MiCA, il regolamento europeo sulle crypto: le cose da sapere, quando arriverà

7 Settembre 2022 - 19:37

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Con l’entrata in vigore regolamento prevista per il 2024, l’UE punta dare un assetto al mercato delle criptovalute che offra più tutele agli utenti

MiCA, il regolamento europeo sulle crypto: le cose da sapere, quando arriverà

A fronte di un sensibile aumento della capitalizzazione nel mercato delle cripto attività nel 2017, la Commissione europea ha incaricato l’Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati (Esma) e l’Autorità bancaria europea (Eba), di valutare se l’attuale quadro normativo dell’Unione Europea in materia di servizi finanziari fosse applicabile alle cripto attività.

Nel parere emesso dalle due Autorità nel 2019, emergeva che la maggior parte delle attività legate alle cripto non rientravano nell’ambito di applicazione della legislazione dell’UE in materia di servizi finanziari e, perciò, non ne erano soggette, tra l’altro, alle disposizioni in materia di tutela dei consumatori e degli investitori e di integrità del mercato, sebbene comportassero tali rischi.

Nel 2020, la Commissione europea ha presentato il Regolamento europeo sulle cripto attività (MiCA, Markets in Crypto Assets Regulation), che fa parte di un più ampio pacchetto sulla finanza digitale, volto a sviluppare un approccio europeo capace di promuover lo sviluppo tecnologico e garantire la stabilità finanziaria e la protezione dei consumatori.

Il Consiglio dell’Unione Europea ha adottato il suo mandato negoziale sul regolamento MiCA il 24 novembre 2021.

I cosiddetti triloghi tra i co-legislatori sono iniziati il 31 marzo 2022 e si sono conclusi con l’accordo provvisorio raggiunto al Parlamento europeo il 30 giugno 2022, la ratifica dovrebbe avvenire entro due anni. Il testo approvato il 30 giugno con i relativi emendamenti non è stato ancora reso pubblico.

La protezione del consumatore alla base del MiCA

Il MiCA è stato creato con un preciso intento: proteggere i cittadini dell’Unione Europea dai rischi connessi alle cripto-attività, con particolare attenzione agli investimenti e alle attività fraudolente.

Attualmente, gli investitori godono di pochi diritti all’interno dell’UE nell’ambito dei risarcimenti; perciò qualora il loro fornitore di servizi cripto dovesse accidentalmente perdere i loro risparmi, ad esempio attraverso un attacco hacker, questi non verrebbero rimborsati.

Quando il MiCA entrerà in vigore i fornitori di servizi cripto per essere riconosciuti dovranno dimostrare grande capacità di protezione verso i portafogli degli investitori e, qualora dovesse esserci una perdita causata dal fornitore stesso, sarà esso stesso a rispondere dell’accaduto. Il MiCA tutelerà inoltre il consumatore vigilando su attività improprie come l’abuso di informazioni privilegiate.

La protezione del consumatore passerà inoltre anche in maniera particolare dal controllo delle stablecoin. il MiCA tutelerà i consumatori chiedendo agli emittenti di stablecoin di costituire una riserva sufficientemente liquida, con un rapporto 1/1 e in parte sotto forma di depositi.

Il MiCA vuole limitare le stablecoin

Ogni titolare di stablecoin avrà il diritto di chiedere un rimborso all’emittente in qualsiasi momento e gratuitamente; e le norme che disciplinano il funzionamento della riserva garantiranno anche una liquidità minima adeguata. Tutti gli stablecoin saranno inoltre soggetti alla vigilanza dell’Abe.

Lo sviluppo di token ancorati a una valuta non europea, come ad esempio Usd coin, che è ancorato al valore del dollaro statunitense, sarà limitato, al fine di conservare la sovranità europea.

Gli emittenti di token collegati ad attività dovranno avere una sede legale nell’UE per garantire una vigilanza e un monitoraggio adeguati riguardo alla loro condotta.

Sempre in materia di stablecoin, il MiCA imporrà un tetto massimo giornaliero di 200 milioni di euro al giorno nelle transizioni di queste criptovalute.

Questo punto è stato particolarmente criticato, dal momento che le principali stablecoin come Usdc e Usdt hanno flussi giornalieri ben più ingenti: rispettivamente 50 miliardi e 5 miliardi di dollari.

Per quanto riguarda la regolamentazione dei wallet, le leggi puntano ad aumentare la tutela dei consumatori.

Scambiare criptovalute da un exchange centralizzato all’altro sarà un processo meno agile di quanto non fosse in precedenza, questo perché ogni transazione dovrà essere segnalata dalla piattaforma a un ente europeo.

Prelevare le proprie criptovalute da un exchange verso un wallet privato, invece, richiederà il tracciamento solo nel caso in cui l’ammontare prelevato superi i 1000 euro.

Al fine di monitorare a fondo la situazione delle cripto-attività, l’Abe sarà incaricata di tenere un registro pubblico all’interno del quale sono elencati i fornitori di servizi per le cripto-attività non conformi.

I fornitori di servizi per le cripto-attività la cui società madre si trova in Paesi figuranti nell’elenco dei Paesi terzi considerati a rischio per quanto riguarda le attività di antiriciclaggio e nella lista dell’UE delle giurisdizioni non cooperative a fini fiscali saranno chiamati ad effettuare controlli specifici in linea con il regolamento antiriciclaggio vigente.

I fornitori di servizi dovranno inoltre essere autorizzati a operare a livello nazionale entro tre mesi. Una volta ottenuta l’autorizzazione, dovranno trasmetterla all’Esma.

Non soltanto protezione del consumatore però, il MiCA richiederà anche ai fornitori di servizi di quantificare e rendere noto il loro impatto sul clima. Un importante passo avanti dal punto di vista ESG, poiché finalmente sarà possibile capire quanto impattano sull’ambiente queste realtà.

A lavorare a questo aspetto sarà l’Esma, la quale sarà chiamata a elaborare progetti di norme tecniche di regolamentazione riguardanti il contenuto, le metodologie e la presentazione delle informazioni relative ai principali effetti negativi sull’ambiente e sul clima.

La Commissione europea dovrà successivamente presentare, entro due anni, una relazione sull’impatto ambientale delle cripto-attività e sull’introduzione di norme minime di sostenibilità obbligatorie per i meccanismi di consenso, come ad esempio il proof-of-work.

Quali scenari dopo la ratifica del MiCA

Il MiCA sarà sicuramente fondamentale per tutelare maggiormente i consumatori che grazie ad esso potranno operare sul mercato con maggiore serenità, al sicuro dagli imbrogli. I fornitori infatti, per operare in questo mercato, saranno tenuti a osservare regole precise, che non consentirà loro di agire contro di esse.

Ciò che invece fa tuttora discutere è l’impatto che la regolamentazione avrà sulle stablecoin, dal momento che sono state particolarmente toccate dal nuovo regolamento.

Secondo quanto affermato all’interno del del Regolamento, l’uso delle stablecoin sarebbe da disincentivare in quanto i rischi ad esse connessi sono maggiori degli eventuali vantaggi.

Gli Nft (Non-fungible-token) infine, non saranno momentaneamente inclusi dall’ambito di applicazione.

Entro 18 mesi la Commissione europea avrà il compito di preparare una valutazione sul tema e, se lo riterrà necessario, una proposta legislativa specifica, al fine di creare un regime per gli Nft e affrontare i rischi insiti in questo nuovo mercato.

È possibile che in questa fase Bruxelles lasci decidere ai singoli stati se trattare i token non fungibili alla stregua delle criptovalute.

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