha deciso di introdurre una strategia del tutto inedita nella sua storia: con l’introduzione di Quota 70, che negli USA viene chiamata “rule of 70”, il colosso tecnologico permetterà ai dipendenti più anziani di accedere a bonus economici e altri vantaggi lasciando il lavoro in anticipo. Quota 70 infatti è un programma di esodo volontario anticipato destinato a una parte significativa della sua forza lavoro negli Stati Uniti.

Su un totale di circa 125.000 dipendenti, questa misura potrebbe coinvolgere fino a 8.750 lavoratori più anziani e prossimi al pensionamento. Chi potrà beneficiare di questa misura riceverà una comunicazione da Microsoft e avrà 30 giorni per decidere se accettare l’offerta.

Ma in che cosa consiste? In pratica occorre sommare l’età anagrafica e gli anni di servizio: se la somma raggiunge almeno 70, è possibile lasciare il lavoro e accedere ai benefit aziendali previsti dal programma. Ad esempio, un dipendente di 56 anni con 15 anni di esperienza in Microsoft rientrerebbe nei requisiti: la somma dell’età e degli anni di servizio dà come risultato 71. Sono previste alcune eccezioni, ma la regola generale punta a favorire l’uscita di personale con lunga anzianità.

Oltre alla possibilità di lasciare il lavoro in anticipo, Microsoft ha messo sul tavolo anche altre agevolazioni per i dipendenti che sceglieranno questa opzione: oltre al pagamento una tantum, viene garantita l’estensione dell’assicurazione sanitaria. Al momento non si sa ancora quanti fondi sono stati stanziati per questo piano né quanto potrà percepire ogni lavoratore dimissionario.

Gli altri tagli al personale previsti da Microsoft

Per poter investire in modo massiccio sull’intelligenza artificiale, Microsoft ha già avviato da tempo una serie di licenziamenti dei dipendenti che, solo lo scorso anno, ha riguardato circa 15.000 posti di lavoro a livello globale in diverse divisioni aziendali.

Quest’anno invece la strategia è più leggera e punta a un esodo volontario: Microsoft intende invitare i dipendenti più anziani a lascare il lavoro grazie a dei benefit aggiuntivi. Questo programma presenta alcuni vantaggi sia per i lavoratori sia per l’azienda: da un lato, infatti, i lavoratori idonei hanno la possibilità di lasciare l’azienda con condizioni economiche favorevoli, mentre dall’altro lato Microsoft può contenere le spese operative e riorganizzare il team senza generare l’impatto negativo spesso associato ai licenziamenti di massa.

I precedenti delle aziende tech degli USA

La tendenza a investire in AI piuttosto che in lavoratori umani è tipica delle numerose Big Tech degli USA: in passato anche altre aziende avevano adottato la stessa strategia messa in campo da Microsoft.

Per esempio, Meta ha annunciato un taglio di circa 8.000 posti di lavoro accompagnato da pacchetti di uscita volontaria che prevedono almeno 16 settimane di stipendio più bonus legati all’anzianità.

Nel 2025, invece, Google aveva introdotto i cosiddetti “buyout” a decine di migliaia di dipendenti nelle divisioni Android, Chrome e hardware. Similmente anche YouTube aveva offerto l’uscita incentivata a circa 7.500 lavoratori.

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